Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giancarmelo Spampinato, co-founder di Key To Markets, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

L’euro-dollaro ha avviato un ritracciamento dopo un allungo verso area 1,20, ma ha già risalito la china. Cosa aspettarsi dopo la vittoria di Biden e le news sul vaccino anti-Covid?

L’euro-dollaro resta sotto la lente di ingrandimento di tutti i trader per via delle numerose forze che spingono in acquisto e in vendita.

Gli effetti della pandemia combinati alle elezioni negli USA avvenute di recente, hanno mantenuto un’alta volatilità sulla coppia valutaria.

Quest'ultima ha visto un progressivo e sempre maggiore indebolimento del dollaro americano, a causa del sentiment di mercato sulla potenziale vittoria del candidato democratico Joe Biden, che, visti i risultati dei seggi, sarà confermata ufficialmente solo l’8 dicembre.

Una volta giunti a realizzazione delle aspettative, il mercato non ha reagito con particolari movimenti.

La vittoria di “sleepy Joe” è stata di sicuro importante, ma non schiacciante, e si è trascinata dietro diverse polemiche sollevate dal partito repubblicano e dal presidente uscente Donald Trump, che ha annunciato l’avvio di un’inchiesta nei cosiddetti stati “battlefield”, decisivi per i risultati delle elezioni.

Riguardo il recente comunicato da parte dell’azienda americana Pfizer, in merito alla possibile produzione e diffusione del vaccino anti-COVID19, i mercati in prima battuta hanno ricevuto un grande impulso ottimista.

Successivamente però tale spinta si è affievolita, mostrando segni di indecisione, coerentemente con le prime ipotesi riguardanti la logistica destinata alla produzione, allo stoccaggio e alla somministrazione su larga scala del vaccino stesso.

Reputiamo che questo evento, nonostante i risvolti individuati sui mercati azionari mondiali, non abbia particolarmente influito sull’andamento dell’euro-dollaro.

L’incertezza sul mercato resta dunque alta, e l’EUR-USD, a seguito del rally precedente, ha registrato in novembre un test del supporto in area 1,1710 – 1,1610, corrispondente al ritracciamento di Fibonacci 38,2% (Min gennaio 2017 – Max febbraio 2018).

La rottura di tale supporto potrebbe far trovare nuova forza al dollaro, con una successiva accelerazione al ribasso verso i minimi registrati a giugno 2020 in area 1,1190.

Tuttavia, analizzando il grafico daily, osserviamo una configurazione a doppio minimo (25/09/2020 – 3/11/2020) che, se confermata da una rottura a rialzo del massimo 1,1919, potrebbe suggerire un ulteriore rally oltre il livello 1,20, con potenziale target successivo a 1,24 - 1,25, massimi di inizio 2018.

A Piazza Affari il FTSE Mib è arrivato a testare i massimi di inizio marzo. Come valuta la crescita dell’indice e quali le attese nel breve?

Tanta incertezza sugli indici europei, e Piazza Affari ha registrato un rimbalzo molto importante nelle ultime due settimane, guadagnando circa il 20%.

Ancora una volta a favorire l’apprezzamento hanno contribuito le elezioni americane, con la vittoria del candidato democratico Joe Biden, e la notizia da parte della società farmaceutica Pfizer.

Quest’ultima ha generato euforia incontrollata su tutti i mercati, invertendo i trend in più di un’occasione e modificando equilibri apparentemente consolidati: titoli industriali, finanziari ed energetici hanno realizzato cospicui incrementi percentuali, mentre i titoli tecnologici hanno smorzato il trend positivo di medio periodo.

Sappiamo infatti che con un vaccino potenzialmente efficace, e prospettive di contenimento, se non di fine della pandemia, i titoli tech sono destinati a perdere gran parte del loro appeal.

Le perdite ingenti di quest’ultima settimana rispecchiano le prime iniziative degli hedge funds che hanno cominciato a chiudere le proprie posizioni.

Nel periodo tra fine maggio e fine ottobre il FTSE Mib presentava alta volatilità e un movimento laterale posizionatosi tra i 19.000 e 20.400 punti.

Successivamente abbiamo assistito ad una falsa rottura, sebbene decisa a fine ottobre, con l’indice che ha registrato un minimo a 17.618 punti, prima di ritracciare completamente il movimento, riportandosi sopra la soglia dei 20.400 punti.

Ora le contrattazioni si sono portate al di sopra di una resistenza molto importante posta a 21.100 punti, che rappresenta il 61,8% del ritracciamento di Fibonacci (Max 19 febbraio 2020 – Min 16 marzo 2020).

In questa fase il FTSE Mib potrebbe ritrovare nuove forze di acquisto, consolidando gli scambi oltre tale livello.
Con una conferma della fiducia dei trader, si potrà assistere ad un'estensione del movimento rialzista del Ftse Mib fino alle resistenze a 22.330 (massimo del 2 marzo 2020), 23.835 (massimo del 24 febbraio 2020), o addirittura fino ai livelli pre-covid sopra i 25.000 punti.

Se si rivolge lo sguardo a ribasso, è bene tenere sotto la lente di ingrandimento il supporto presente a 19.745 punti (50% del ritracciamento di Fibonacci).

Un’eventuale presa di respiro dopo il grande rally potrebbe ancora portare gli scambi su tale livello.

Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno recuperato con decisione nelle ultime sedute. C’è ancora spazio al rialzo per questi due titoli?

Le due principali banche italiane, che hanno un peso rilevante anche nell’indice di Piazza Affari, erano in configurazione ribassista da agosto.

Nello stesso periodo ci stavamo avvicinando pericolosamente a supporti chiave, nonché ai minimi di maggio 2020.
Gli scenari macro economici (vaccino Covid-19 ed elezioni americane) hanno sicuramente dato una linfa vitale ad entrambi i titoli, che nelle ultime due settimane hanno registrato un evidente rialzo.

Unicredit si attesta sopra gli 8 euro per azione e in questo momento sta scambiando a 8,2 euro (massimo di metà settembre) con prospettive di consolidamento rialzista che la vedrebbero proiettata verso i 9 – 9,5 euro per azione (massimi di giugno 2020).

Similmente, al momento, Intesa Sanpaolo sta cercando il test della resistenza posta più a 1,85 euro.
Un’eventuale rottura potrebbe estendere il movimento verso 1,90 euro, prima di poter ripartire verso i 2 euro.

Al di sopra di tale soglia psicologica il rialzo potrebbe essere molto importante e potrebbe far recuperare parecchio terreno perso a marzo 2020.

Su entrambi i titoli ci sentiamo di consigliare l’impostazione di stop loss stretti per contenere il rischio associato all’elevata volatilità che li caratterizza.

Quale sarà la vostra prossima killer application?

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