Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro viaggia in calo e si sta allontanando nuovamente da area 1,10. Il recupero cui abbiamo assistito di recente è da considerarsi concluso?

Lo scenario per l'euro-dollaro rimane invariato rispetto alla scorsa settimana, confermandosi in un trading range dal quale fatica a tirarsi fuori per ora.

La volatilità è ancora in calo e non mi aspetto particolari scossoni per il cross a breve, al netto di eventuali decisioni sorprendenti che dovessero arrivare domani dalla Corte tedesca.  

L'oro si mantiene al di sopra dei 1.700 dollari l'oncia. Quali i possibili scenari nel breve?

L'oro sta consolidando tra i 1.680 e i 1.760 dollari e si muoverà solo alla rottura di uno di questi due estremi.
Personalmente mi aspetto più una rottura verso l'alto che verso il basso e al superamento dei 1.760 dollari il gold approderà in primis in area 1.800 dollari che ha già avvicinato di recente.

Mi aspetto un target più ambizioso per l'oro sul precedente massimo oltre i 1.900 dollari, tenendo presente che sul grafico si nota un testa spalle di continuazione molto gradevole che lascia sperare in ulteriori evoluzioni positiv nel breve.

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Il petrolio oggi torna un po' indietro dopo la corsa al rialzo messa a segno di recente. Cosa può dirci di questo asset?

Il petrolio si è riavvicinato alla scadenza successiva e quindi ha ridotto l'effetto contango rispetto alla differenza che c'era prima tra la scadenza maggio e quello giugno.

Ora la differenza tra le scadenze giugno e luglio è decisamente più contenuta e ora vedremo cosa può succedere soprattutto sul contratto luglio che mi sembra più affidabile.

Mi aspetto che il petrolio sarà il primo a darci un'indicazione di un cambio di tendenza nella filiera dei consumi che potrebbe poi influenzare positivamente anche la congiuntura economica.

Non credo però che siamo arrivati a questa fase, fermo restando che in questo momento secondo me sul petrolio il grafico non conta nulla.

L'oro nero registra percentuali astronomiche a questi prezzi e possiamo dire che i market movers ora sono l'Opec con le sue decisioni, e una domanda che potrebbe crescere, segnalando che sembrano rientrare gli effetti sul contango dei costi di stoccaggio.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire le Borse?

I mercati azionari europei oggi digeriscono l'effetto del calo di Wall Street di venerdì quando loro erano chiusi.
Dopo le parole del presidente Powell, sembra che i mercati siano tornati un po' a tornare i numeri della macroeconomia che nel frattempo sono diventati più credibili rispetto ai primi che erano ancora un mix tra pre-coronavirus e coronavirus.

E' un po' fisiologico che ci sia uno storno e non è detto che sia l'inizio di un grande ribasso, anzi io credo che sia solo l'avvio di un consolidamento.

In Europa il Dax e l'Eurostoxx avevano temporaneamente rotto al rialzo il box di negoziazione, ma sono prontamente rientrati all'interno e continua così il trading range.

Per il Dax l'intervallo di riferimento è tra 10.000 e 10.700 punti, mentre per il Ftse Mib il trading range è più chiaro, visto che abbiamo un minimo a 16.000 e un massimo a 18.000, ma la soglia calamita fortissima è quella dei 17.000 punti.

Usciremo da questo movimento laterale solo con volumi importanti che saranno generati nel bene o nel male dalla consapevolezza che il consolidamento sta avvenendo troppo in alto o troppo in basso, a seconda di quello che ci dirà la fase di uscita dal lock-down. 

Passa pian piano alle spalle la situazione in cui le Borse era incapaci di fare la conta dei danni che ora si riuscirà a fare e la reazione la vedremo dopo.

Non credo che l'azionario crollerà come avvenuto a marzo, ma penso che potrebbe prendere la china di un ribasso non breve, ma sarà più una discesa intesa come trend e non come crollo.