Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Massimiliano De Marco, analista tecnico di Robotrend.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib è arrivato a lambire l'area dei 23.500 punti per poi frenare un po'. E' tempo di una pausa per il rialzo o si salirà ancora?

Come spesso accade, la rottura di una forte area di resistenza si è realizzata con un gap, che ha avuto poi un buon seguito di spinta nelle sedute successive. Su base daily, l’indice Ftse Mib sembrerebbe aver messo nel mirino la chiusura del gap a 24.680 punti prima di puntare ai massimi del 2020.

C'è da dire però che un piccolo campanello di allarme per il brevissimo termine arriva dal fatto che lunedì il Ftse Mib si è portato sopra la banda di Bollinger superiore per poi richiuderci dentro ieri.

In caso di ritracciamento, il supporto maggiore è ovviamente nell’ex resistenza a 22.400 punti.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit sembra confermare l’inversione segnalata dal doppio minimo di fine ottobre, dopo un ritracciamento pari esattamente al “classico” 61,8%.

Per questo motivo potrebbe essere in procinto di accelerare: una rottura del precedente massimo a 9,4 euro segnerebbe i target successivi a 10,7 euro e addirittura a 12,8 euro.

Su Intesa Sanpaolo, anche se non è chiarissima la struttura di breve periodo, c’è il potenziale per la stessa accelerazione.

Il dubbio riguarda il ritracciamento di fine gennaio, di piccola entità rispetto al rialzo.

Ad ogni modo, guardando a grafici di lungo periodo come il monthly, il minimo a 1,30 euro sembra essere un minimo multi-year, con il titolo impostato per un’onda impulsiva per i prossimi mesi.

I target sono molto ambiziosi perchè si tratta di livelli visti da Intesa Sanpaolo solo negli anni 2000.

ENI e Saipem ieri sono saliti in controtendenza trainati dal rialzo del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

Per ENI il ritracciamento dai massimi del mese scorso sembra troppo modesto, inoltre l’aspetto impulsivo della discesa a 8,15 euro lascia presupporre che ci sia un’altra gamba ribassista in arrivo.
Probabilmente il titolo raggiungerà un livello più importante: i supporti più ovvi sembrano 7,9 euro e 7,43 euro.

Per quanto riguarda Saipem, il titolo sembra in procinto di segnare un nuovo massimo con gli oscillatori in divergenza con i prezzi.

Anche in questo caso quindi è plausibile attendersi una correzione prima di un’ulteriore spinta al rialzo.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

La maggior parte dei bancari ha fatto segnare minimi importanti lo scorso anno, e l’arrivo di Draghi sembra ridare fiducia verso il settore, che per la prima volta dopo molto tempo trovo attraente anche sotto il profilo della struttura tecnica.