Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Sante Pellegrino, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari.

Il Ftse Mib non è riuscito a violare la resistenza dei 17.880 punti da lei segnalata nell'ultima intervista, avviando un pesante movimento al ribasso. Cosa aspettarsi ora?

La situazione per il Ftse Mib almeno per il momento resta discretamente buona, perchè l'indice è ancora inserito in un canale laterale che va dai 17.800/18.000 punti fino ad area 16.000.

Il suddetto canale laterale non deve essere violato al ribasso perchè sotto i 16.000 punti il Ftse Mib scivolerà verso area 15.000 per andare a chiudere un gap lasciato aperto nella giornata del 23 marzo.

Sarebbe auspicabile avere un rialzo al di sopra dei 17.800 punti, oltre cui si punterà alla prima resistenza dei 18.500 punti e alla successiva di area 19.000, superata la quale il Ftse Mib potrà allungare il passo fino alla soglia dei 21.000 punti.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del Dax30 e dell'S&P500? Quali le sue attese per le prossime sedute?

Anche il Dax è un po' in laterale, ma sotto resistenze importanti, e l'obiettivo è ora quello di superare al rialzo i 10.500/10.800 punti, per poter ambire ad un rialzo più corposo fino ad area 11.700.

Al contrario, lo scenario diventerà negativo non appena il Dax supererà al ribasso il primo supporto dei 10.100 punti, per poi appoggiarsi sul sostegno statico dei 9.200 punti.

Quest'ultimo livello è uno spartiacque tra rialzo e ribasso, tenendo presente che sotto area 9.200 il quadro diventerà fortemente negativo per il Dax.

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L'S&P500 proprio ieri ha bucato al ribasso l'importante supporto, precedente resistenza, di area 2.750.
Una conferma della rottura di questa soglia vedrà l'S&P500 rischiare un ribasso deciso fino ad area 2.500, soglia psicologica importante.

La tenuta di quest'ultimo livello sarà cruciale per scongiurare ulteriori flessioni che potranno portare alla chiusura del gap-up a 2.200 punti, con conseguente deciso deterioramento del quadro tecnico.

Unicredit e Intesa Sanpaolo si sono riportati ad un passo dai recenti minimi. Prevede ulteriori affondi a breve?

Unicredit ieri ha inviato un segnale molto negativo non solo per la performance accusata, ma anche e soprattutto per via della violazione dell'importantissimo supporto a 6,66 euro.

Se questa soglia non sarà riconquistata nelle prossime ore Unicredit sarà destinato ad accusare nuovi ribassi con primo target a 5,75 euro e obiettivo successivo a 5 euro.

Segnali di ripresa per il titolo si avranno solo con un ritorno delle quotazioni sopra i 7 euro, oltre cui ci sarà spazio per i 7,85 euro prima e in seguito in direzione degli 8,95 euro.

Intesa Sanpaolo non dovrà abbandonare in nessun modo il minimo degli 1,3 euro, la cui tenuta potrà favorire un rimbalzo verso gli 1,5 euro, oltre cui si potrà avere un allungo verso gli 1,7 euro prima e gli 1,93 in seguito.
Sotto 1,3 euro Intesa Sanpaolo scenderà a 1,22 euro prima e successivamente a 1,09 euro.   

ENI e Saipem ieri hanno vissuto una seduta ad alta tensione sulla scia del crash del petrolio. Cosa può dirci di questi due titoli?

ENI ovviamente sta risentendo parecchio del crollo del petrolio ed è sceso al di sotto degli 8,4 euro, livello spartiacque tra rialzo e ribasso.

Il titolo dovrà riportarsi quanto prima al di sopra della soglia appena indicata se vorrà ambire a dei recuperi che vedranno come primo target i 9,2 euro e come obiettivo successivo i 10,26 euro.

Sotto i 7,8 euro ENI diventerà fortemente negativo e si candiderà alla chiusura di un gap lasciato aperto a 7 euro.

Saipem si sta appoggiando su dei minimi importanti e mi riferisco all'area dei 2 euro che le quotazioni stanno tentando a tutti i costi di difendere.

Non è facile pensare ad un rialzo ora per questo titolo che in caso di reazione troverà una prima resistenza a 2,35 euro e un secondo ostacolo a 2,5 euro, superato il quale Saipem potrà puntare alla chiusura del gap lasciato aperto a 2,8 euro.

Sotto i 2 euro il titolo scivolerà subito verso i minimi di periodo a 1,78 euro, rotti i quali si scenderà fino a quota 1,4 euro. 

Ci sono altri titoli che sta seguendo a Piazza Affari?

Segnalo Generali che tutto sommato mantiene una tonicità positiva, visto che si mantiene per ora sopra il supporto chiave degli 11,7 euro.

Se il titolo riuscirà a spingersi oltre i 12,55 euro punterà alla prima resistenza nell'area compresa tra i 13,3 e i 13,5 euro, oltre cui potrà salire verso la seconda a 14 euro.

In caso di superamento anche di questa barriera Generali metterà nel mirino i 14,9 euro prima e i 15,8 euro in seguito.

Sotto gli 11,7/11,6 euro il titolo andrà a chiudere il gap a 10,9 euro  e sarà importante subito dopo la tenuta dei 10,8 euro per scongiurare uno scivolone ribassista fino ai 9,37 euro.