Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

Cosa può dirci in merito al recente andamento delle Borse UE e Usa e quali le sue attese nel breve?

Le ultime giornate non hanno cambiato di una virgola quello scenario rialzista che ci sta accompagnando da alcuni mesi e che ha spinto alcuni listini a recuperare i livelli di marzo 2020.

Discorso a parte merita l’indice tecnologico statunitense che ha aggiornato i suoi massimi di sempre oltre l’area dei 10.500 punti.

Questo perchè gli investitori continuano a guardare solo gli elementi positivi presenti sui mercati, fattori che vanno dalle speranze sempre crescenti di un vaccino anti Covid e finiscono alle buone trimestrali che stanno arrivando dalla banche statunitensi.

Il tutto mettendo in un angolo momentaneamente i timori legati sia alla continua crescita dei contagi di “coronavirus” in alcuni Stati che ai nuovi “battibecchi” in tema di commercio tra Usa e Cina.

Ecco quindi che messi da parte quest’ultimi elementi, le brevi prese di beneficio, che ogni tanto si presentano sui vari mercati, rappresentano delle nuove occasioni di acquisto, grazie anche a quell’enorme liquidità pompata dalla varie Banche Centrali.

Quali saranno i principali driver che guideranno i mercati nel breve? Su cosa consiglia di focalizzare l'attenzione ora?

Il “focus” degli investitori anche nelle prossime settimane sarà in primis rivolto ai dati macro, perché saranno quest’ultimi che ci faranno capire la portata della ripresa economica mondiale.

Nelle ultime ore sono stati buoni i dati del PIL cinese, anche se ha deluso la voce relativa ai consumi.

A seguire, importanti saranno i prossimi giorni per capire se si arriverà ad un accordo per quando riguarda il Recovery Fund, fondamentale per sostenere la ripresa e indirizzare una vera e propria svolta “green” e digitale.

Infine, credo che un ulteriore “driver” potrebbe arrivare dai sondaggi che nelle prossime settimane avremo da oltreoceano per quanto riguarda le presidenziali statunitensi.

Credo che al momento gli investitori non stiano scontando una sconfitta di Trump che dobbiamo ricordarlo è stato negli ultimi 4 anni il vero “amico dei mercati”.

A Piazza Affari il Ftse Mib è ad una manciata di punti dai massimi di giugno. Si aspetta una rottura al rialzo o un ritorno verso il basso?

Nelle ultime sedute stiamo assistendo ad una buona forza relativa del nostro indice principale nei confronti degli altri mercati.

Dal punto di vista tecnico, importante per il Ftse Mib, per dare seguito al movimento delle ultime sedute, sarà il break dei massimi di giugno situati in area 20400 punti.

Oltre questo livello si avrebbe un vero e proprio segnale di forza che potrebbe spingere il Ftse Mib in direzione dei 21mila punti e a seguire verso i 21.400 punti, dove si chiuderebbe quel gap ribassista che abbiamo lasciato aperto nel mese di marzo in pieno “covid19”.

Al ribasso, solo sotto i 19.400-19300 punti si avrebbero segnali di debolezza con eventuali discese del Ftse Mib verso la soglia dei 19mila punti.

L'euro-dollaro continua ad apprezzarsi oltre quota 1,14. La tendenza in atto è destinata a proseguire?

Sul mercato delle valute la nostra moneta unica europea prosegue quel recupero innescatosi nei confronti del dollaro tra fine giugno ed inizio luglio e che potrebbe riportare le quotazioni verso i massimi di marzo situati sotto la soglia degli 1,15.

Credo che quello potrà rappresentare un possibile massimo di periodo per l’euro e il raggiungimento di area 1,15 potrebbe essere sfruttato per aprire delle posizioni ribassiste con eventuali target in area 1,115-1,12.

Il petrolio viaggia sui massimi di periodo da cui è stato già respinto in precedenza Quali i possibili scenari nel breve?

Nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una fase di consolidamento per il Crude Oil che deve in un certo qual senso rifiatare dopo il forte rally che aveva spinto i prezzi dai 10 dollari di fine aprile agli attuali 40 dollari.

Graficamente la tenuta dei 40 dollari potrebbe essere propedeutica a nuovi allunghi in direzione dei 43,44 dollari e a seguire dei 47-48 dollari al barile.

Per rimanere tra le materie prime non dobbiamo dimenticare l’Oro che dopo essersi confermato oltre la soglia dei 1.800 dollari l’oncia potrebbe proseguire il suo trend rialzista verso i 1.900 e a seguire in direzione dei 2.000 dollari l’oncia.

Solo con il ritorno sotto i 1.650 dollari verrebbe messo da parte il trend ascendente presente oramai dall’estate del 2019.