Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro continua a perdere terreno, scendendo sotto quota 1,10. Il ribasso in atto proseguirà nel breve?

Come dicevamo nell'intervista della scorsa settimana, l'euro-dollaro è tornato intorno a quello che è il suo fair value a 1,10, dopo gli scossoni visti nella parte iniziale di marzo, quando da 1,15 siamo scesi fino a 1,06.

Ora il cross viaggia poco sotto area 1,10 che è probabilmente l'attrattore di tutti gli scambi, quindi la fase di debolezza dell'euro-dollaro è più che altro legata alla forza del biglietto verde in questo momento.  

In questo contesto probabilmente vedremo una contrazione della volatilità che dovrebbe permettere un consolidamento di area 1,10, con possibili oscillazioni intorno alla stessa.

Non ci sono forti elementi di discontinuità rispetto a tutte le variabili che il mercato ha finito di scontare.
Non mi aspetto grandi cali nel breve e difficilmente a mio avviso il cross scenderà sotto quota 1095/1,09.

Un po' di debolezza dell'euro-dollaro ci sta, ma non così eclatante come l'abbiamo visto nelle scorse settimane.
Al contempo non mi aspetto neanche movimenti di tipo rialzista, quantomeno non in maniera decisa.

L'oro si sta indebolendo, mantenendosi per ora sopra quota 1.600 dollari l'oncia. Quali movimenti prevede per le prossime sedute?

L'oro è ritornato al di sopra dei 1.600 dollari e ha recuperato un po' quell'alternatività ai tassi americani che sono a zero.

Dai minimi segnati intorno al 20 marzo le quotazioni sono salite di circa 150 dollari e anche in questo caso il consolidamento dell'azionario di queste ultime sessioni contribuisce a stabilizzare i prezzi dell'oro.

Almeno per il momento mi aspetto un po' di consolidamento e anche in questo caso tutti gli elementi di forte oscillazione sono stati scontati dal mercato.

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L'oro si è spostato sui livelli attuali perchè alternativi ai tassi americani che sono scesi in maniera significativa.
Seri problemi ci sono stati per la consegna dell'oro fisico nelle scorse settimane e ciò potrebbe creare alcune pressioni rialziste sui prezzi, se la crisi del coronavirus dovesse durare ancora.

Non mi aspetto che il gold scenda sotto i 1.580 dollari, ritenendo probabile un consolidamento in questa fase, senza escludere possibili rialzi nel breve.

Il petrolio continua a viaggiare a poca distanza dai 20 dollari al barile. Si può sperare in una ripresa dai livelli attuali?

E' presto per ipotizzare una ripartenza al rialzo del petrolio e non mi sento ancora di cantare vittoria per un paio di motivi.

Il primo è che c'è una guerra in atto tra Russia e Arabia Sauditi ed entrambi hanno mostrato di voler combattere fino in fondo.

E' stato vano il tentativo del presidente Trump di andare a media la situazione, invitando i due Paesi a stringersi la mano.

Sarà una guerra lunga che sarà vinta in sostanza da chi riuscirà a sbattere le palpebre per ultimo.
Non è ancora finita quindi la fase di debolezza sul petrolio, anche se stamattina ci sono state alcune parziali indicazioni positive dai PMI manifatturieri cinesi che parlano di una situazione nuovamente in una fase espansiva.

Questo potrebbe dare un segnale di forza per l'attività industriale e quindi per la domanda di petrolio, ma dall'altro lato c'è il mondo occidentale che è in lockdown, con una forte contrazione della richiesta di materia prima.

Questo controbilancia una possibile ripartenza della Cina, per cui per il momento avremo ancora una fase di debolezza per il petrolio e non mi aspetto che lo scenario cambi nel brevissimo.

Anche dal punto di vista dei fondamentali produttivi, i breakeven points sono su livelli leggermente più bassi delle attuali quotazioni.

C'è da scommettere che prossimamente ci saranno pressioni più importanti perchè la guerra tra Russia e Arabia Saudita finisca, ma al momento noni ci sono segnali in questa direzione.

Dal punto di vista tecnico segnalo l'area dei 20/21 dollari come pavimento, anche perchè al di sotto di questa soglia non avrebbe neanche senso estrarre petrolio.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Le Borse stanno andando in un'area di consolidamento e mi riferisco ai 2.600 punti per l'S&P500 che ha rimbalzato di circa un terzo dai minimi toccati di recente.

Il peggio è ormai alle spalle, ma non mi aspetto un recupero significativo e sostanziale verso i livelli che avevamo raggiunto a fine gennaio.

Prevedo un consolidamento e una contrazione della volatilità, unitamente a ritorno ad una dimensione di scambi decisamente più razionali e legati ai fondamentali.

Come già detto nelle scorse settimane, si tornerà a ragionare sui valori effettivi delle aziende e sulle prospettive di sviluppo del mercato.

Per il momento l'area dei 2.600 per l'S&P500 sembra un fair value abbastanza adeguato, ma l'impatto del coronavirus è da tenere in considerazione nella valutazione prospettica di quello che succederà sui mercati. 

Lo stesso discorso si applica un po' alle principali Borse: il Dax ad esempio sta recuperando bene, ma è ancora poco lontano dai 9.800 punti.

Quanto a Piazza Affari, il Ftse Mib non ha sfruttato in maniera così marcata il rimbalzo perchè c'è lo spread BTP-Bund che zavorra i profitti delle banche che di fatto sono il prestatore di ultima istanza.

I bilanci delle banche sono in sofferenza e visto che il Ftse Mib ha una forte presenza di questi titoli al suo interno, è facile capire che anche in una fase in cui gli altri mercati provano a rimbalzare, Piazza Affari resta più indietro.

Nel breve non mi aspetto grandi recuperi che in prospettiva saranno lenti e potranno passare anche attraverso un consolidamento ribassista.

La mia idea è che non sia ancora finita la negatività delle Borse perchè tutto l'impatto del coronavirus dovrà essere realmente misurato una volta che si verrà fuori dal lockdown.

In Europa mi aspetto che ci sarà un po' di rimbalzo per il Dax, ma la situazione sarà diversa a Piazza Affari dove il Ftse Mib a mio avviso sarà più penalizzato rispetto agli altri indici.