Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha chiuso la prima settimana dell'anno in rialzo, spingendosi sui massimi da febbraio scorso. Quali le attese nel breve?

La rottura del doppio massimo relativo intorno ai 22.400 punti di Ftse Mib ha correttamente favorito l’inizio di una nuova gamba rialzista, con massimo relativo poco sopra i 23mila punti, non confermato dalla chiusura di venerdì poco sotto i 22.800 punti.

Nel breve quindi è necessario un veloce superamento dei 23.003 punti di Ftse Mib per confermare e sviluppare ulteriormente questa fase positiva.

In tal caso ci sarà spazio per i 23.210-23.410 punti circa, prima dell’obiettivo da alcune settimane prospettate in queste analisi, ossia la media mensile a 200 periodi attualmente a 23.695 punti circa.

Viceversa, attenzione alla perdita di area 22.700-22.620 punti di Ftse Mib, che provocherà una correzione verso il primo supporto giornaliero identificato dalla media a 12 periodi a 22.360 punti circa.

Da non escludere un eventuale approfondimento verso la sorella a 24 periodi a 22.125 punti e la chiusura del gap up a 21.850 punti, con ulteriore target nella media a 50 periodi a 21.645 punti.

Quest'ultima soglia di prezzo dovrebbe favorire un pronto rimbalzo, pena un rafforzamento dei ribassi verso il supportone settimanale delle medie weekly a 12 e 200 periodi in zona 21.240-21.120 punti circa, al momento improbabile.

Unicredit e Intesa Sanpaolo si sono mossi lungo direzione opposte venerdì scoro, con il primo in rialzo e il secondo in calo. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit dopo il crollo verticale tipico del settore bancario, si trova in un ampio movimento laterale caratterizzato da due minimi e tre massimi relativi, con attuale fase di ripresa nella parte mediana.

Infatti, dopo la valanga da poco sopra i 14 euro verso area 9,60-9,95 euro prima, proseguita senza paracadute sin sotto i 7 euro, con ennesima discesa poco sopra quota 6 euro, abbiamo assistito a diverse reazioni positive e altrettante discese, con un duplice minimo intorno a 6,10 euro circa e un triplice massimo sui 9,30 euro, con presente risalita intorno a 8,18 euro.

Solo sopra 8,34 euro si può pensare ad un ritorno rialzista per Unicredit, con supporti a 7,95 e 7,76 euro e resistenze a 8,91 e 9,34 euro.

Intesa Sanpaolo anch’essa si è esibita in un imponente crollo per le vicende sanitarie globali, con attuale trend laterale tra minimi e massimi crescenti e prezzo che al momento sembra respinto da una resistenza di prezzo intero.

Dopo il massimo relativo dello scorso febbraio a 2,63 euro circa, per Intesa Sanpaolo abbiamo assistito alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro con tentativo di ripresa, identificata da un doppio minimo crescente a 1,31-1,38 euro circa e un ostacolo anche psicologico a quota 2 euro.

Un nuovo scenario rialzista sarà confermato da Intesa Sanpaolo sopra 2,01 euro, con supporti a 1,92-1,877 euro e prossime resistenze a 2,14 e 2,24 euro.

ENI e Saipem hanno tirato il fiato venerdì scorso dopo i recenti rialzi. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI dopo il crollo pandemico e un rimbalzo tecnico ha formato un nuovo minimo relativo decrescente, dal quale è partita l’attuale fase di ripresa, peraltro contenuta da una resistenza statica, in attesa di nuovi sviluppi direzionali.

Infatti, sul capitombolo da oltre i 14 euro sino al primo minimo a 6,26 euro, ENI ha effettuato una bella risalita respinta dai 10 euro, con nuovo minimo a 5,726 euro e attuale poco sopra i 9 euro, in corrispondenza con la chiusura di uno dei tanti gap down.

Sopra i 9,15 euro per ENI è possibile una prosecuzione dello scenario rialzista, con supporti a 8,78-8,60 euro e resistenze a 9,52-10,08 euro.

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che lo caratterizza da anni, con tanto di gap down compresi, sino a una recente accelerazione ribassista, tenuta di un livello di prezzo preciso e la presente ripresa, ancora in pieno svolgimento, nonostante la presente pausa su una evidente resistenza statica orizzontale.

Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello per Saipem è iniziato il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro, movimento laterale intorno a 2,08-2,33 euro circa, dopo un tentativo fallito poco sotto la media giornaliera a 100 periodi a 2,747 euro e valanga di vendita verso 1,7455 euro, con accelerazione negativa poco sopra 1,27 euro e attuale rimbalzo percentualmente interessante, verso i 2,50 euro circa.

Una prosecuzione del rimbalzo in atto verrà espresso da Saipem al superamento di 2,53 euro, con supporti a 2,43 e 2,38 euro e resistenze a 2,68 e 2,80 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Azimut e FinecoBank? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Azimut, dopo un doppio massimo decrescente che ha favorito la recente correzione, che si è poi tramutata in un crollo verticale causa note vicende sanitarie globali, ha espletato un tentativo di rimbalzo, tuttora in corso seppur intervallato da correzioni e riprese, sino al presente doppio massimo.

Nello specifico sul duplice tentativo fallito di superamento di quota 24 euro, Azimut ha intrapreso una correzione diventata capitombolo poco sopra i 10 euro, con forte ripresa in area 17,85-17,56 euro, con correzioni sui supporti giornalieri e rimbalzi verso i massimi di periodo, con attuale doppio top peraltro decrescente in formazione intorno a 18,27-17,83 euro circa.

Un nuovo impulso rialzista per Azimut si avrà sopra i 18 euro, con supporti 16,80 e 16,30 euro e resistenze a 19,20-20 euro.

FinecoBank, dopo la falsa bucatura rialzista di un prezzo intero, ha risentito pure essa dell’effetto pandemia, con una forte discesa durante gli scorsi mesi, a cui è succeduta una cosiddetta V formation, ossia una gamba rialzista di pari intensità, con un ritorno, tra i pochi titoli, sugli stessi prezzi pre-covid.

FinecoBank ha addirittura segnato nuovi massimi, con una forte zona resistenziale toccata anche in questi momenti.
Infatti sulla mancata tenuta dei 12 euro di febbraio per Finecobank è iniziato un crollo percentualmente molto ampio, sino alla falsa rottura ribassista dei 7 euro che ha dato il via alla presente risalita imperiosa, con resistenza statica attorno a 13,70 euro circa, toccata per la seconda volta.

Oltre i 14 euro potremo avere un rinnovato impulso rialzista seppure rischioso per FinecoBank, con supporti a 13,42 e 12,90 euro e resistenze a 14,90-15,50 euro, in territori inesplorati.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione: BANCA GENERALI, INWIT, MEDIOBANCA e TERNA.