Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
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Il Ftse Mib è scivolato sotto quota 18.000 punti: come cambia lo scenario dopo il crollo di due sedute fa? Cosa aspettarsi nel breve?

Lo scenario è cambiato effettivamente in maniera molto violenta, come spesso accade quando i mercati, e Piazza Affari è stata un esempio particolare da questo punto di vista, proseguono lungo una strada laterale non particolarmente convincente per tanto tempo.

Il mercato all'improvviso si trova privo di nuovi compratori, di nuove propens ad investire, e questo crea uno sbilanciamento nel meccanismo di formazione dei prezzi.

La conseguenza è che scompaiono i compratori e le vendite prendono il sopravvento e sappiamo che ciò è avvenuto alla luce dell'input arrivato da Wall Street.

Piazza Affari almeno nella prima ondata si è difesa abbastanza bene e ieri il Ftse Mib ha messo in discussione l'area dei 18.000, soglia squisitamente psicologica e non tecnica.

L'unica soglia tecnica che vedo ora per il Ftse Mib è in area 17.640, riferimento da analisi tecnica tradizionale, trattandosi di una percentuale di ritracciamento di Fibonacci.

La stessa equivarrebbe all'annullamento del 50% del rialzo partito post Covid e il Ftse Mib con i minimi di ieri ha lambito sopra area 17.640.

Attenzione quindi a questa soglia perchè non c'è paracadute e non ci sono aree di supporto sia statico che dinamico particolarmente rappresentative.

Sotto il 50% si andrà a cercare il livello di Fibonacci successivo in area 16.800, mentre una prova di forza e di reazione si avrebbe con un pieno recupero di area 18.000 e sarà un segnale da valutare nel tempo.

Nel breve il Ftse Mib potrebbe anche reagire e rimbalzare, ma mi sembra compromesso al ribasso, motivo per cui nel caso in cui dovesse recuperare, la cosa più logica da fare sembrerebbe liquidare vecchie posizioni rialziste e aprirne di ribassiste.

Non escludo un rimbalzo nel breve e se dovesse concretizzarsi ne approfitterò per vendere e non comprare.

ENI e Saipem ieri hanno mostrato un andamento inverso rispetto a quello della vigilia dopo la diffusione della trimestrale. Cosa può dirci di questi due titoli?     

Il quadro tecnico è compromesso per entrambi i temi del settore oil, ma con una evidente prova di forza nel brevissimo da parte di Saipem.

ENI è inserito in un canale discendente abbastanza facile da identificare e credo che abbia un livello supportivo interessante più in basso, in zona 5,5 euro, anche perchè ormai la logica dei minimi storici è stata sbriciolata/abbandonata.

ENI diventa quindi appetibile in zona 5,5 euro come trading puro e non di posizione, perchè al momento il grafico è discendente e non offre nessun segnale di inversione.

Solo un ritorno del titolo sopra 6,3/6,4 euro potrà far cambiare questo tipo di valutazione.

Per Saipem abbiamo parlato prima di una migliore reattività nelle ultime ore, ma non dimentichiamo che ha subito l'ondata delle vendite in maniera copiosa nei giorni precedenti.

Dal punto di vista Saipem due giorni fa ha fatto una shadow ribassista molto pesante che ieri ha quasi interamente ricoperto.

In ottica squisitamente speculativa un ritorno sopra 1,45 euro potrebbe essere una chiave di lettura interessante per Saipem.

Unicredit e Intesa Sanpaolo presenteranno la trimestrale la prossima settimana. Qual è la sua view su questi due titoli?

Per Unicredit e Intesa Sanpaolo vale il ragionamento che si può fare anche per altri temi: i due titoli avevano dei bei supporti dinamici che hanno mollato al ribasso.
Anche io ero in posizione su questi due bancari con stop molto stretti sotto i supporti citati.

Per Intesa Sanpaolo si può parlare di zona di riaccumulo rialzista in area 1,315 euro che sembra essere il target di questa discesa.

A livello speculativo forse qualcosa c'è già adesso su Intesa Sanpaolo, perchè se uniamo i minimi realizzati a marzo-aprile con le proiezioni attuali, ci segnala che con il minimo di ieri il titolo ha raggiunto un target importante.

Il titolo quindi forse è un buy già da ora, compatibilmente con un mercato che vada a rimbalzare e dico questo perchè i grandi supporti e le resistenze presentano un'opportunità quasi unica se tradati nella maniera corretta.

Lo stop loss deve essere molto piccolo, mentre il rimbalzo potrebbe farci beneficiare di un rendimento molto interessante.

Un po' diverso il discorso per Unicredit visto che non riesco ad individuare un pattern potenzialmente rimbalzista parimenti efficace e il titolo mi sembra molto compromesso al ribasso.

La conseguenza di ciò è che dovremo lavorare Unicredit eventualmente sulla forza quando arriverà, ma fino a quando il titolo rimarrà sotto i 7 euro sarà meglio starne alla larga.

Capisco che le quotazioni molto basse rendono potenzialmente appetibili i titoli, ma se dovessi dare un giudizio su cosa comprare tra i due, onestamente sceglierei Intesa Sanpaolo.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?  

Come tutti avevo una vocazione rialzista prima che Wall Street decidesse che la festa era finita almeno nell'immediato.

Dal punto di vista pratico mi piace molto FinecoBank, unico titolo che al momento ho in portafoglio.

FinecoBank presenta un bel pull-back rialzista e nel contesto generale di Piazza Affari sta reggendo molto bene, per cui per il momento mantengono la posizione long e non escluderei un ritorno abbastanza veloce in zona 12,5 euro.