Ftse Mib: ecco quando filarsela. Buy Unicredit o Intesa?

Il Ftse Mib rischierà non poco se la crisi politica durerà a lungo: strategia la tenuta di supporto chiave. La view di Filippo Diodovich.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Filippo Diodovich, strategist di IG, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e sulle prospettive nel breve.

I mercati azionari stanno mostrando qualche tensione dopo i recenti massimi: sono le prime avvisaglie di una correzione più ampia o si aspetta nuovi rialzi?

Al momento crediamo che per i mercati azionari sia ancora una correzione fisiologica dopo i forti movimenti rialzisti evidenziati a novembre e dicembre.

Il rallentamento della campagna vaccinale ha sicuramente spaventato gli investitori per un possibile ritardo nella ripresa delle attività economiche. Tuttavia, riteniamo che le politiche monetarie ultra-accomodanti portate avanti da FED, BCE e dalle altre principali banche centrali mondiali, e le politiche fiscali espansive promosse dai Governi nazionali, possano dare ulteriori spunti al rialzo per i mercati azionari.

Negli Stati Uniti c’è, infatti, grande attesa per l’approvazione del relief plan da 1,9 trilioni di dollari, promesso dal nuovo presidente Joe Biden.

E con i rendimenti dei Treasuries americani tornati vicini all’1% il mercato azionario rimane il principale canale di interesse per gli investitori.

A Piazza Affari il Ftse Mib è stato respinto da quota 23.000 punti e per ora si mostra incapace di reagire. Quali i possibili scenari nel breve?

Il Ftse Mib ha evidenziato dal 21 gennaio un sentiero ribassista significativo, legato non solo al cambio di sentiment degli investitori sui mercati globali, ma anche alla crisi di governo scatenata da Italia Viva.

L’incertezza politica potrebbe avere un forte impatto negativo se dovesse continuare a lungo. Tuttavia per il Ftse Mib crediamo che la tenuta del supporto a 21mila punti possa essere strategica per il quadro tecnico di medio/breve periodo.

In caso di mantenimento della suddetta soglia, i prezzi dell’indice italiano potrebbero risalire anche verso obiettivi long posizionati a 22.480 e 22.834 punti: conferme di ciò si avranno sopra i 22mila punti.

Da un punto di vista tecnico invece l’eventuale cedimento di 21 mila punti potrebbe estendere la discesa verso i 20.030.

Come valuta la recente impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Sui bancari il nostro consiglio è di essere particolarmente cauti. Sono i titoli che soffrono di più il clima di incertezza politica.

Intesa Sanpaolo è scesa fino a 1,78 euro, il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci dell’ascesa partita dai bottom di fine ottobre.

Crediamo che ribassi fino a 1,70 euro possano ancora mantenere viva l’impostazione tecnica rialzista di medio periodo di Intesa Sanpaolo.

Per dare tuttavia segnali di ripresa servirà una perentoria vittoria della resistenza a 1,84 euro, condizione introduttiva a un possibile recupero a 1,90 euro.

L’impostazione grafica di Unicredit è notevolmente peggiore rispetto a quella di Intesa Sanpaolo, nonostante la nomina ad amministratore delegato di Andre Orcel, candidato notevolmente migliore per i mercati rispetto agli altri front-runners (come Gallia e Vivaldi).

Orcel non avrà comunque un compito facile perché i dossier da chiudere sono molteplici.

In primis Orcel dovrà valutare la prossima aggregazione. Riteniamo che i matrimoni possibili siano due al momento: uno con Banca Mps (negativo per l’andamento del titolo azionario) e uno con Banca BPM (positivo).

Da un punto di vista tecnico per Unicredit sarà fondamentale la tenuta del sostegno in area 7,30 euro.

L’eventuale breakout ribassista potrebbe gettare le basi per un nuovo movimento negativo verso obiettivi short a 7 e 6,60 euro.

Indicazioni positive per Unicredit giungeranno solamente sopra gli 8 euro.

L'euro-dollaro gravita intorno all'area di 1,21: si aspetta una reazione da questa soglia o nuovi ribassi?

La discesa del cambio euro-dollaro evidenziata da inizio anno si è fermata sul supporto in area 1,2050. Le riunioni delle banche centrali (BCE e FED) hanno portato poche variazioni sulla coppia valutaria.

Da un punto di vista tecnico riteniamo che l’eventuale breakout rialzista della resistenza a 1,2190 possa creare i presupposti per un allungo in direzione dei picchi di inizio gennaio a 1,2344 (target intermedio a 1,2270).

Discorso ben diverso invece in caso di cedimento di 1,2050 preludio a un potenziale ribasso verso 1,1920.