Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Massimiliano De Marco, analista tecnico di Robotrend.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Come da lei pronosticato nell'ultima intervista, almeno per ora il Ftse Mib sta difendendo l'area dei 22.500. Si aspetta una ripartenza dai livelli attuali?

Il rally che ha portato il Ftse Mib ai massimi di venerdì scorso continua ad essere “tirato”, con meno vigore rispetto a quanto fatto da novembre.

Da considerare inoltre che ci troviamo in un’area di forte resistenza orizzontale per l'indice.

Al momento mi aspetterei più una correzione del Ftse Mib, più importante rispetto a quanto fatto ad inizio settimana, che un breakout della resistenza.

In linea di massima per il Ftse Mib area 22.400 è un primo supporto che, se perso, potrebbe provocare un’accelerazione ed indicare l’avvio di un ciclo ribassista.

In caso contrario, con un breakout, primo segnale il ritorno sopra i 22.800 punti, il Ftse Mib avrebbe spazio di corsa ed inquadrerebbe prima quota 24.000 e poi i massimi pre-Covid oltre i 25.000 punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo si sono fermati poco sotto la parità ieri. Cosa può dirci di questi due titoli?

La discesa di Unicredit dal doppio massimo di fine novembre appare impulsiva, lasciando qualche preoccupazione che ci sia ancora spazio di discesa dopo la recente correzione, fermatasi esattamente al 50% di ritracciamento.

In questo momento il supporto più significativo dovrebbe essere in area 7,65-7,85 euro.
Per segnalare invece una ripresa convinta del rialzo, il titolo deve superare quota 8,6 euro.

Struttura simile per Intesa Sanpaolo, che ha fallito l’attacco a quota 2 euro che al momento è la barriera più importante a dividere scenari rialzisti da quelli ribassisti.

Una discesa sotto 1,84-1,87 eur sarebbe negativa per il titolo che non vede altri supporti significativi sopra 1,69 euro.
Lo scenario diventerebbe invece rialzista per Intesa Sanpaolo in caso di breakout sopra la suddetta quota 2 euro.

ENI e Saipem continuano a mostrare forza sulla scia del rialzo del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Anche il bel movimento di EN da inizio novembre dovrebbe essere in procinto di correggere.

Poiché questo rialzo arriva in modo impulsivo da un minimo importante, dovrebbe assicurare che il trend di medio lungo è cambiato e diventato rialzista.

Ora è probabile che l’intero rally verrà corretto a breve, come ci “avvisano” gli oscillatori che divergono rispetto dai prezzi che segnano, sia su base giornaliera che su time frame più bassi.

In caso di prosecuzione, il target più probabile per l’avvio della correzione arriva in area 9,30-9,4 euro, con obiettivo di medio termine in caso di reverse verso 7,5 euro.

Identica struttura per Saipem che al contrario sembrerebbe aver già avviato il processo di correzione, e che dovrebbe invertire nuovamente dalla resistenza in area 2,46-2,48 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Considerate le molteplici strutture che puntano ad una correzione profonda, al momento rimango attendista.

Senza contare poi che non sembrano prezzati rischi politici che potrebbero manifestarsi nelle prossime ore, è più prudente restare alla finestra ed eventualmente – se la view dovesse essere sbagliata – ripensare a delle entrate nel momento un cui l’indice dovesse segnalare un breakout.