Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

I mercati azionari sono tornati a guadagnare terreno con lo sguardo rivolto alle elezioni presidenziali che si avvicinano sempre più. Come valuta l'attuale scenario e cosa si aspetta nel breve?

Gli ultimi 4-5 giorni di trading mi hanno sorpreso un po', anche e soprattutto per l'intensità del movimento che ha interessato gli indici azionari Usa.

Il trend di medio periodo è positivo specie per i listini americani che dopo aver aggiornato i massimi storici hanno accusato una correzione importante, per poi ripartire con una velocità significativa.

L'S&P500 ad esempio dai 3.300 punti è salito fino ai 3.540 punti, mentre il Nasdaq dagli 11.200 è passato quasi in area 12.200, con entrambi gli indici non lontani dai rispettivi massimi storici.

Non mi ha sorpreso tanto la salita, quando l'intensità della stessa, a tre settimane scarse dalle elezioni presidenziali Usa.

La motivazione di questo rialzo a Wall Street dovrebbe essere ricercata nelle indicazioni arrivate dagli ultimi sondaggi, secondo cui pare possa esserci una vittoria abbastanza forte di Biden.

Questo permetterebbe di evitare l'incertezza politica che Trump aveva minacciato in caso di vittoria di misura del suo avversario.

Ci potrebbe essere quindi quella che gli analisti americani hanno chiamato la "blue Wave", ossia l'ondata blu, con riferimento al colore dei democratici che è appunto blu, mentre quello dei repubblicani è il rosso.

Biden ha già chiarito in questi mesi che in caso di vittoria alzerebbe le tasse dal21% al 28% e porterebbe nuova regolamentazione più stringente.

Da segnalare che aumenterebbe anche la spesa pubblica soprattutto per le infrastrutture e si darebbe una svolta green all'economia.

Gli analisti pensano che questa possibile vittoria di Biden potrebbe portare stabilità alla Casa Bianca e offrire nuove opportunità agli investitori.

Tanto basta per spiegare il ritrovato ottimismo di Wall Street dove, come detto prima, gli indici sembrano diretti verso i massimi storici.

Anche a Piazza Affari è lecito attendersi ulteriori rialzi per il Ftse Mib?

Il Ftse Mib ha recuperato bene nelle ultime giornate, ma rimane ancora più in basso rispetto ai livelli segnati qualche mese fa.

Mi spiego meglio: quando gli indici Usa si trovavano sui valori attuali, il Ftse Mib era intorno ai 20.200/20.300 punti, mentre ora viaggia a poca distanza da quota 19.500 punti.

In generale in Europa c'è più debolezza in generale e per il Ftse Mib in particolare lo spartiacque continua a rimanere quota 20.000/20.200 punti.

Nel caso in cui l'indice dovesse violare al rialzo questa soglia, potrebbe finalmente riuscire a trovare nuovi spazi per vedere salite importanti.

Da segnalare che la volatilità è molto bassa, con dei titoli che si sono mossi e altri che sono rimasti al palo.

Dal momento che il Ftse Mib è dominato da bancari ed energetici, che hanno performato peggio anche a Wall Street, ed è quindi zavorrato da questi due comparti.

Bper Banca e Banco BPM oggi crollano a Piazza Affari per motivi diversi. Qual è la sua view su questi due titoli?

Per Banco BPM abbiamo sempre detto che la rottura dei massimi relativi a 1,45/1,5 euro era da comprare.
Il titolo ha dato vita ad una salita importante e lo abbiamo sempre preferito a Bper Banca che è in difficoltà per vari motivi.

Banco BPM ora sta correggendo ma in maniera non particolarmente significativa e ogni volta che dovesse scendere verso area 1,5 euro sarei sempre compratore, con target a 1,85/1,9 euro.

Per il titolo quindi ci sarebbero ancora spazi al rialzo, specie se il Ftse Mib dovesse rompere al rialzo area 20.000/20.200.

Diverso il discorso per Bper Banca che è sotto aumento di capitale e prima di comprare vorrei vedere una ripresa significativa dei corsi.
Per poter parlare di un ritrovato interesse degli investitori il titolo dovrà superare almeno 1,3 euro.

Saipem ed ENI perdono terreno malgrado il recupero odierno del petrolio. Cosa fare con questi due titoli ora?

ENI è andato a cercare e attaccare un secondo minimo importante in area 6,5 euro da cui ha dato vita ad un rimbalzo verso i 6,8 euro.

Il petrolio si sta spingendo verso livelli importanti e in caso di rottura al rialzo dei 42/43 dollari potrebbe trovare spazi di crescita fino a 47/48 dollari.

Uno scenario di questo tipo potrebbe dare un po' di linga a titoli come ENI che stanno soffrendo.
Per ENI valuterei degli acquisti in area 7/7,2 euro, facendo attenzione alla tenuta di 7,5 euro, sotto cui chiudere i long.

Saipem è in caduta libera da tempo e abbiamo sempre sconsigliato l'acquisto, suggerendo di starne alla larga.
Sarei sempre molto attento su questo titolo, per il quale un acquisto si potrebbe valutare sopra quota 1,65/1,7 euro, livello che potrebbe favorire un ritorno di interesse da parte degli investitori.

Diversamente non mi muoverei in alcun modo su Saiper il quale non escluderei il raggiungimento di nuovi minimi storici.

Telecom Italia oggi resiste alle vendite, pur avendo ridotto i guadagni rispetto alla mattinata. Sui valori attuali il titolo può tornare interessante?

Telecom Italia perde circa il 7% ad un mese, con una flessione dl 35% nell'ultimo anno.

E' uno di quei titoli del settore tlc che sono stati abbandonati dagli investitori perchè non sono appetibili dal punto di vista di possibile scalate o acquisizioni.

Telecom Italia ha marginalità piuttosto bassa e un debito molto alto e di fatto da quanto è crollato da marzo è piatto e non ha offerti grandi spunti.

Un acquisto si potrebbe valutare in area 0,3375/0,38 euro, con target a 0,45 euro prima e a 0,5 euro in seguito.
Nel lungo periodo però Telecom Italia ricorda molto Saipem e quindi sarei molto tempo, anche perchè in caso di rottura al ribasso di 0,33 euro si andranno a vedere nuovi minimi.