Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari sono tornati a poca distanza dei massimi, in alcuni casi storici come a Wall Street. Quali i possibili scenari nel breve?

Nel medio/breve periodo lo scenario per i mercati azionari è cambiato rispetto alla scorsa settimana.

L’aumento dei contagi di Covid-19 ha spaventato tutte le principali piazze azionarie, provocando nelle ultime sedute una serie di ribassi.

Neppure un avvio di stagione delle trimestrali positiva (superiori alle attese i numeri di JPMorgan Chase, Citgroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley) è riuscito a impedire i ribassi delle ultime sessioni.

Riteniamo che i principali driver per Wall Street saranno nelle prossime settimane l’eventuale approvazione del piano di aiuti da circa 2mila miliardi di dollari al Congresso e le elezioni statunitensi.

Il programma di aiuti è ormai fermo al Congresso da alcuni mesi e le trattative tra repubblicani e democratici sono diventate estenuanti.

Donald Trump spinge per una approvazione prima del giorno delle elezioni, ma come ha ricordato il segretario al Dipartimento del Tesoro, Stephen Mnuchin, il piano potrebbe essere approvato dopo il 3 novembre.

Altro elemento sono le elezioni presidenziali. Al momento i mercati azionari temono solamente uno scenario, ovvero quello del pareggio, che porterebbe il candidato in posizione sfavorevole a richiedere nuovo conteggi (elevatissimo il numero di schede spedite per posta) e ad arrivare eventualmente fino alla Corte Suprema.

Ci aspettiamo nelle prossime settimane forti oscillazioni, ma non una chiara direzione presa dai mercati.

A Piazza Affari il Ftse Mib si è spinto oltre i 19.500 punti da lei segnalati nell'ultima intervista, senza produrre grandi allunghi per ora. Cosa aspettarsi?

Il Ftse Mib dopo aver superato la resistenza di area 19.500 è arrivato a toccare un massimo mensile a 19.800 punti, per poi iniziare una fase discendente.

Quest'ultima è alimentata dai timori per il forte numero di nuovi contagi in Italia e per eventuali nuove misure di restrizioni (lockdown mirati) che potrebbero avere conseguenze molto negative per l’economia italiana.

Da un punto di vista grafico crediamo che sarà fondamentale per il Ftse Mib mantenersi al di sopra del supporto a 18.500 punti.

La tenuta di quest'area potrebbe creare i presupposti per la realizzazione di nuovi segmenti rialzisti con obiettivi a 19.800 e a 20mila punti. Conferme per tali prospettive di crescita sopra i 19.500 punti.

Discorso ben diverso in caso proprio di cedimento di area 18.500, condizione che potrebbe aprire a una caduta rovinosa per l’indice italiano verso target short ipotizzabili a 18.000 e a 17.580 punti, (ovvero il 50% del ritracciamento dell’ascesa dai minimi di marzo).

STM è arrivato a lambire l'area dei 30 euro, mentre Telecom Italia fatica a riprendersi. Cosa può dirci di questi due titoli?

STM è uno dei titoli migliori per impostazione tecnica da marzo 2020. I prezzi hanno superato la resistenza rappresentata dai massimi di febbraio a 29,25 euro, salendo fino a 30 euro per poi arretrare.

La recente debolezza di STM è da considerarsi fisiologica e non cambia le prospettive rialziste di crescita di medio/breve termine.

Sopra 30 euro via libera a target a 32 euro, mentre timide indicazioni negative si avranno con il cedimento di 28,28 euro, preludio a un possibile ritorno a 27 e 26,35 euro (copertura del gap up apertosi il primo ottobre).

Male invece Telecom Italia che da fine agosto ha mostrato una tendenza ribassista abbastanza evidente.
Crediamo che l’eventuale cedimento di 0,33 euro possa spingere i prezzi verso nuovi obiettivi short ipotizzabili a 0,3050 euro, bottom di fine maggio.

Segnali concreti di ripresa per Telecom Italia si avranno solamente sopra 0,36 euro.

L'euro-dollaro si è riportato a ridosso di quota 1,17. C'è il rischio di nuovi cali nel breve?

La debolezza del dollaro è durata 5 mesi e aveva portato le quotazioni del cambio fino a superare anche quota 1,20.

Al momento i timori su Covid-19 in Europa e il probabile impegno della BCE a essere ancora più accomodante potrebbero portare il cambio euro-dollaro verso il basso a testare anche quota 1,16.

Tale scenario sarà confermato soprattutto se dovesse essere ritardata l’approvazione del piano di aiuti al Congresso Usa.