Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib sta faticando ad allontanarsi da area 19.000. Quali i possibili scenari nel breve?

Per il Ftse Mib dobbiamo in primis individuare i livelli di supporto e resistenza più vicini.

Consideriamo da una parte i minimi del 25 settembre a 18.546 punti e dall'altra la resistenza a 19.270 punti, corrispondente ai top dell'1 ottobre.

Per l'indice si è creata ora una congestione tra area 18.550 e 19.250/19.300 e guardando il contesto generale delle Borse sembra che il Ftse Mib voglia scendere ancora.

Anche oggi le quotazioni si sono spinte verso i top di inizio mese salvo poi ritracciare e questo movimento pare confermare il rischio di ulteriore negatività nel breve.

Attenzione alla parte bassa di questa congestione, ossia ai minimi di area 18.550, rotto i quali il Ftse Mib potrebbe scivolare fin verso i 17.500 punti, visto che fino a tale soglia non si trovano supporti degni di nota.

Da non escludere in ogni caso una ripartenza al rialzo del mercato e in caso di superamento dei 19.200/19.250 punti si guarderà subito ai 19.500 punti, area cruciale per il Ftse Mib.

Una volta abbattuto l'ostacolo di 19.500, l'indice punterà ai 20.000 punti, oltre cui confermerà una view rialzista.
Se tracciamo una trendline che unisce i massimi del 21 luglio e quelli del 15-16 settembre, notiamo che in area 20.000 la stessa sarebbe violata, aprendo le porte ad un ritorno del Ftse Mib sui top di luglio in area 21.000.

Al momento sono più propenso ad avere una view ribassista sull'indice, perchè per ora mi sembra quella più facile da confermare.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit ha trovato supporto sui minimi del 24 settembre a 6,53 euro, vicino ai minimi del 14 maggio.
Venerdì il titolo ha creato un doppio minimo crescente e la seduta odierna sta offrendo l'attesa spinta rialzista.

Il primo ostacolo da superare è in area 7,2 euro, oltre cui Unicredit potrà allungare verso i 7,6 euro.
Al ribasso invece, sotto i 6,53 euro si guarderà al bottom del 14 maggio a 6,01 euro, la cui rottura sarà molto negativa per Unicredit.

Simile il discorso per Intesa Sanpaolo che al pari di Unicredit non è tornato sui minimi di maggio, anzi si è mantenuto sopra l'importante supporto di area 1,5 euro, precedente resistenza che aveva tenuto i prezzi al ribasso dopo il crollo post Covid.

Il titolo ha toccato i recenti minimi il 25 settembre a 1,56 euro, ma venerdì ne ha segnati altri leggermente più bassi a 1,5512 euro.

Per Intesa Sanpaolo si potrà prendere in considerazione una view rialzista, a patto però che le quotazioni si mantengano sopra i minimi del 25 settembre.

Una rottura al ribasso di 1,56 euro infatti porterebbe ad un ribasso almeno fino a 1,5 euro nel breve.

Al rialzo invece con conferme sopra 1,586 euro si guarderà al primo target a 1,63 euro, prima resistenza la cui rottura andrà a confermare una view rialzista, con target a 1,7 euro prima e a 1,75 euro in seguito.

STM ha rallentato la sua corsa al rialzo, mentre si sta risvegliando Telecom Italia. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

STM giovedì ha messo a segno un bel rally che lo ha portato a rompere i massimi del 3 luglio, nonchè del trend post Covid.

Il titolo potrebbe salire ancora verso i massimi del 20 febbraio in area 29,4 euro.

Se STM si manterrà tra i 27,11 e i 28,33 euro potrà allungare ancora, mentre sotto i 27 euro potrebbe andare a chiudere il gap lasciato aperto a 26,25 euro.

Telecom Italia ha raggiunto i minimi del 3 agosto a 0,332 euro e sta rimbalzando, ma il trend negativo è abbastanza ben definito e non so quando il recupero possa durare.

Sotto quota 0,332 euro il titolo potrebbe scendere sui minimi del 21 maggio a 0,3133 euro prima e poi su quelli del 16 marzo a 0,2861 euro.

La mia view su Telecom Italia resta negativa, anche se il trend ribassista ha perso un po' di forza e quindi un rimbalzo nel breve è possibile.

Per una view rialzista bisogna attendere il superamento di 0,355 euro, con target la chiusura del gap del 17 settembre a 0,3724 euro.

Tenaris sta reagendo dopo aver avvicinato la soglia dei 4 euro. Valuterebbe un acquisto del titolo ora? 

Tenaris è sceso ad un passo dai minimi del 16 marzo a 4,057 euro e la tenuta di questa soglia sta favorendo un primo rimbalzo.

Al rialzo occhio ai massimi del 30 settembre a 4,329 euro e sopra i 4,4/4,42 Tenaris potrebbe allungare verso i 4,6 euro prima e i 5 euro in seguito.