Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari hanno avviato la settimana a passo di carica. Come valuta l’impostazione delle Borse e cosa si aspetta nel breve?

Mercati azionari bollenti, soprattutto nel pomeriggio di ieri, e dopo l'apertura della Borsa Usa, con chiusure europee sui massimi di seduta.

A favorire questo shopping vivaci sull'azionario hanno contributi vari fattori, quali l'inizio della fase 2, quasi simultaneamente già avvenuta o al via a breve in Europa.

A ciò si aggiunga la ripresa, anche se parziale, dei consumi di carburante, senza dimenticare le news che circolavano ieri negli Stati Uniti, circa il vaccino che sarebbe relativamente vicino.

Da non trascurare infine i dati del contagio in discesa: insomma questo mix di fattori ha fatto esplodere i mercati azionari, ancor più in Europa che negli Stati Uniti.

Attenzione però al ritorno dei focolai di contagio, laddove prima era esplosa la pandemia ed agli ultimi Paesi che avevano preso misure più restrittive tardive.

Il mercato azionario Usa è visto ancora forte, anche oltre i recenti massimi di periodo, poco sotto i 25.000 di Dow Jones ed area 3.000 di S&P500.

Tanto da poter ancora influenzare i mercati azionari europei, ma non per molto, soprattutto l'Italia, stante la cifra che sembra essere prevista dimezzata in circa 500 miliardi di euro per i Recovery funds, almeno secondo gli accordi fra Francia e Germania, distanti anni luce dai potenti provvedimenti USA.

A Piazza Affari il Ftse Mib si è riportato ben oltre quota 17.000. Si aspetta ulteriori progressi a breve?

Attenzione sul nostro mercato visto che a partire da oggi ci sarà sospensione del divieto della vendita allo scoperto di azioni, precedentemente in vigore dal 17 marzo scorso.

Sarà già molto dura che il future e il Ftse Mib arrivino ai 17.800/17.900 punti prima e ai 18.000/18.200 punti in seguito, già toccati di recente.

A frenare nuovi rialzi potrebbe essere appunto il ritorno delle vendite allo scoperto, anche se noi pensiamo che gli shortisti attenderanno almeno ancora un piccolo rialzo prima di affondare nuovamente il mercato.

Unicredit e Intesa Sanpaolo si sono messi in evidenza tra i bancari nella prima seduta della settimana. Cosa può dirci di questi due titoli?

Potrebbe essere il momento ora dei finanziari, soprattutto dei primi della classe e segnaliamo in ordine di preferenza: Intesa Sanpaolo, UnipolSai, Generali ed Unicredit.

Limitandoci ai soli bancari, andremo a preferire e raccomandare ai nostri abbonati ed ai lettori, sicuramente Intesa Sanpaolo.

Una scelta dettata dall'offerta di ottimi dividendi futuri, anche se per ora viene accantonato il pagamento di quello relativo all'esercizio 2019, già atteso in primavera.

Di Intesa Sanpaolo ci piacciono anche la solidità e la liquidità del titolo e delle opzioni.

Suggeriamo comunque anche UnipolSai in area 2,08/2,10 euro, intervenendo contestualmente a copertura con vendita di opzioni call Settembre 2,10 e call dicembre 2,20.

Saipem ha brillato ieri, lasciando indietro ENI che non ha cavalcato il rally del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

ENI, nostante un petrolio praticamente con valori triplicati rispetto ai minimi degli ultimi 30 giorni, è rimasto in effetti un po' indietro rispetto a Saipem.

Quest'ultimo ha avuto ed ha a questi prezzi margini di apprezzamento più ampi,ma è anche più pericoloso e caratterizzato da un'alta volatilità.

Guardiamo quindi con maggiore interesse ad ENI, da cui ci aspettiamo un rapido aggiustamento verso area 9 euro, nella peggiore dell'ipotesi di uno stop di detto maxi rialzo degli indici azionari.

Nella migliore delle ipotesi invece ENI potrebbe continuare a salire e raggiungere una soglia di prezzo poco sotto i 10 euro.

Il petrolio sta recuperando a grandi passi, ma nelle ultime sedute abbiamo visto nuovi rialzi dell’oro. Quali le sue attese per questi due asset?

Continua sia la corsa del petrolio che la riduzione dello spread fra il WTI ed il Brent, giunto anche sui 2 dollari.
WTI e Brent hanno ridotto la loro distanza in maniera decisa, con ormai pochi margini di intervento da parte degli arbitraggisti.

Il tutto in attesa di possibili scivoloni in occasione del passaggio fra la consegna fisica del contratto giugno e rollaggio su luglio, ma probabilmente con molti meno patemi d'animo del mese precedente.

Tonico l'oro, ben saldo ormai sopra i 1.700 dollari, con un range strettissimo fra i 1.720 e 1.760 dollari.

Più effervescente l'argento, che sconta un possibile ritorno all'indirizzo ed impiego anche industriale.
Portatosi sopra i 17 dollari, l'argento ha sprintato nella prima seduta della nuova settimana anche fino a 18 dollari, per poi stornare verso i 17,50.

Non ci stupiremmo di vedere l'argento sui massimi 2019/2020, anche sopra i 19 dollari, fermo restando che a nostro avviso è da preferire all'oro.  Da preferire quest' ultimo.