Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib è salito ancora nell'ultima settimana, ad un passo dai 22.500 punti. Quanto ritiene credibili ulteriori rialzi?

Il poderoso trend rialzista attuale del Ftse Mib è giunto su una resistenza statica, costituita dai livelli di apertura e massimo della candela mensile di marzo, con conseguente bivio tra una ulteriore salita e una correzione, a questo punto quasi fisiologica, anche se poi il mercato ha sempre ragione.

Sopra area 22.333-22.361 punti assisteremo ad una ulteriore salita del Ftse Mib, con chiusura del gap down di fine febbraio a 22.480 punti circa ed eventuale accelerazione verso i 22.640-22.960 e i 23.080-23.255 punti circa, con obiettivo tecnico grafico futuro la media mensile a 200 periodi, attualmente a 23.747 punti.

Viceversa, sotto i 22.167 punti potremo vedere una prima correzione che con la violazione dei 21.950-21.870 punti vedrà il Ftse Mib toccare la media giornaliera a 12 periodi a 21.670 punti.

Da non escludere un'eventuale estensione verso i 21.435-21.133 punti (massimo relativo precedente) e il supporto settimanale della media a 200 periodi a 21.028 punti circa.

Come valuta il recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario, con accelerazione su nuovi minimi poco sopra un importante livello di prezzo intero.

C'è stata poi una reazione importante che ha visto Unicredit sbattere su un evidente doppio massimo, poi una nuova fase correttiva con un tentativo di rimbalzo su un evidente doppio minimo di periodo e attuale risalita verso una fondamentale resistenza giornaliera.

Infatti, dopo il doppio top di febbraio a 14,43-14,44 euro, per Unicredit abbiamo assistito al crollo verticale in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute fin sotto i 7 euro, con ennesima discesa poco sopra quota 6 euro, reazione positiva verso un duplice top a 9,34-9,41 euro circa, con attuale modesta correzione a 8,98-9,10 euro circa.

Sopra i 9,17 euro si può pensare per Unicredit ad una ulteriore gamba rialzista, con supporti a 8,73 e 8,52 euro e resistenze a 9,81 e 10,30 euro.

Intesa Sanpaolo, alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero, si è esibita in un imponente crollo, con recente buon tentativo di rimbalzo ostacolato da una fondamentale resistenza giornaliera, ritorno dei venditori con un doppio minimo rialzista e presente rialzo poco sotto i massimi relativi del rimbalzo in atto.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo dello scorso febbraio a 2,63 euro circa, per Intesa Sanpaolo abbiamo assistito alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro.

C'è stato poi un tentativo di ripresa, tre massimi discendenti sotto la media daily a 200 periodi tra 1,93 e 1,86 euro circa, nuova discesa a 1,38 euro e attuale forte ripresa verso 1,96-1,92 euro circa.

Un nuovo scenario rialzista per Intesa Sanpaolo sarà confermato sopra 1,965 euro, con supporti a 1,875-1,832 euro e prossime resistenze a 2,095 e 2,195 euro.

Saipem è sceso in controtendenza venerdì scorso, mentre ha mostrato un frazionale rialzo ENI. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Saipem dopo un ampio e lungo movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che lo caratterizza da anni, con tanto di gap down compresi, sino a una recente accelerazione ribassista, tenuta di un livello di prezzo preciso e la presente ripresa, ancora in pieno svolgimento, nonostante la presente pausa correttiva su una importante media giornaliera.

Nel concreto dopo un andamento piatto tra 4.50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1.77 euro, movimento laterale intorno a 2.08-2.33 circa.

Il tutto dopo un tentativo fallito poco sotto la media giornaliera a 100 periodi a 2.747 euro e valanga di vendita verso 1.7455 euro, con accelerazione negativa poco sopra 1.27 euro e attuale rimbalzo percentualmente interessante a 2.245 con ritorno dei venditori intorno alla media daily a 200 periodi in area 2.05-2.12 circa.

Una prosecuzione del rimbalzo in atto verrà espresso al superamento di 2.13 euro, con supporti a 2.0285 e 1.979 euro e resistenze a 2.279 e 2.393 euro.

ENI aveva intrapreso un trend chiaramente ribassista, con accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la recente ripresa, seppure caratterizzata da un movimento laterale ancora incerto e da nuove prese di beneficio, con un nuovo minimo relativo in evidente divergenza positiva che ha favorito l’attuale rimbalzo quasi verticale.

Infatti, sulla mancata conferma sopra 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con correzione sotto 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro, con falsa rottura dei 10 euro in salita, recente crollo poco sopra 5,72 euro e presente inversione rialzista verso 8,82-8,52 euro circa.

Sopra 8,90 euro per ENI è possibile una prosecuzione dello scenario rialzista, con supporti a 8,52-8,34 euro e resistenze a 9,26-9,82 euro.

Prima del week-end Pirelli e Prysmian hanno imboccato sentieri opposti, con il primo in calo e il secondo in buon rialzo. Cosa può dirci di questi due industriali?

Pirelli era già in trend ribassista di suo e la pandemia ha solo accelerato il crollo, con un doppio minimo di breve sopra un livello di prezzo intero che ha scatenato l’attuale scenario di ripresa, identificato da massimi finora decrescenti e minimi crescenti, col prezzo alle prese con un evidente doppio massimo relativo e relativa correzione.

Infatti, scivolando con regolarità da 6 a 5 euro e sino a 4,30 euro, sulla rottura di questo livello Pirelli ha subito un ulteriore tracollo, con doppio bottom poco sopra i 3 euro e presente rimbalzo a 4,46 euro circa, con presente discesa a 4,345 euro.

Lo scenario rialzista continuerà alla rottura di 4,47 euro, con supporti a 4,275 e 4,178 euro e resistenze a 4,74-4,96 euro.

Prysmian a febbraio finge la rottura rialzista di un prezzo intero, per intraprendere un crollo acuito dai noti eventi pandemici, sino ad una altrettanto finta rottura, questa volta ribassista, di un altro prezzo intero.

Da questo è scaturita la recente scalata positiva, caratterizzata nel presente da un evidente triplo massimo, dal quale dovrà partire un nuovo deciso movimento, in un senso o nell’altro.

Infatti, abbiamo assistito al superamento di 25 euro non confermato, con successiva forte discesa terminata con la profonda rottura di 14 fin quasi a 13 euro, dalla quale è scattata una corsa sino all’attuale triplo top intorno ai 26,90 euro, in attesa di novità direzionali.

Nuovi rialzi per Prysmian si avranno sopra 27 euro, con supporti a 25,71 e 25,08 euro e resistenze a 28,89-30,33 euro.

Quali sono i titoli che ta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione: BUZZI UNICEM, FERRARI, MONCLER, TERNA al rialzo e AMPLIFON e BANCA GENERALI al ribasso.