Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib è alle prese con area 20.000 che per ora sta frenando le sue velleità rialziste. Quali scenari per le prossime sedute?

Nel giorno in cui la FEDERAL RESERVE ha comunicato al mercato che i tassi d'interesse rimarranno fermi fino al 2023, anno in cui l'inflazione riuscirà a stabilirsi oltre la soglia del 2%, i principali mercati azionari europei chiudono all'insegna della cautela.

Il focus è sempre rivolto sia alla diffusione del Covid19 che allo stallo presente all'interno del Congresso USA, con particolare riferimento ad un nuovo piano di stimolo fiscale che secondo la FED sarebbe utile per l'economia statunitense.

Sul mercato delle valute poco da segnalare rispetto agli ultimi aggiornamenti, con l'euro che nei confronti del dollaro staziona in area 1,18, a metà strada tra i primi sostegni situati nei pressi degli 1,17 e le forti resistenze sulla soglia degli 1,20.

Per quanto riguarda il Ftse Mib, il recupero innescatosi da area 19.250 al momento si è fermato a contatto con la soglia psicologica dei 20mila punti.

Nel breve sono questi i livelli da monitorare, segnalando che in caso di superamento al rialzo di area 20.000 il FTSE Mib metterebbe in un angolo quella fase correttiva partita nel mese di agosto.

Al contempo l'indice metterebbe nel mirino le prime resistenze situate sui 20.400 punti e a seguire verso i 21mila punti.

Al contrario, per il Ftse Mib tornerebbe a salire le possibilità di nuovi ritorni sui primi supporti, sotto i quali si andrebbero a rivedere i 19mila punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri hanno mostrato più debolezza dell'indice di riferimento. Qual è la sua view su questi due titoli?

Trend di breve ribassista per il titolo UNICREDIT che con discese sotto i 7,85 euro andrebbe a rivedere i minimi di giugno e agosto situati nei pressi dei 7,55 euro.
Per avere dei segnali di forza i prezzi dovrebbero tornare oltre gli 8,55 euro.

Situazione simile per INTESA SANPAOLO che in caso di mancata tenuta degli 1,75 euro proseguirebbe il suo trend ribassista in direzione degli 1,7 euro e a seguire verso gli 1,65 euro.

Saipem ieri ha messo a segno un forte rally, mentre si è mostrato molto più cauto ENI. Cosa può dirci di questi due titoli?

Nonostante il rimbalzo arrivato nella giornata di ieri, il settore oil&gas rimane sempre sotto pressione.
Personalmente guarderei gli eventuali rimbalzi per aprire posizioni ribassiste.

Nello specifico SAIPEM per dare primi segnali di positività dovrà attendere un ritorno delle quotazioni oltre la soglia degli 1,8 euro, sopra cui si avrebbero allunghi fin verso i 2,10 euro.

Per quanto riguarda ENI, importante sarà la tenuta dei forti sostegni posti in area 7,5 euro, per evitare che la correzione innescatasi fin dal mese di giugno possa proseguire verso i 7 euro, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto il 24 marzo, con possibili estensioni al ribasso fin verso i 6,4 euro che rappresentano i minimi di marzo.

Azimut e FinecoBank ieri hanno imboccato direzioni opposte, con il primo in rialzo e il secondo in calo. Quali consigli operativi ci può dare per entrambi?

Il recupero delle ultime sedute da parte di AZIMUT al momento non cambia la tendenza in atto, perchè i prezzi rimangono sempre all'interno di quel trading range che dura da diversi mesi, posto tra i 15 e i 17,30 euro.
Solo dalla fuoriuscita di questo box si avrebbe un segnale operativo.

Per quanto riguarda il titolo FINECOBANK, credo che la debolezza delle ultime settimane possa essere quasi agli sgoccioli.

Con la tenuta degli 11,9 euro il titolo può riprendere il suo trend di fondo rialzista, con ritorno sui massimi situati sui 13,35 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo UNIEURO che col break dei 9,6 euro avrebbe un primo target posto nei pressi degli 11 euro.

Da seguire ESPRINET pronta con la rottura dei 6,25 euro a porre le basi per allunghi verso i 6,5 euro prima e i euro in seguito.

Uno sguardo infine ad AMPLIFON che dopo aver superato i suoi massimi situati sui 30 euro ha inviato un nuovo segnale di forza.

Buon trading

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