Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

Il Ftse Mib sta reagendo dopo aver messo sotto pressione area 19.000. Il rimbalzo odierno sarà seguito da nuovi spunti positivi nel breve?

La mia percezione è che il Ftse Mib, stabilizzando sopra la soglia psicologica e non tecnica dei 19.000 punti, abbia dato una prova di forza.

Onestamente lo vedo long il mercato e sono consapevole che l'indice troverà un ostacolo abbastanza importante in area 19.600, che credo sia il target minimo da attendersi nella fase impulsiva che stiamo vivendo adesso.

Se vogliamo parlare di un movimento più profondo e di lungo termine, il Ftse Mib dovrà chiudere sopra i 19.600 punti per poi puntare ad obiettivi più allettanti.

Oltre area 19.600 si guarderà sicuramente ai 20.000 punti, ma è qualcosa che vedremo nelle prossime giornate.
C'è da dire che questo rialzo del Ftse Mib giunge con una correlazione molto forte e positiva con il dollaro.

Nelle ultime sessioni abbiamo verificato che quando il biglietto verde si è apprezzato i mercati scendevano.

Oggi il dollaro ha ricominciato a perdere terreno contro tutte le valute principali, e quasi in maniera scontata i listini azionari hanno respirato di nuovo al rialzo.

Nel breve quindi si può guardare con fiducia alle prospettive di Piazza Affari e per il Ftse Mib ritengo quasi scontato il raggiungimento di area 19.600 e sarei sorprese se ciò non accadesse.

Sarebbe anche ora di superare questa resistenza dinamica in essere da agosto, oltre la quale il Ftse Mib avrà buone chance di crescita.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Dichiaro subito un conflitto di interessi perchè Unicredit e Intesa Sapaolo sono gli unici due titoli long che ho in portafoglio, dopo aver dato il segnale di acquisto ieri per entrambi.

L'entrata sui due titoli è giustificata da un supporto dinamico in essere dalla metà di aprile e ieri Intesa Sanpaolo nella fase di debolezza di Wall Street ha toccato 1,513 euro dove sono entrato.

Gli ingressi sui supporti permettono sempre un ottimo rapporto rischio-rendimento e a quanto pare è stata una buona intuizione visto che il titolo sta effettivamente rimbalzando.

Intesa Sanpaolo non ha grandi ostacoli sul suo cammino e un primo obiettivo di breve è dato da un fascio di resistenze in zona 1,6060 e poco in area 1,66 euro abbondante.

Ritengo abbastanza probabile un approccio di area 1,60 ora, con uno stop loss sotto i minimi di ieri.

Anche su Unicredit sono entrato al rialzo ieri e la giustificazione tecnico-grafica è identica a quella di Intesa Sanpaolo.
Il supporto per il titolo è in essere da metà aprile/inizio maggio, quindi tecnicamente è un buy sulla debolezza, con stop molto stretto.

Unicredit come sempre è più volatile di Intesa Sanpaolo e segnalo un piccolo ostacolo sulla strada del rialzo in area 7,15 euro.

Il vero target è a 7,35/7,36 euro, oltre cui il titolo potrebbe estendere il movimento verso zona 7,55 euro, dove si realizzerebbe un pull-back potenzialmente ribassista.

Tra i bancari qual è il suo giudizio su Mediobanca?

Mediobanca inizia ad essere interessante perchè negli ultimi giorni ha palesato debolezza e ha rotto un supporto dinamico in zona 6,6 euro che onestamente pensavo reggesse.

La candela odierna però è di recupero e tenderebbe a realizzare una struttura di falso break-out e quando questi si riscontrano sul mercato solitamente portano forti spunti direzionali nel senso opposto a quello in cui si era verificato il breakout.

Le mie aspettative potenziali su Mediobanca sono molto interessanti e sto valutando il titolo anche se non sono ancora in posizione.

Qualora Mediobanca dovesse trovare la forza per chiudere sopra 6,66 euro, andrebbe a caratterizzare il movimento attuale come un falso breakout rialzista.

Questo a mio parere proietterebbe una reazione verso zona 7,1 euro, con un ottimo rapporto rischio-rendimento.

ENI e Saipem oggi viaggiano in rialzo malgrado il calo odierno del petrolio. Si può tornare a scommettere su questi due titoli?

Su ENI direi proprio di sì nel senso che questa è un po' l'ultima chiamata: faccio notare che con il minimo di ieri il titolo ha rivisitato un livello storico a 6,19 euro.

Mi domando sempre: se non si compra un titolo su un minimo storico e su un doppio minimo, quando vogliamo intervenire?

Per me quindi ENI è da mettere in portafoglio, con un primo obiettivo la resistenza in zona 6,9 euro, superata la quale l'operazione si trasformerebbe da un ingresso speculativo in uno di medio-lungo termine.

Confermo che, insieme a Mediobanca, ENI è tra i titoli che probabilmente inserirà in portafoglio, in attesa di qualche conferma da Wall Street.

Un acquisto di ENI andrà accompagnato da uno stop loss sotto il minimo di ieri, con primo target a 6,9/7 euro e successivamente anche a 9 euro.

Per Saipem non c'è la struttura di doppio minimo storico e vedo graficamente la realizzazione di un potenziale pull-back rialzista non precisissimo.

Tra i due titoli quindi preferisco la nettezza di analisi che mi restituisce l'osservazione di ENI, ma anche Saipem, considerato che compriamo un titolo che ha perso tantissimo, potrebbe essere valutato per un long.

Su questi livelli di prezzo Saipem meriterebbe un'occhiatina ed entrerei oggi stesso, con uno stop sotto area 1,34 euro e primo target a 1,75 euro.