Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Dopo aver fallito il superamento di area 21.000, il Ftse Mib ha avviato una fase correttiva ancora in atto. Quali le attese nel breve?

Sulla notizia dell'accordo relativo al Recovery Fund, i mercati europei hanno dato vita ad un balzo in avanti, compresa Piazza Affari.

Da quella sessione però il Ftse Mib ha perso moltissimo vigore ed è tornato su livelli ben più bassi di quelli della giornata pre-annuncio.

La discesa appare abbastanza impegnativa visto che l'indice ha perso oltre 1.000 punti dal top della scorsa settimana e oggi ha abbandonato anche il supporto dinamico dei 20.000 punti.

La perdita confermata di questa soglia vedrà il Ftse Mib scivolare ancora più in basso verso i 19.200/19.000 punti.

Nei giorni scorsi ricordano una statistica, segnalando che da aprile ad oggi abbiamo avuto un record dal punto di vista storico, visto che di recente non si è visto un quadrimestre archiviato positivamente dai mercati azionari, obbligazionari e dalle commodities.

Questo è un evento abbastanza singolare ed è probabile che agosto e ancor più settembre, statisticamente il mese peggiore per le Borse, possa riservare delle brutte sorprese.

Agosto come è noto è un mese in cui la volatilità tende ad accentuarsi per mancanza di volatilità, quindi prevedo che potremo assistere ad ulteriori discese.

Per il Ftse Mib il prossimo step al ribasso è a quota 19.500 e poi a 19.200/19.000 punti, raggiunti i quali sarei compratore perchè l'azionario in generale è ancora abbastanza ben intonato.

Ai prezzi attuali però l'equity non mi piace e quindi eviterei di buttarmi a capofitto su questi livelli che sono abbastanza elevati.

Unicredit e Intesa Sanpaolo al pari degli altri oggi arretrano dopo che la BCE ha esteso a fine anno la raccomandazione di non distribuire dividendi. Cosa può dirci di questi due titoli? 

La BCE giustamente ha ritenuto che fosse il caso di frenare le banche dal pagare i dividendi agli azionisti, in un contesto in cui la situazione economica a livello europeo è piuttosto complicata.

In sostanza l'Eurotower ha chiesto di evitare di fare il giroconto agli azionisti finali e questo mi sembra un atteggiamento corretto.

Ciò pesa sulle banche e in particolare su quelle più deboli, ma arretra oggi anche Intesa Sanpaolo che ha raggiunto sostanzialmente il target a 1,9 euro per poi tornare a scendere.

Il titolo potrebbe stornare fino a quota 1,65/1,6 euro, al raggiungimento della quale suggerirei di acquistare, mentre in alternativa si potrà intervenire al superamento al rialzo di quota 1,9 euro in chiusura di sessione.

Anche Unicredit è salito di recente, ma a differenza di Intesa Sanpaolo non ha superato il massimo precedente, quindi ha dimostrato una forza relativa leggermente inferiore.

Il titolo ha sfiorato i 9 euro e ora si trova in area 8,4 euro: su Unicredit sarei un po' più attento, anche considerando che non ha tanto appeal sul fronte M&A.

Dal punto di vista operativo attenderei una discesa in area 8 euro per valutare un acquisto su Unicredit, oppure al superamento di un importante massimo a 9,2/9,3 euro che potrebbe dare ulteriore slancio al titolo.

Fca oggi sale in controtendenza dopo i conti di Psa. Il titolo è su livelli interessanti per un acquisto?

Un po' tutto il settore auto si sta spingendo al rialzo, escludendo Tesla che è considerato un misto tra tecnologico e automobilistico.

Tesla qualche giorno fa è arrivato a quotare 800 volte gli utili, quando mediamente è già tanto quando si raggiungono le 18-20 volte.

Tornando a Fca, il titolo si sta comportando molto bene e ha raggiunto il target dei 9,4 euro che era anche il massimo precedente.

Al superamento dei 9,4 euro in chiusura, Fca potrà spingersi fino ai 10,2/10,3 euro subito, mentre con un ritorno verso quota 8,7/8,6 euro le quotazioni troveranno un supporto da cui ripartire al rialzo.

Telecom Italia continua a scendere oggi dopo l'affondo di ieri. Qual è la sua view su questo titolo?

Telecom Italia è sempre piaciuto poco, ha marginalità bassissima e un debito molto elevato.

La mia impressione è che il titolo possa soffrire ulteriormente e aspetterei almeno un ritorno in area 0,33/0,32 euro per poter pensare a qualche acquisto con piccole posizioni, anche perchè in caso di rottura al ribasso di quota 0,3 euro si rischia davvero grosso.

Enel continua ad arretrare sotto quota 8 euro dopo aver lambito i massimi storici. Il rialzo di Enel visto fino a poco fa è ormai concluso?

Enel ha realizzato una grandissima performance e dopo il crollo legato alla crisi coronavirus ha recuperato benissimo.

Il titolo si è fermato dopo un doppio massimo intorno ad area 8,5 euro e prima di valutare nuovi acquisti aspetterei quota 7,6/7,5 euro.

Enel in ogni caso mi piace molto e tutte le possibili discese saranno a mio avviso occasioni di acquisto.

Ora aspetterei un calo verso 7,6/6,5 euro, viceversa una rottura in chiusura di area 8,5/8,6 euro potrebbe dare ulteriore stimolo al rialzo di Enel che al momento è un po' in terra di nessuno.