Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giancarmelo Spampinato, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L'euro-dollaro dai minimi di marzo scorso ha dato vita ad una bella cavalcata che per il momento è stata arrestata da quota 1,20. Il rally della moneta unica è finito o c'è spazio per ulteriori salite?

Se il cambio euro-dollaro dovesse consolidare intorno agli attuali livelli, ossia nell'area compresa tra 1,18 e 1,20, è possibile nel breve/medio termine qualche ulteriore spinta rialzista.

La prossima resistenza importante per il cross la troviamo in area 1,24 – 1,25.

Tale scenario diventa più probabile in caso di esito incerto delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti che potrebbe spaventare gli investitori istituzionali.

Tuttavia, pensiamo che nel lungo termine assisteremo ad un nuovo marcato trend ribassista sul cambio eur/usd, dovuto alle fragili condizioni dell’Unione Europea che rischia seriamente di sfaldarsi nei prossimi anni.

A ciò aggiungiamo la crisi economica globale generata dalla pandemia, i cui veri effetti si vedranno nei mesi a venire ed inevitabilmente spingeranno nuovamente gli investitori a rifugiarsi sugli asset denominati in dollari americani, come strategia difensiva, concentrando l’attenzione soprattutto su azioni e obbligazioni corporate.

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a muoversi in laterale, ma nelle ultime sedute si è riportato sulla parte bassa del range. Quali le attese nel breve?

Nel breve la situazione rimane interlocutoria: mentre gli indici azionari americani sono tornati sui massimi da inizio anno a livelli pre-pandemia, l’indice Ftse Mib ha recuperato soltanto metà delle perdite occorse tra febbraio e marzo di quest’anno.

Ciò rispecchia la scarsa fiducia degli investitori internazionali nella capacità di pronta ripresa delle aziende quotate sul listino di Milano, come già visto nelle precedenti crisi dal 2000 in poi.

Le ombre della crisi economica generata dalla pandemia non lasciano molto a spazio a scenari ottimistici rispetto ad una ripresa delle quotazioni dell’indice Ftse Mib.

In ogni caso, la volatilità del mercato non esclude opportunità di profitto nel breve termine a Piazza Affari.

Tra i titoli del Ftse Mib ce ne sono alcuni che state seguendo con più interesse di altri in questa fase? A quali consiglia di guardare ora?

Non possiamo che condividere l’opinione dei tanti che sostengono che in questa eccezionale crisi storica è meglio evitare titoli legati all’industria petrolifera, nonché (direttamente o indirettamente) collegati all’industria del turismo ed i beni di lusso.

Dovrebbero performare meglio i titoli di aziende farmaceutiche, commercio online e pagamenti digitali.

In un momento come quello attuale il timing di entrata è fondamentale, altrettanto importante è l’individuazione dei livelli di uscita, take profit e stop loss, per modulare il rischio della propria strategia impostando un adeguato rapporto rischio-rendimento.

Key To Markets si presenta come un broker ECN. Che vuol dire? Qual è la differenza rispetto ad un broker market maker?

Key To Markets non influenza in alcun modo l’operatività dei clienti e il pricing di mercato.
Grazie alla tecnologia ECN infatti trasmette gli ordini all’interno del circuito di liquidità senza ulteriori intermediazioni.

La latenza prossima allo zero delle singole esecuzioni consente l’ottimizzazione dei livelli di ingresso, rendendo possibili strategie di scalping e trading sulle news adatte ai trader più esperti.

I broker market maker invece fanno da controparte su tutte le transazioni e guadagnano dalle perdite dei clienti, operando in evidente conflitto di interessi.

A differenza dei broker market maker, Key To Markets guadagna solo dalle commissioni generate dai volumi transati, instaurando un rapporto di fiducia win-win con i propri clienti grazie alla trasparenza dei prezzi.

Per noi dunque solo un trader in costante profitto sarà un cliente longevo disposto a continuare ad investire.