Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari mostrando un andamento incerto e altalenante da alcune sedute. Cosa può dirci dell'attuale contesto e cosa aspettarsi nel breve?

Nelle ultime settimane abbiamo notato mercati azionari a velocità alternata: da una parte i listini statunitensi che solo qualche giornata fa avevano ritoccato i loro massimi, dall'altra quelli europei che invece proseguono quella fase correttiva partita ad inizio del nuovo anno.

A pesare in maniera pesante è la storia riguardante il ritardo dei vaccini da parte non solo di Pfizer, ma anche di Astrazeneca che, dinanzi a problemi riguardanti alcuni loro siti, ha preferito dirottare le dosi dal Vecchio Continente al Regno Unito.

In tutto ciò di cosa ha paura il mercato? 

I timori del mercato sono che quella famosa immunità di gregge possa allontanarsi e di conseguenza spostare la ripresa economica come minimo oltre la seconda metà del 2021.

Quali sono i market movers che a suo avviso condizioneranno maggiormente i mercati nel breve? A cosa consiglia di guardare in particolare ora?

Il driver del mercato rimarrà innanzitutto sempre rivolto intorno a tutto ciò che ruota intorno alla diffusione del virus che sta spingendo ancora molti Paesi a mettere in campo ulteriori misure restrittive per cercare di limitare i contagi.

Un ulteriore focus sarà rivolto oltreoceano per capire quando verrà raggiunto un accorto all’interno del Congresso USA per quanto riguarda quel pacchetto di stimoli fiscali.

Solo qualche giorno fa la Federal Reserve ha dichiarato utile il suddetto pacchetto per rimettere in pista l’economia statunitense che nel 2020 ha registrato la peggiore crescita dal 1946 ad oggi.

Ed infine uno sguardo dobbiamo darlo ai risultati societari che stanno arrivando sia da oltreoceano che dal Vecchio Continente.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha avviato una reazione dopo aver toccato nuovi minimi da inizio anno. C'è spazio per ulteriori recuperi o vede nuovi ribassi?

Per quanto riguarda il nostro mercato, non dobbiamo dimenticare la crisi politica presente in Italia, i cui effetti potrebbero avere un impatto sull’indice Ftse Mbi che negli ultimi giorni è stato frenato anche dalla crescita dello Spread BTP-Bund.

Dal punto di vista grafico, il rimbalzo di ieri al momento non cambia quel trend ribassista partito ad inizio anno dai massimi di periodo posti sulla soglia dei 23 mila punti.

Per mettere da parte questa fase correttiva, il Ftse Mib dovrebbe in prima battuta riportarsi oltre la soglia dei 22.000 punti e a seguire verso i massimi settimanali che si trovano in area 22.250.

Oltre questo livello si chiuderebbe il gap ribassista che è stato lasciato aperto il 22 gennaio sui 22.425 punti.

Tra i titoli che si potrebbero mettere in luce nelle prossime giornate troviamo Prysmian, che nella giornata di ieri ha testato la trendline rialzista che è partita da Marzo e che oltre i 27,70 euro darebbe un segnale positivo.
Segnalo CNH Industrial con la tenuta dei 10 euro e Moncler in caso di conferma dei 47 euro.

L'euro-dollaro sta provando a recuperare sopra quota 1,12: ci sono le condizioni per ulteriori salite?

Nonostante il recupero della scorsa settimana, al momento la moneta unica sembrerebbe aver perso nei confronti del Dollaro quella forza che aveva contrassegnato l’ultima parte del 2020.

Per quanto riguarda l’operatività, solo con il superamento di quota 1,2150 si avrebbe un segnale di positività, con possibili allunghi verso i massimi delle ultime settimane che troviamo nei pressi degli 1,233.

In mancanza di un ritorno oltre gli 1,215, è possibile per l’Euro una discesa verso area 1,205 e a seguire 1,20.

Il petrolio continua a viaggiare a poca distanza dai recenti top di periodo: cosa può dirci di questo asset?

In questa fase di mercato sorprende la tenuta del Petrolio nonostante i timori del mercato siano quelli di una rallentamento dell’economia globale.

Infatti, dinanzi a questa incertezza i prezzi rimangono sempre vicini ai massimi degli ultimi 11 mesi situati sulla soglia dei 54 dollari, oltre i quali potremmo vedere allunghi in direzione dei 57,50 dollari al barile.

In caso contrario segnali di negatività si avrebbero con la rottura dei primi importanti supporti di breve situati sui 51,50 dollari e discese in direzione dei 50 dollari al barile.

Per rimanere tra le materie prime, una parola anche per l’Oro che fatica a portarsi oltre le prime resistenze situate nei pressi dei 1.870-1.875 dollari l’oncia.

Solo oltre questa soglia si avrebbero un segnale di forza e allunghi verso l'area dei 1.900 dollari l’oncia.