Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib è reduce da due sedute pesanti che lo hanno visto tornare sotto area 17.000. C'è il rischio che la discesa di approfondisca?

Anche alla luce di uno studio che ho realizzato in questi giorni sull'open interest, posso dire che per ora il mercato è ancora in una "comfort zone".

Parlando dell'Eurostoxx ad esempio si nota un grande open interest a 3.000 punti, oltre cui l'indice accelererebbe al rialzo.

Si va aumentando poi sotto 2.800 e 2.700 e ancor più a 2.600 punti, violati i quali ci sarebbe un'accelerazione al ribasso, mentre per ora l'indice è tra i 2700 e i 2.800, in una zona piuttosto tranquilla.

Quello che mi aspetto è che il movimento anche a Piazza Affari prosegua in laterale e credo che i mercati non scapperanno da nessuna parte.

Ci sono delle caratteristiche che accomunano varie asset class: sul fronte delle valute ad esempio si nota che la sterlina-dollaro e l'euro-dollaro hanno due trading range speculari e che raccontano che è piatto il biglietto.

Si trova nella stessa situazione l'oro che si muove tra i 1.680 e i 1.730 dollaro e lo stesso dicasi degli indici azionari.
E' come se tutto il mondo fosse in attesa di qualcosa, magari di un aumento della domanda di petrolio, di qualche brutta notizia che potrebbe far partire l'oro, di qualche dato in più che ci aiuti a declinare diversamente i danni sull'economia globale.

Potrebbe anche trattarsi di una lite tra i membri dello staff del presidente americano, o anche un aumento delle tensioni tra gli Stati Uniti e la Cina.

Alla luce di ciò non mi aspetto per il Ftse Mib grandi movimenti al rialzo o al ribasso, almeno fino a quando non ci sarà uno spunto nuovo che porterà l'indice in una direzione o nell'altra.

Se sarà confermata la rottura di area 17.000 il Ftse Mib punterà a quota 16.000, mentre dalla parte opposta solo oltre i 18.000/18.300 punti si potranno avere sviluppi positivi in direzione di area 19.000.

Nel settore bancario ci sono dei titoli che valuterebbe in questa fase di mercato?

In questo momento consiglio di rimanere distanti dal settore bancario che espone a grossi rischi e offre scarse opportunità.

Se c'è un tema che però mi piace nel comparto finanziario è quello rappresentato da FinecoBank che presenta un grafico diverso, tipico di una banca differente.

Il titolo mostra un trend rialzista, ora è un po' in discesa ed è probabile che vada a testare area 9,5 euro, dove sarebbe interessante per un ingresso long.

Saipem ed ENI ieri si sono difesi meglio di altri grazie al rialzo del petrolio. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Il petrolio sta recuperando dopo essere crollato, tenendo presente che la domanda resta su livelli infimi e cresce il numero delle trivelle che chiudono.

Alcuni che analizzano il petrolio guardano solo questo ormai e non dimentichiamo che alcuni Paesi come l'Arabia Saudita hanno ridotto ulteriormente l'estrazione.

Questi fattori hanno contribuito a riequilibrare i prezzi del petrolio che si sono riportati su valori più congrui.
Il ritorno sulle attuali area di prezzo però è avvenuto per una serie di tecnicismi dipendenti da tutto, tranne che dalla domanda che resta ferma.

La mia idea è che su questi prezzi il petrolio mi sembra un po' arrivato e quindi non dovrebbe favorire grandi rialzi dei titoli oil.

Nel caso specifico di Saipem notiamo che è in trading range e il suo grafico non offre alcun appeal, motivo per cui non interverrei su questo titolo ora.

Se proprio dovessi puntare sul settore oil sceglierei sicuramente ENI, per il quale si può lavorare comprando sui supporti.

Non dimentichiamo che ENI rientra tra quei titoli in cui c'è di mezzo lo Stato e che al momento sono un po' tutti venduti.

Bisogna quindi stare attenti a muoversi su ENI perchè non è detto che i supporti tengano: il primo da monitorare con attenzione è poco sotto 8 euro, intorno a 7,9 euro.

Fino a quando il titolo si manterrà al di sopra di questo sostegno ci saranno le condizioni per un recupero con primo target a 9 euro e obiettivo successivo a 10 euro.

Ci sono dei titoli che a suo avviso possono resistere meglio di altri nell'attuale scenario caratterizzato dalla crisi del coronavirus?

Possiamo dire che c'è Diasorin che rientra tra quei temi che hanno beneficiato del coronavirus.
Diasorin proprio ieri ha segnato nuovi massimi storici ad un passo dai 181 euro, segnalando che per ora non mi aspetto un ritorno verso supporti di rilievo, il primo dei quali è in area 150 euro.

Segnalo poi STM che ha reagito bene visto che si presenta come una proxy del Nasdaq.
Il titolo non è lontano dal supporto dei 22 euro, sotto cui potrebbe accelerare al ribasso fino ai 20 euro.

Da monitorare anche Nexi che fa business con il circuito dei pagamenti telematici ed è favorito in un momento in cui viene sempre più sollecitato l'utilizzo della moneta elettronica.

Questo non tanto per il tracciamento, ma per il fatto che questa tipologia di pagamento offre maggiore tutela a difesa dal coronavirus.

Nexi si è un po' indebolito, ma sarei pronto a considerarlo in caso di ritorno in area 13 euro.

Anche Amplifon ha reagito al rialzo, visto che il suo business non conosce stagionalità, anche se qualcuno inizia a dire che il titolo appare ora un po sopravvalutato. 
Amplifon continua la sua crescita, con primo supporto ora intorno ai 21,5 euro.