Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib si è lasciato alle spalle una settimana breve, ma molto positiva. Il rialzo è destinato a proseguire?

Dopo una settimana positiva, troviamo il Ftse Mib sulla parte superiore dell’ampio movimento laterale seguito al crollo post dichiarazione di pandemia per la nota emergenza sanitaria.

Per il Ftse Mib, solo una decisa rottura di tale livello, tra zona 17.890 e 18.180 punti circa, potrà portare una nuova ventata di ottimismo sotto forma di acquisti e rialzi verso le successive resistenze.

Segnaliamo un primo target a 18.410-18.650 punti e successivamente a 19mila e 19.535 punti, prima di un eventuale approdo verso la media giornaliera a 50 periodo intorno ai 20mila punti.

Viceversa, attenzione ai supporti giornalieri della media a 12 e 24 periodi a 17.100 e 16.570 punti e a quello statico poco sopra i 16.300 punti.

Al di sotto di quest'ultimo sostegno per il Ftse Mib si tornerebbe a parlare di nuova discesa dei corsi, con spazio per i 15.970-15.790 punti e i 15.320-15mila punti, ed eventuale ritorno verso i minimi dell’anno a 14.890-14.695 prima e a 14.153 punti dopo.

Banco BPM e Ubi Banca venerdì scorso sono saliti più dell'indice di riferimento. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Banco BPM dopo la recente corsa culminata con una isola di inversione, caratterizzata da due gap, uno rialzista e uno ribassista, ha intrapreso una inversione  con connotati di crollo, per poi lateralizzare in queste ultime sedute, sotto importanti resistenze giornaliere.

Infatti, a febbraio Banco BPM aveva accelerato la salita con un gap up e massimi relativi intorno a 2,59-2,52 euro, con una prima discesa in gap down a 2,27-2,18 euro circa, tramutata in capitombolo. 

Il titolo ha perso così oltre il 50% scendendo a 1,1025 euro, con movimento ondulatorio tra 1,16 e 1,36 eurom attualmente alle prese con le medie a 12 e 24 periodo che fungono da ostacolo di breve in zona 1,225-1,236 euro circa. 

Nuovi timidi scenari rialzisti per Banco BPM solo sopra 1,24 euro, con supporti a 1,175-1,110 euro e resistenze a 1,335-1,45 euro.

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Ubi Banca, dopo una esplosione verticale rialzista, anche con ampio gap up su notizie societarie, è stata anch’essa vittima del dramma sanitario che ha coinvolto soprattutto i titoli petroliferi e appunto i bancari. 

Il titolo ha accusato cos' un altrettanto potente e ripido ribasso, con presente tentativo di costruire una base dalla quale ripartire, almeno con una fase di rimbalzo.

Infatti, Ubi Banca ha spiccato il volo su novità societarie, salendo addirittura a 4,51 euro, con recente crollo poco sopra i 2,10 euro e attuale timida ripresa in area 2,58-2,32 euro circa.

Nuovi scenari rialzisti per Ubi Banca si avranno sopra i 2,54 euro, con supporti a 2,415-2,296 euro e resistenze a 2,72-2,87 euro.

Telecom Italia giovedì scorso è stato il peggiore del Ftse Mib, mentre ha chiuso in rally STM. Qual è la sua view su questi due titoli? 

Telecom Italia pareva essere riuscita ad invertire il trend laterale ribassista, caratterizzato da massimi chiaramente decrescenti e da un triplo minimo potenzialmente pericoloso, sulla cui tenuta invece è stata protagonista del recente rialzo.

Quest'ultimo è stato seguito purtroppo da una fase correttiva tramutatasi in crollo verticale e dalla presente ripresa, peraltro ostacolata da una importante resistenza, tra un prezzo intero e un pesante gap down.

Infatti, per Telecom Italia possiamo osservare come il supporto statico intorno a 0,4350 euro, già toccato tre volte, dopo un buon rialzo poco sopra 0,59 euro, sia stato fatalmente rotto con la classica figura del gap down, con minimo relativo addirittura a 0,2861 euro e attuale percentualmente forte rimbalzo, respinto per ora da quota 0,40 euro verso 0,37 euro.

Per Telecom Italia un nuovo impulso rialzista si avrà sopra 0,3860 euro, con supporti a 0,3660 e 0,3480 e resistenze a 0,4140-0,4360 euro.

STM era in chiara fase rialzista, caratterizzata da minimi e massimi crescenti, però dopo un evidente doppio massimo ha intrapreso la via della correzione, tramutatasi in crollo arricchito da ricchi gap down, con presente tentativo di rimbalzo, peraltro percentualmente interessante, seppur ancora lungi dall’inversione rialzista stabile.

In concreto, sul recente doppio top intorno a 29,40 euro, è iniziata per STM la valanga delle vendite, con caduta verticale delle quotazioni addirittura più che dimezzate a 13,70 euro e attuale tentativo di ripresa sopra i 22 euro.

Per STM oltre i 22,42 euro ci sarà un'ulteriore salita dei corsi, con supporti a 21,35 e 20,33 euro e resistenze a 24-25,20 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di ENI e Saipem e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI dopo la falsa rottura rialzista di un importante livello di prezzo intero ha intrapreso un trend chiaramente ribassista, con la recente accelerazione negativa dei prezzi, sotto una valanga di vendite e la presente ripresa, in attesa di una chiara direzionalità.

Infatti, dopo la mancata conferma sopra i 14 euro di febbraio, ENI ha cominciato una continua caduta culminata con la recente rottura di 11-10 euro ed una discesa verticale poco sopra i 6,20 euro. Al momento è in atto un tentativo di rimbalzo tecnico in zona 10-9,30 euro circa.

Per ENI sopra i 9,50 euro è possibile una prosecuzione del timido scenario rialzista di breve, con supporti a 9-8,66 euro e resistenze a 10,15-10,65 euro.

Saipem dopo un recente movimento laterale ha rotto gli indugi e, sotto la sua parte inferiore, ha intrapreso anzi ripreso con forza il trend ribassista che la caratterizza da anni, con tanto di alcuni gap down compresi, sino a fingere la rottura ribassista di un prezzo intero, con attuale tentativo di formare una base per un eventuale ripresa dei corsi, situazione globale e del petrolio in particolare permettendo.

Nel concreto dopo un andamento piatto tra 4,50 e 4 euro circa, sotto quest’ultimo livello è iniziato per Saipem il crollo di pari passo con le quotazioni dell’oro nero, con accelerazione sotto 3 euro e un minimo addirittura sotto i 2 euro, sin poco sopra 1,77 euro e presente risalita in area 2,58-2,42 euro circa.

Un nuovo timidissimo segnale positivo verrà espresso da Saipem solo al superamento di 2,49 euro, con supporti a 2,37 e 2,26 euro e resistenze a 2,66 e 2,84 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con la dovuta cautela in ottica long A2A, HERA, ITALGAS, PIRELLI, UNICREDIT e UNIPOL, mentre in chiave ribassista segnaliamo BANCA GENERALI, BUZZI UNICEM, FERRARI e NEXI.