Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

Le Borse Usa stanno mostrando più forza di quelle europee, ma resta l'incertezza di fondo. Cosa aspettarsi nel breve?

La differenza delle due velocità che stiamo notando tra i mercati europei e quelli statunitensi deriva in particolare dal modo in cui le autorità, soprattutto bancarie, stanno affrontando la crisi del “Covid19”.

Oltreoceano abbiamo sia un’amministrazione Trump, ma soprattutto una Federal Reserve, che senza badare a “spese” stanno iniettando liquidità tanto nell’economia reale quanto sui mercati, andando persino ad acquistare bond di Stati e contee, alcune delle quali a livello “junk”.

Dalla parte opposta abbiamo un'Europa divisa quasi su tutto che non riesce a mettere in campo quelle risorse utili a far uscire dalle “sabbie mobili” un’economia ferma, come confermato da tutti i dati macro diffusi nelle ultime ore.

E’ normale che in un contesto del genere gli investitori prima di tornare sui mercati europei aspetteranno di capire come evolverà la crisi economica e quali saranno le misure messe in campo dalle autorità.

Oltre all'emergenza coronavirus, quali saranno i temi che domineranno la scena sui mercati? A cosa consiglia di prestare attenzione ora?

Sicuramente il primo banco di prova per i mercati azionari sarà già la sessione odierna, per vedere come saranno accolte le decisioni prese dal Consiglio Europeo.

In occasione della riunione di ieri è stato varato un pacchetto di aiuti da 500 miliardi di euro che dovrebbe partire nel mese di giugno e che sarebbe diviso tra prestiti e sovvenzioni.

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A seguire, tra poche ore avremo il giudizio di S&P sull'Italia e credo che questo sia un vero market mover.
Un'eventuale bocciatura infatti potrebbe avere effetti decisamente negativi non solo sui mercati finanziari, ma anche per la nostra economia, anche se l’ombrello della BCE potrebbe ancora difenderci dagli attacchi speculativi.

A proposito della Banca Centrale, sembrerebbe che dopo la mossa di ieri sui collaterali, potrebbe spingersi ad acquistare anche Bond High Yield.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a reagire da quota 16.500 dopo la correzione dei giorni scorsi. Si aspetta ulteriori recuperi dai livelli attuali?

Il Ftse Mib continua oramai da un mese a scambiare all’interno di un box, con supporti sui 16.300-16.350 punti e resistenze sui massimi del 7 e 14 aprile in area 17.850 punti.

Nel breve termine solo con un superamento dei 17.155 punti, che sono i massimi settimanali, il Ftse Mib potrebbe dirigersi in direzione dei 17.300 punti, oltre cui proseguire fino ai 17.500 punti.

L'euro-dollaro continua a perdere terreno, avvicinandosi progressivamente ai minimi di periodo. Vede ancora rischi al ribasso?

In questa fase storica il dollaro è stato riscoperto come una vera e propria valuta rifugio, tornando ad apprezzarsi nei confronti di varie divise.

Per quanto riguarda in particolare l'euro-dollaro, credo che il trend discendente della moneta unica possa proseguire.
Una conferma di ciò l’avremmo con la discesa del cross sotto area 1,075, livello che aprirebbe le porte ad un ritorno sui minimi di marzo 2020 in area 1,063.

Per avere segnali rialzisti per l'euro-dollaro, i primi livelli da monitorare sono situati in area 1,098-1,099.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio e quali i possibili scenari per questo asset?

In questo 2020, oltre ad aver visto il crollo dei mercati azionari, siamo stati spettatori anche di un Crude oil in picchiata sotto la soglia degli 0 dollari, anche per il meccanismo delle scadenze.

A pesare sui prezzi dell'oro nero è, sia il fantasma delle recessione globale, in scia alla pandemia del "Covid19" che come abbiamo detto ha dato un duro colpo all'economia, ma anche l'allarme lanciato dall'Aie sul rischio di saturazione degli impianti di stoccaggio.

Cosa succederà nel breve?

Innanzitutto questo crollo del petrolio potrebbe portare alcune società del settore, soprattutto quelle attive nello shale oil e nei servizi, ad avere problemi di liquidità.

In questa direzione quindi si aprirebbero le porte ad eventuali "default", mentre per quanto riguarda i prezzi della materia prima mi aspetto che gli stessi rimangano sotto pressione fin quando non si inizieranno a vedere i primi segnali di ripresa post “lockdown”.

Personalmente non escludo una riunione straordinaria dei Paesi Opec+, che potrebbe portare ad un nuovo taglio della produzione per sostenere le quotazioni.

Per rimanere in tema di materie prime, una parola doverosa per l’Oro che rimane un asset da privilegiare e da sfruttare in caso di eventuali debolezze di breve, con target rialzisti sulla soglia dei 2mila dollari l’oncia.