Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha provato a riconquistare area 20.000, fallendo però nel suo intento. Sono ancora possibili recuperi nel breve?

Rispetto ad una settimana fa non cambia la situazione sui mercati azionari che vedono da una parte quelli statunitensi segnare nuovi record e dalla parte opposta quelli europei che fanno fatica a seguire il rally di Wall Street.

A zavorrare le Borse del Vecchio Continente è sopratutto la forza dell'euro che potrebbe essere un freno per l'economia europea.

In questo contesto, a dare nuova vitalità all'equity ci hanno pensato sia alcuni buoni dati macro, ma soprattutto la speranza che un vaccino contro il Covid-19 sia oramai alle porte.

Da non dimenticare poi il recupero di Trump nei sondaggi per le elezioni presidenziali in programma tra 2 mesi.

Sul mercato delle valute, solo nella giornata di ieri l'euro ha arrestato la sua corsa nei confronti del dollaro.
Il cross è sceso sotto l'area degli 1,19, dopo aver toccato la soglia degli 1,20.

Graficamente il movimento delle ultime ore possiamo leggerlo come una normale fase di "ossigenazione" della moneta unica che solo sotto gli 1,17 invierebbe un segnale di debolezza.

Andando a dare uno sguardo al nostro FTSE Mib, il mancato recupero dei 20mila punti non ci mette al riparo e c'è il rischio che la fase correttiva possa non essere terminata.

Infatti, sotto i livelli appena indicati rimarrebbero alte le chance di un ritorno del Ftse Mib verso i 19.500 punti prima e a seguire in direzione dei 19.200 punti, per poi assistere ad un test degli importanti supporti situati sulla soglia dei 19mila punti.

Al contrario, la ripresa dei 20 mila punti rafforzerebbe il quadro grafico con primi target rialzisti posti sui 20.300 punti e a seguire in area 20.400.

Come valuta l'attuale impostazione di Unicredit e Intesa e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Trend di breve correttivo per UNICREDIT che in caso di perdita degli 8 euro potrebbe andare a rivedere i minimi di agosto situati nei pressi dei 7,6 euro.

Per avere segnali di forza il titolo dovrebbe riportarsi oltre gli 8,55 euro.

Situazione quasi identica per INTESA SANPAOLO che sotto gli 1,75 euro potrebbe proseguire la sua debolezza in direzione degli 1,7 euro e a seguire verso gli 1,65 euro.
Al rialzo, segnali di forza per Intesa Sanpaolo si avranno solo con il superamento degli 1,9 euro.

ENI e Saipem ieri hanno pagato pegno all'arretramento del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

Prosegue la tendenza ribassista del settore oil&gas.

Nello specifico ENI è oramai indirizzato verso il forte supporto situato sui 7,5 euro, che rimane l'ultimo baluardo per imbastire un rimbalzo in direzione dei massimi di agosto situati in area 8,4 euro.

Situazione ancora più critica per SAIPEM che in caso di mancato recupero degli 1,75 euro dovrebbe proseguire il suo forte trend ribassista.
Per avere un segnale di positività i prezzi di Saipem dovrebbero tornare oltre i 2,05 euro.

Atlantia ieri è volato sulla scia degli ultimi rumor, ma a correre è stato anche Interpump dopo i conti. Cosa può dirci di questo due titoli?

Lo scorporo di Autostrade e l'accordo con CDP fanno bene al titolo ATLANTIA che dopo il rally di ieri potrebbe andare a testare i massimi di giugno situati sulla soglia dei 16 euro.

L'eventuale sfondamento di questo ostacolo farà scattare un importante segnale di forza per Atlantia.

I buoni dati comunicati da INTERPUMP hanno dato nuova forza al titolo, con i prezzi che dopo aver superato i 30 euro mettono nel mirino i top di periodo situati sulla soglia dei 32 euro.
Una volta raggiunta questa soglia Interpump potrebbe rifiatare prima di segnare nuovi rialzi.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase e a quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo PRYSMIAN che oltre i 24 euro dovrebbe allungare in direzione dei top di periodo posti sulla soglia dei 25 euro.

Da seguire CNH INDUSTRIAL che con il break dei 6,8 euro avrebbe un target ambizioso fin verso i 7,5 euro ed infine TECHNOGYM con il superamento dei 7,85 euro e target sugli 8,7 euro.

Buon trading

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