Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha vissuto una settimana molto negativa, piombando sotto quota 18.000. A cosa prepararsi nel breve?

Come spesso succede, un movimento lateral-ribassista si trasforma in una rottura della parte inferiore del movimento.

A Piazza Affari però il Ftse Mib tra giovedì e venerdì scorsi ha rimbalzato, chiudendo sopra il supporto mensile statico di 17.914 punti.

Nel breve quindi, solo sopra i 18.085 punti di Ftse Mib potremo assistere ad una prosecuzione del rimbalzo, con spazio per l’ex area di supporto, ora correttamente resistenza, tra 18.236 e 18.350 punti circa.

Sopra questi livelli ci sarà un eventuale rialzo a chiudere il grande gap down dello scorso mercoledì, tra 18.545 e 18.650 punti circa e possibile accelerazione positiva a “colpire” le medie giornaliere a 12 e 24 periodi in zona 18.840 e 19.105 punti circa.

Viceversa, attenzione ad un ritorno del Ftse Mib sui minimi della scorsa ottava, tra 17.840 e soprattutto 17.635 punti, sotto cui avremo una accelerazione del trend ribassista in atto.

Ciò porterà ad una discesa verso i 17.305-17.050 punti, con un'estensione in area 16.555-16.384 punti circa, ultimo baluardo prima di andare a rivedere i prezzi disastrosi pro Covid-lockdown dello scorso marzo, con minimo da panico a 14.153 punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno performato meglio del Ftse Mib venerdì scorso. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario, con accelerazione su nuovi minimi poco sopra un importante livello di prezzo intero, recente reazione importante che ha sbattuto su un evidente doppio massimo e relativa attuale fase correttiva continua, con un tentativo di rimbalzo su un evidente doppio minimo di periodo.

Infatti, dopo il doppio top di febbraio a 14,43-14,44 euro, per Unicredit abbiamo assistito al crollo verticale in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sino sotto i 7 euro, con ennesima discesa poco sopra quota 6 euro, reazione positiva verso un duplice top a 9,34-9,41 euro circa, ulteriore crollo poco sopra i 6,50 euro, rimbalzo poco sotto i 7,60 euro e presente debolezza intorno a 6,09-6,41 euro circa.

Considerato il doppio minimo sopra 6,85 euro, per Unicredit si può anticipare una ripresa rialzista, con supporti a 6,52 e 6,36 euro e resistenze a 7,33 e 7,70 euro.

Intesa Sanpaolo alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero si è esibita in un imponente crollo, con recente buon tentativo di rimbalzo, ostacolato da una fondamentale resistenza giornaliera e presente ritorno dei venditori tuttora in corso, nonostante l’ultima seduta rialzista.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo dello scorso febbraio a 2,63 euro circa, per Intesa Sanpaolo abbiamo assistito alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro, con tentativo di ripresa, tre massimi discendenti sotto la media daily a 200 periodi tra 1,93 e 1,86 euro circa e attuale nuova discesa a 1,38 euro e chiusura intorno a 1,42 euro.

Un nuovo scenario timidamente rialzista sarà confermato per Intesa Sanpaolo sopra 1,4390 euro, con supporti a 1,37-1,337 e prossime resistenze a 1,54 e 1,6170 euro.

Saipem venerdì ha dato vita ad un rally molto corposo, mentre è stato decisamente più cauto ENI. Qual è la sua view su entrambi?

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che lo caratterizza da anni.

Si sono avuti così diversi gap down, sino a una recente accelerazione ribassista, tenuta di un livello di prezzo preciso e la presente ripresa, ancora fragile ed esposta al ritorno dei venditori in qualsiasi momento.

Nel concreto, dopo un andamento piatto tra 4,5 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato il crollo di Saipem di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro.

C'è stato poi un movimento laterale intorno a 2,08-2,33 euro circa, dopo un tentativo fallito poco sotto la media giornaliera a 100 periodi a 2,747 euro e valanga di vendita verso 1,7455 euro, con accelerazione negativa poco sopra 1,27 euro e attuale rimbalzo percentualmente interessante in area 1,50-1,51 euro circa.

Una prosecuzione del rimbalzo in atto verrà espresso da Saipem al superamento di 1,58 euro, con supporti a 1,508 e 1,458 euro e resistenze a 1,692 e 1,778 euro.

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la recente ripresa, seppure caratterizzata da un movimento laterale ancora incerto e da nuove prese di beneficio, con attuale situazione delicata, dopo un nuovo minimo relativo.

Infatti, sulla mancata conferma sopra 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con correzione sotto 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro, con falsa rottura dei 10 euro in salita, recente crollo poco sopra 5,72 euro e attuale rimbalzo tecnico verso 6,02 euro circa.

Sopra 6,08 euro per ENI è possibile un timido scenario rialzista di breve, con supporti a 5,70-5,52 euro e resistenze a 6,46-7 euro.

Prima del week-end Enel e Italgas hanno imboccato sentieri opposti, con il primo in calo e il secondo in netto rialzo. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Enel aveva intrapreso un chiaro trend rialzista, caratterizzato da massimi e minimi crescenti, sino ad un massimo relativo, con correzione e massimo decrescente che, assieme alla nota crisi sanitaria mondiale, ha favorito il crollo verticale comune al listino, con recente ottimo rimbalzo, che ha finto addirittura la rottura rialzista dei livelli pre covid, con presente discesa sotto un importante supporto.

Infatti, al superamento convinto di 5-5,30 euro di inizio anno, per Enel abbiamo assistito ad un rally che, come spesso capita, nella parte finale ha corso quasi in verticale verso 8,60 euro, per poi ricevere l’attenzione dei venditori.

C'è stata così una discesa anche sotto la media giornaliera a 50 periodi intorno ai 7,38 euro circa, nuovo massimo decrescente a 8,276 euro e inizio di una discesa profonda sino a 5,15 euro, con ripresa possente a 8,539 euro e attuale correzione sotto la media daily a 200 periodi verso zona 7-6,83 euro circa.

Un nuovo tentativo rialzista dei corsi si avrà per Enel solo sopra 7,07 euro, con supporti a 6,695-6,512 euro e resistenze a 7,46-8,04 euro.

Italgas dopo un chiaro trend rialzista, un nuovo massimo e la relativa sua mancata conferma, ha intrapreso una correzione decisa che ha accelerato negli ultimi mesi, per poi rimbalzare poco sopra una importante media giornaliera e ritornare al ribasso, con attuale tentativo di risalita.

Dopo il massimo a 6,294 euro dello scorso febbraio, Italgas ha infatti costituito la recente e chiara istanza ribassista, caratterizzata da minimi e massimi decrescenti, sino al presente rimbalzo da poco sopra 4 euro a 5,77 euro in intraday, con ritorno poco sopra 4,78 e ripresina verso 5-4,96 euro.

Nuovo scenario rialzista per Italgas solo sopra 5,15 euro, con supporti a 4,90-4,78 euro e resistenze a 5,51 e 5,78 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione: BANCO BPM, EXOR, FERRARI, PRYSMIAN e UNIPOL.