Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Laura Sovardi, trader indipendente e corresponsabile del sito www.pietro-pitt-origlia.it, alla quale abbiamo rivolto alcune domande sui mercati finanziari.

I mercati azionari hanno mostrato non poco nervosismo nelle ultime sedute per via dei timori legati al Covid-19 e in attesa delle elezioni Usa. A cosa dobbiamo prepararci ora?

Dopo aver registrato la peggiore performance settimanale e mensile degli ultimi mesi, per via timori sempre crescenti che il ritorno del Covid-19 possa avere un impatto negativo sulla ripresa economica globale, la nuova ottava si è aperta all’insegna del rimbalzo per i mercati azionari.

Questo grazie ai buoni dati macro riguardanti la manifattura cinese (la crescita più veloce degli ultimi 10 anni), europea (risultata sui massimi degli ultimi 2 anni) ed americana, con aggiornamenti tutti sopra le attese degli analisti.

A distanza di alcuni mesi quindi la pandemia torna a condizionare l’umore del mercato perchè le varie misure restrittive che stanno mettendo in campo molti Paesi erano un evento che il mercato non stava prezzando, in particolar modo in quei mesi in cui molti indici erano tornati a far segnare nuovi massimi di sempre.

Quali saranno secondo lei i market movers delle prossime sedute? A cosa guarderanno principalmente i mercati? 

Tra i temi da mettere sotto osservazione nelle prossime giornate troviamo senza dubbio le elezioni presidenziali statunitensi che rappresenteranno un vero banco di prova per i mercati finanziari.

La paura è di vedere un arrivo al fotofinish, evento questo che ridurrebbe i margini di manovra da parte di chi vince e che quindi verrebbe visto dagli investitori come una fonte di incertezza, portando nuovo nervosismo e volatilità sui vari mercati.

Altro elemento di incertezza per questa ottava sarà la riunione della Federal Reserve, per capire ad elezioni finite come il Board si comporterà in tema di politica monetaria.

Si cercherà di capire soprattutto che monito verrebbe inviato al Congresso dopo il nulla di fatto per quanto riguarda quel pacchetto di stimoli fiscali scaduto da fine luglio.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a reagire dopo i forti cali che hanno spinto ad un passo da quota 17.500 punti. Quali i possibili scenari nel breve?

I segnali arrivati nella giornata di venerdì con il recupero dai minimi intraday, che ci indicavano come la fase correttiva potesse essere vicina ad una conclusione almeno nel brevissimo, è stato confermato con il movimento di ieri.

Il Ftse Mib ha visto le sue quotazioni riportarsi oltre gli ex supporti situati in area 18.200-18.250.
Per le prossime giornate importante sarà ora una conferma oltre tali livelli per dare seguito a questo rimbalzo che potrebbe spingere il Ftse Mib a coprire il gap ribassista lasciato aperto il 28 ottobre in area 18.650.

Oltre questo livello si punterà ai 18.850 punti, anche se sarà solo con il ritorno oltre i 19mila punti che verrebbe messa in un angolo la correzione innescatasi nel mese di ottobre.

Tra i titoli da monitorare farei attenzione a Saipem che con il break degli 1,60 euro disegna un doppio minimo, aprendosi la strada per allunghi verso gli 1,90 euro.

Tra gli altri Fca che nella giornata di ieri ha ripreso i 10,50 euro e a questo punto potrebbe riportarsi verso gli 11 euro.

Infine uno sguardo a Banco BPM che tornerà interessante con conferme oltre gli 1,53 euro.

L'euro-dollaro è sceso a poca distanza da quota 1,16: si aspetta ulteriori cali nel breve o è lecito attendersi una reazione?

In questa fase di nervosismo e volatilità il mercato ha riscoperto come asset rifugio il “biglietto verde” che si è apprezzato nei confronti di tutte le altre valute.

L’Euro-dollaro la scorsa settimana ha rotto al ribasso i forti supporti situati sulla soglia degli 1,17, inviando in questo modo un segnale di debolezza.

Tale movimento ha trovato conferme nella giornata di ieri, con i prezzi che ora guardano la soglia degli 1,16, sotto cui la moneta unica scenderebbe in direzione dei prossimi target che troviamo in area 1,15.

Per mettere fine al trend discendente le quotazioni dovrebbero tornare oltre gli 1,17.

Cosa può dirci in merito al sell-off che sta colpendo il petrolio? La tendenza in atto è destinata a proseguire?

La discesa del prezzo del petrolio non deve sorprenderci perché l’eventuale rallentamento economico colpirebbe in primis questo asset.

Tra l'altro l'oro nero già graficamente nelle ottave passate aveva inviato segnali di debolezza con il mancato superamento delle resistenze posizionate in area 41,50 dollari.

Il rimbalzo di ieri non cambia al momento l’impostazione del Crude Oil che in caso di nuove discese sotto i 35 dollari potrebbe a quel punto spingersi verso i prossimi supporti in area 31 dollari.

Per rimanere tra le materie prime resta ancora debole il Gold che, in una fase di risk-off, cerca di recuperare i 1.900 dollari l’oncia, oltre cui potremmo avere allunghi in direzione delle forti resistenze nei pressi dei 1.940-1.945 dollari l’oncia, altrimenti si corre il rischio di rivedere i prezzi tornare sui supporti in area 1.850 dollari l’oncia.