Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib è stato respinto al ribasso dopo aver fallito in più occasioni il tentativo di rottura di area 20.000. Quali le attese per la nuova ottava?

La falsa rottura dei 20mila punti in gap up di lunedì scorso, è stata seguita da sedute correttive per il Ftse Mib, nonostante i record quasi inesauribili del Nasdaq & C. a Wall Street.

C'è stato poi un ultimo colpo di reni lo scorso venerdì, che lascia le porte aperte a qualsiasi soluzione direzionale futura.

Per la nuova ottava, sopra i 19.770 punti di Ftse Mib, spazio per il terzo tentativo di rottura dei 20mila punti, con obiettivi tra 20.400 punti e le resistenza superiori dei vari grafici temporali, tra il settimanale, il giornaliero e il mensile, tra 20.490-20.650 e 20.850-20.905, sino alla media a 50 periodi settimanale a 20.965 punti che, almeno in un primo momento, dovrebbe respingere ulteriori tentativi rialzisti.

Viceversa, attenzione alla perdita dei primi supporti in area 19.520-19.390, che provocherà una prima discesa del Ftse Mib verso i 19.225-19.015 punti e successivamente una accelerazione in zona 18.880 punti e soprattutto 18.665-18.535 punti, tra le medie giornaliere a 50 e 100 periodi, la cui tenuta dovrebbe favorire un pronto riscatto.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario per le note vicende sanitarie oramai globali.

C'è stata un'accelerazione su nuovi minimi poco sopra un importante livello di prezzo intero, recente reazione che ha sbattuto su resistenza giornaliera e attuale nuovo tentativo rialzista.

Infatti, dopo il doppio top a 14,43-14,44 euro, abbiamo assistito al crollo verticale di Unicredit in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sino sotto i 7 euro, con ennesima discesa poco sopra quota 6 euro, reazione positiva verso la media giornaliera a 100 periodi in zona 9,25-9,34 euro circa, discesa in area 8,17-7,91 euro e presente ripresa verso 8,87-8,52 euro.

Sopra 8,52 euro per Unicredit si assisterà ad una prosecuzione rialzista, con supporti a 8 e 7,42 euro e resistenze a 9,52 e 10 euro.

Intesa Sanpaolo alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero si è esibita in un imponente crollo per vicende sanitarie globali, con recente buon tentativo di rimbalzo tuttora in corso, seppur con massimi relativi decrescenti.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo a 2,63 euro circa, abbiamo assistito alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro, con recente tentativo di ripresa verso zona 1,83-1,80 euro circa ed attuale nuovo tentativo in area 1,814-1,765 euro circa.

Un nuovo scenario rialzista sarà confermato sopra 1,77 euro, con supporti a 1,660-1,590 euro e prossime resistenze a 1,880 e 1,945 euro.

STM ha messo a segno un forte rally venerdì scorso, mentre si è mosso in maniera molto più cauta Telecom Italia. Qual è la sua view su questi due titoli?

STM era in chiara fase rialzista, caratterizzata da minimi e massimi crescenti, però dopo un evidente doppio massimo ha intrapreso la via della correzione, tramutatasi in crollo arricchito da ricchi gap down, con recente rimbalzo, peraltro percentualmente interessante, attualmente in fase di incertezza tra una serie di massimi in alto e correzioni su un importante supporto giornaliero in basso.

In concreto, sul doppio top intorno a 29,40 euro è iniziata la valanga delle vendite, con caduta verticale delle quotazioni addirittura più che dimezzate a 13,70 euro, con ripresa sopra i 23 euro e presente movimento laterale tra poco sopra i 25 euro e la media daily a 200 periodi a 22,10 euro circa, col prezzo attualmente verso la parte superiore a 25,35 euro, sulla scia del boom del Nasdaq.

Per STM sopra i 25,76 euro ci sarà un'ulteriore salita dei corsi, con supporti a 23,70 e 22,70 euro e resistenze a 27,50-28,95 euro.

Telecom Italia si è aggiunta al novero della maggior parte dei titoli, con un capitombolo pandemico che ha travolto un supporto che pareva reggere, portando il titolo ad un ulteriore dimezzamento del prezzo, con falsa rottura di un livello psicologico e presente tentativo di convalescenza rialzista, con almeno minimi relativi crescenti.

Infatti, possiamo osservare come il supporto statico intorno a 0,4350 euro, già toccato tre volte, dopo un buon rialzo poco sopra 0,59 euro, sia stato fatalmente rotto con la classica figura del gap down, con minimo relativo addirittura a 0,2861 euro, forte rimbalzo, respinto per ora da quota 0,42-0,40 euro e ulteriore correzione verso 0,3450 euro.

Per Telecom Italia un nuovo impulso rialzista si avrà solo sopra 0,36 euro, con supporti a 0,35 e 0,322 euro e resistenze a 0,385-0,402 euro.

Fca e Ferrari sono saliti più del Ftse Mib prima del week-end. Come valuta l'attuale impostazione di questi due titoli?

FCA, dopo un lungo ed estenuante andamento laterale, aveva rotto al rialzo con due gap up per le note vicende societarie col gruppo PSA, per poi correggere prima correttamente sulla parte alta e recentemente con un ulteriore approfondimento addirittura verso nuovi minimi relativi di periodo.

Questo dopo il crollo per la nota emergenza sanitaria, con recente trend rialzista, seguito dalla presente fase correttiva, caratterizzata da massimi relativi decrescenti.

Infatti, da alcuni mesi Fca era sull’ottovolante di un sali e scendi tra 11,60-11 e 13,70 euro circa, col doppio gap up esplosivo prima a 13 e poi a 14 euro, con laterale di breve 14,78-14,37 euro circa, prima del recente capitombolo verticale verso 5,51 euro, ripresa percentualmente interessante poco sotto i 9,70 euro e attuale discesa verso 8,50-8,83 euro.

Per Fca ulteriori scenari positivi si avranno sopra 8,87 euro, con supporti a 8,57 e 8,27 euro e resistenze a 9,27 e 9,67 euro.

Ferrari dopo una corsa furiosa ha toccato nuovi massimi storici, per poi intraprendere la recente strada correttiva ribassista, caratterizzata, come da manuale della perfetta analisi tecnica, da massimi e minimi decrescenti e da un prezzo che ha accelerato in maniera verticale, seguita dalla presente forte ripresa in tipica formazione a V, con il prezzo intorno ad importanti resistenze giornaliere.

Infatti, dopo il top di tutti i tempi a 169,05 euro, abbiamo assistito ad un decremento delle quotazioni, con crollo a 114 euro e attuale veloce rialzo respinto al momento dai 158 euro, in attesa di una rottura rialzista o meno.

Per Ferrari nuovi tentativi di recupero si avranno sopra 158 euro, con supporti a 150 e 144 euro e resistenze in area 168,50-175 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione al rialzo CAMPARI, LEONARDO, SNAM e UBI BANCA e al ribasso A2A, BANCA MEDIOLANUM e MEDIOBANCA.