Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Come valuta i recenti movimenti delle Borse e quali le attese per le prossime sedute sulle due opposte sponde dell’Atlantico?

Dopo il dietrofront di Trump sul piano di stimoli fiscali, i mercati USA sono entrati in una fase rialzista, per noi ingiustificata, aiutata dai titoli tech del NASDAQ100, che recupera i livelli di area 12.000, già toccati in settembre, colmando anche il gap creatosi con gli altri indici.

Intanto il Dow Jones ha sfiorato i 29.000 punti e l'S&P500 si è riavvicinato ai massimi di sempre.
In Europa eravamo andati con più cautela, con poco più di mezzo punto percentuale di guadagno sia sul CAC40 che sul DAX.

Ci aspettiamo ora prese di beneficio sui titoli Tech e sul NASDAQ, tenendo presente che l'arrivo delle prime trimestrali relative alle banche USA, potrebbe probabilmente raffreddare gli indici, un po' tirati.
Il tutto al netto di eventuali sorprese sul fronte della campagna presidenziale portata avanti da Trump.

A Piazza Affari il Ftse Mib sembra puntare alla soglia dei 20.000 punti. Ci sono le condizioni per un test ed un eventuale superamento di questo livello?

Per il Ftse Mib abbiamo assistito ad un ulteriore tentativo di andare oltre le resistenze di area 19.800/19.900, in scia allo sprint degli USA.

Un allungo che però è subito prudentemente rientrato e che sembra trovare conferma nella debolezza odierna di Piazza Affari.

Anche per il Ftse Mib pensiamo ad una seduta oggi nel migliore dei casi di molta battaglia su dette resistenze, ma tutto sommato sempre in un range di brevissimo termine fra 19.500/19.600 e 19.800/19.900 punti, condizionato dalla evoluzione della situazione sanitaria e dagli USA.

Unicredit e Intesa Sanpaolo viaggiano su di livelli appetibili? Suggerirebbe l’apertura di posizioni long su questi due titoli?

UniCredit sarà oggetto ed in balia del risiko bancario in atto ed a breve termine.

Se, come sembra, il gruppo si dovesse sfilare dalla corsa a Banco BPM, potrebbe averne un immediato beneficio, ma a medio termine un effetto negativo.

Se invece prevalesse la francese Credit Agricole, accadrebbe il contrario, ossia  immediata pesantezza, ma a medio termine un indubbio beneficio.

Per Intesa Sanpaolo un percorso più lineare, tutto concentrato sulla probabile distribuzione nel 2021 addirittura di un doppio generoso dividendo.

Quello non distribuito riferito all'esercizio 2019, e quello dell'esercizio corrente, naturalmente in momenti diversi, per non snaturare l'operatività, tenendo presente che l'elevata cedola supererà ai prezzi attuali un rendimento del 10%.

Suggeriamo, comunque, se dovessimo scegliere fra i due bancari da lei indicati, di puntare su Intesa Sanpaolo, acquistandola meglio sotto gli 1,60 euro, o mantenendola in portafoglio per chi la ha già.

Se mai con una puntata speculativa, ma solo con acquisto di opzioni Call a breve termine su Unicredit, meglio se in mercato riflessivo.

STM sta aggiornando i massimi dell’anno, mentre è ben diversa la situazione di Telecom Italia. Cosa può dirci di questi due titoli?

L'importante movimento rialzista sui tecnologici USA sta aiutando il super-speculativo STM, che presenta a nostro avviso una forte componente speculativa appunto ed un'alta volatilità.

Arrivato ora sui 30 euro, il titolo ci pare molto tirato, motivo per cui non consigliamo ora l'apertura di nuove posizioni long.

Ai nostri lettori, come ai nostri abbonati, consigliamo ancora Telecom Italia nella versione delle azioni di risparmio, che presenterà, almeno fino alla conversione in ordinarie, una corposa cedola ed un affidabile range per un trading tra 0,34/0,345 e 0,375/0,38 euro.

L’euro-dollaro viaggia intorno ad area 1,18, mentre il dollaro-yen oscilla sulla soglia dei 105,5. Quali le attese per questi due cross ora?

Almeno fino ai primi di novembre, quando arriveranno i risultati delle elezioni USA, l'euro-dollaro a nostro avviso si muoverà fra gli 1,1650 e gli 1,1850, con possibili movimenti veloci intraday, anche verso gli 1,2050 ed 1,1450 nella prima settimana di novembre.

Per il molto più controllato dollaro-yen, prevediamo un range fra 104,50 e 106,50.