Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari hanno preso la scossa per via dei timori legati alla diffusione del coronavirus. Cosa aspettarsi nel breve anche in vista delle elezioni Usa?

Nel breve ci aspettiamo forti tensioni sui mercati finanziari legate alle preoccupazioni degli investitori su eventuali misure ancora più restrittive di lockdown.

L’incertezza rimane alta anche in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Crediamo che lo scenario peggiore per le piazze azionarie sia un esito del voto del 3 novembre con i due candidati Trump e Biden molto vicini tra loro.

Questo con la prospettiva di dover aspettare il conteggio del voto postale e lo spettro di una eventuale contestazione.

Il pacchetto di stimoli fiscali fermo al Congresso ormai da parecchi mesi che poteva rilanciare le quotazioni sui mercati azionari, sembra che sarà approvato solamente tra qualche settimana, spegnendo l’entusiasmo degli investitori.

A Piazza Affari il Ftse Mib è sceso sui minimi di fine maggio. Si aspetta una reazione dai livelli attuali o vedremo nuovi ribassi?

Nonostante i forti ribassi evidenziati per l’emergenza coronavirus, non crediamo si possa ricreare un crollo come quello di marzo.

Le principali differenze rispetto a nove mesi sono basate sul fatto che conosciamo molto meglio la malattia covid-19, e che la corsa al vaccino sembra essere vicina al traguardo.

A ciò si aggiunga che da un punto di vista economico le banche centrali e i governi hanno promosso delle misure di difesa e di protezione della stabilità finanziaria (ad esempio il piano PEPP della Bce e le misure ultra-accomodanti lanciate da Federal Reserve e Dipartimento del Tesoro USA).

Per quanto concerne l’indice Ftse Mib, ci aspettiamo ancora tensioni nel medio/breve periodo.

La tenuta del supporto di breve a 17.500 punti sarà fondamentale per permettere ai prezzi di evidenziare una potenziale reazione che diventerà significativa sopra i 18.100 punti, con potenziale prossimo obiettivo a 18.400 punti.

L’eventuale breakout ribassista di area 17.500 darebbe invece conferma delle pressioni ribassiste di medio/breve periodo, gettando le basi per una discesa verso target short a 16.800.

ENI e Saipem hanno reagito in modo diverso dopo la diffusione dei conti trimestrali. Cosa può dirci di questi due titoli?

I due titoli hanno reagito diversamente alla pubblicazione delle trimestrali, ma condividono la stessa impostazione tecnica negativa di medio periodo.

ENI è sceso anche sotto i minimi di marzo a 5,84 euro, toccando un nuovo bottom a 5,72 euro.
La situazione di ipervenduto in cui si sono venuti a ritrovare i principali oscillatori di prezzo come l’RSI potrebbe creare i presupposti per un possibile rimbalzo.

Tale reazione per ENI sarà significativa solamente sopra 6,30 euro, con la possibilità di estendere l'allungo a 7 e a 7,22 euro.

Tali prospettive di rimbalzo sarebbero tuttavia cancellate con il cedimento di 5,72 euro, preludio a nuove cadute almeno fino a 5,50 euro.

Per Saipem la resistenza da superare per inviare i primi segnali di ripresa è quella posizionata a 1,60 euro.
Senza una vittoria sopra 1,60 euro, lo scenario di medio/breve rimane ribassista con obiettivi short ipotizzabili a 1,27 e 1,20 euro.

L'euro-dollaro ha perso nuovamente terreno nelle ultime sedute. E' bene prepararsi a nuovi minimi di periodo?

L’euro ha perso tanta forza rispetto al dollaro dopo il meeting della BCE, con il governatore Lagarde che ha affermato che nella prossima riunione della banca centrale ci saranno delle variazioni negli strumenti adottati dall’istituto di Francoforte.

Crediamo che sia molto probabile che il piano PEPP, piano di acquisto di titoli di Stato per tenere la stabilità finanziaria nel Vecchio Continente nonostante l’espandersi dell’emergenza coronavirus, possa essere ampliato notevolmente nell’ammontare e possa essere deciso di allungare la scadenza da giugno 2021 ad almeno settembre 2021.

La promessa della Lagarde di un atteggiamento ancora più accomodante nei prossimi mesi ha indebolito il cambio euro/dollaro sceso fino a 1,1650.

Per il quadro tecnico della coppia valutaria sarà fondamentale la tenuta del supporto a 1,1610. In caso di mantenimento al di sopra di tale soglia sarà possibile una reazione positiva verso 1,1786.

L’eventuale breakout ribassista di 1,1610 creerebbe i presupposti per una estensione della discesa verso 1,15.