Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

I mercati azionari stanno recuperando terreno dai minimi e Wall Street in particolare si sta mettendo in evidenza. Quali le sue attese nel breve?

Partendo da Piazza Affari diciamo subito che la discesa del Ftse Mib è stata fermata dal supporto dei 16.500 punti, anche se, come detto nell'intervista della scorsa settimana, mi aspettavo qualche altro ribasso.

Questo perchè pensavo che Wall Street, di fatto il mercato guida a livello mondiale, avrebbe potuto vedere un S&P500 scendere verso i 2.550/2.500 punti.

L'indice però ha trovato sostegno in area 2.700, da cui ha avviato un recupero che proprio oggi ha visto il future rompere al rialzo area 2.900.

L'S&P500 così è arrivato a recuperare oltre il 30% dai minimi del 23 marzo e la salita di Wall Street ha sostenuto in qualche modo anche le Borse europee.

Il Dax si trova a ridosso dei massimi di periodo in area 10.800, mentre il Ftse Mib si sta riavvicinando ai 18.000 punti.
I riferimenti sono in ogni caso molto diversi, se ad esempio consideriamo il Nasdaq Composite notiamo che è in rialzo di oltre il 2% da inizio anon, mentre Piazza Affari è uno dei mercati peggiori con una flessione del 23%-24%, insieme a quello spagnolo e alle Borse dei Paesi più colpiti dall'epidemia.

Nel complesso possiamo dire che i mercati azionari salgono fondamentalmente per una sola ragione, ossia il grande e copioso intervento da parte delle Banche Centrali mondiali.

L'ultimo è stato quello della Bank of Japan che lunedì ha fatto sapere che continuerà a mantenere negativi i tassi di interesse e continuerà a comprare una quantità illimitata di obbligazioni.

Vorrei segnalare che il mercato azionario Usa con riferimento al rapporto prezzo-utili ha toccato massimi più alti di quelli visti a febbraio quando gli indici erano sui top storici.

Questo vuol dire che malgrado ci si aspetta una flessione del 20%-30% degli ultimi nel secondo trimestre, gli investitori stanno già guardando oltre al 2021, soprattutto perchè la Fed ha inondato il mercato con una quantità straordinaria di liquidità.

In sintesi il rialzo dei mercati è senza dubbio sostenuto dalle continue iniezioni delle Banche Centrali.
Non so quanto questo possa durare, ma come si suol dire: "trada quello che vedi e non quello che pensi".

Per adesso posso dire che se l'S&P500 dovesse chiudere sopra i 2.900 punti potrebbe spingersi verso i 2.980/3.000 punti, mentre il Dax oltre i 10.800 punti punterà ad area 11.200.

Personalmente rimango molto scettico circa questo rialzo perchè i fondamentali sono molto discordanti e a mio avviso sarà importante capire sia la posizione della Fed che quella della BCE questa settimana.

Il Ftse Mib sta tornando a mettere sotto pressione i recenti massimi segnati poco sotto area 18.000. A questo punto è lecito attendersi ulteriori sviluppi positivi a breve?

A questo punto, visto il Ftse Mib ha negato il ribasso precedente e considerando che tutti i mercati sono per qualche strano motivo in modalità bullish, credo che il nostro indice potrebbe andare oltre i 18.000 punti.

In tal caso si apriranno le porte per un allungo verso i 19.500/19.600 punti come target di questo recupero, segnalando un ostacolo intermedio in area 18.500.

Unicredit e Intesa Sanpaolo oggi stanno vivendo una seduta molto frizzante riuscendo a fare meglio del Ftse Mib. Cosa può dirci di questi due titoli?

I due big del settore bancario stanno iniziando a recuperare e per Intesa Sanpaolo sembra abbiano tenuto i recenti minimi in area 1,3 euro, toccati addirittura tre volte.

Ora il titolo dovrebbe continuare a salire e se il target del Ftse Mib sarà in area 19.000, non mi stupirei di vedere Intesa Sanpaolo in area 1,6/1,65 euro.
Si potrebbe valutare un acquisto del titolo sui livelli attuali, con target a 1,65/1,7 euro e stop sotto 1,25 euro.

Reagisce anche Unicredit che ha perso molto più di Intesa Sanpaolo nella fase discendente.

Il titolo ha tenuto area 6,6/6,65 euro, si è spinto sopra i 7 euro e nel caso in cui il tono dovesse rimanere positivo potrebbe spingersi verso gli 8/8,2 euro che difficilmente dovrebbero essere violati al rialzo nell'immediato. 
Anche Unicredit si potrebbe valutare quindi per un acquisto con stop sotto 6,8/6,7 euro.

Azimut continua a correre a Piazza Affari, ma oggi si muove bene anche FinecoBank. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?

I titoli del risparmio gestito stanno beneficiando ovviamente del mega recupero dei mercati azionari a livello mondiale, ricordando che i bond si mantengono su livelli altissimi.

Azimut resta molto volatile tanto che da 24 euro è sceso fino a 11 euro, da cui ha avviato un forte recupero.
Nell'ultimo mese il titolo è salito di oltre il 20% e credo che ora possa spingersi verso i 17/17,3 euro, previo superamento dei 16,5 euro.

Simile il discorso per FinecoBank che ha un business model meno variegato rispetto ad Azimut, in confronto al quale recupera meno anche perchè era sceso in maniera più contenuta prima.

Il titolo potrebbe arrivare ora a 10,3/10,5 euro, quindi l'upside è più limitato rispetto ad Azimut anche perchè è meno volatile.  

FinecoBank ha già recuperato molto bene dai minimi dei 7 euro, per cui sarei più cauto nell'acquisto, preferendo piuttosto Azimut per cavalcare questo mini-rally dell'azionario.

Fca è giunto al test di area 8 euro. Il titolo è pronto a voltare pagina o è presto per dirlo?

Ieri leggevo un interessante articolo del Financial Times sulle società automobilistiche che hanno abbastanza cash per andare avanti.

Una di quelle messe peggio è la Ford dopo cui si troverebbe Fca che in Borsa sta recuperando, ma sono ancora scettico.

Strutturalmente entrerei sul titolo solo su rottura dei 9 euro, perchè il settore auto a mio avviso avrà bisogno di molto più tempo di altri per recuperare.

Non sono così convinto che Fca possa risalire la china tanto in fretta, motivo per cui valuterei un acquisto non prima del superamento degli 8,5/9 euro, o in alternativa in caso di discesa in area 7 euro.