Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib si è spinto nell'intraday verso i top di fine aprile, salvo poi tornare indietro. Si aspetta una rottura decisa di area 18.300 nel breve?

Come è noto, le spinte sul mercato, che siano al rialzo o al ribasso, devono essere supportate da adeguati volumi di scambio.

Quella di ieri a Piazza Affari è stata una giornata non particolarmente enfatica in tempi di ampiezza del movimento, ma i volumi sono stati più di alti di quelli delle tre giornate precedenti.

Anche oggi gli scambi sono stati abbastanza elevati e simili a quelli di ieri come entità, ma abbiamo una candela maggiore per il Ftse Mib.

Questo si potrebbe leggere come un segno positivo, nel senso che se il movimento dovesse portare ad un consolidamento al di sopra dei massimi del 30 aprile a 18.300 punti, allora sarà probabile una prosecuzione del rialzo.

Non mi aspetto in ogni caso un movimento importante, anzi direi che potremmo assistere più verosimilmente ad una spinta di inerzia.

Bisognerà in ogni caso attendere prima la rottura dei massimi di fine aprile, ma potrebbe anche essere che ciò non accada.

L'area dei 18.000/18.300 potrebbe ancora fungere da resistenza e quindi portare il Ftse Mib a flettere verso i minimi della seduta del 22 maggio in area 16.800.

Personalmente non mi aspetto che possa scendere ulteriormente, salvo che non ci siano situazioni tali da alimentare un ribasso più ampio.

In caso di discesa sotto area 16.800 per il Ftse Mib il ritracciamento rischierà di trasformarsi in una vera e propria correzione, ma molto dipenderà dall'entità dei volumi di scambio.

L'euro-dollaro ha violato nell'intraday 1,10, per poi tornare poco sotto questa soglia. Quali indicazioni ci può fornire per questo cross?

L'euro-dollaro si conferma in fase laterale e al momento i volumi non sono così elevati a tal punto da reggere una spinta.

Se il cross vorrà superare davvero quota 1,10, e a mio avviso potrebbe anche farcela, dovrà farlo con volumi più alti di quelli attuali.

In caso di violazione di area 1,10 l'euro-dollaro si aprirà spazi di crescita fino a quota 1,112/1,113, con un ritorno quindi sul massimo del 27 marzo.

Le quotazioni al momento viaggiano a ridosso della seconda banda superiore di Bollinger e a giudicare da quello che vedo sembra che le bande si stiano allargando leggermente e questo è un segnale che una prosecuzione del movimento rialzista è ancora possibile.

Diversamente per l'euro-dollaro assisteremo ad un ribasso verso quota 1,087 prima e in caso di ulteriore debolezza fino ai minimi di aprile in area 1,08/1,076.

Il petrolio sta ritracciando dopo la recente cosa al rialzo. Cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio sta prestando il fianco ad alcune prese di profitto e non escluda che possa scendere ulteriormente, andando ad appoggiarsi sull'area dei 30 dollari al barile.

Non è detto però che ciò accada, visto che il calo delle ultime ore potrebbe fermarsi anche prima.
Gli operatori da diverse giornate stanno acquistando, spinti anche dalla speranza che la fine del lockdown nei vari Paesi del mondo possa riattivare la domanda.

Se il petrolio dovesse mantenersi non lontano dai valori attuali potrebbe riprendere la sua marcia rialzista e spingersi verso i 40-41 dollari.

Su questo non ci metterei la mano sul fuoco e sarei più propenso a credere in una fase di lateralità.