Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib vede oggi il ritorno delle vendite e scende sotto quota 20.000. E' solo un stop temporaneo del rialzo o l'inizio di una correzione più ampia?

I mercati azionari a livello globale hanno fatto davvero grandi numeri e hanno stupito per il loro rialzo.
Ieri il Nasdaq Composite ha aggiornato il suo massimo storico, mentre l'S&P500 è a solo il 5% dal top di sempre, mentre il Dow Ones si è lanciato ben oltre i 27.000 punti.

In Europa le Borse nelle ultime tre settimane hanno fatto ancora meglio: stupefacente la performance del Dax che dai minimi di marzo ha guadagnato addirittura il 60%, facendo meglio di Wall Street e del Nasdaq, anche se aveva perso molto di più prima.

Ad affiancare il Dax c'è stato il Ftse Mib che, una volta rotti al rialzo i 18.000/18.200 punti, ha messo a segno una performance di tutto rispetto.

L'indice ieri ha quasi sfiorato l'area dei 20.500 e oggi sta prestando il fianco a delle prese di beneficio, a mio avviso benefiche. I mercati azionari, non solo il nostro, hanno corso tanto e devo scaricare un po' gli indicatori.

Penso che il Ftse Mib nel breve possa continuare a salire e credo che una correzione a livello globale potrà avvenire solo agli inizi di luglio, quando avremo le trimestrali societarie pubblicate dagli Stati Uniti prima e dall'Europa dopo.

Fino ad allora mantengo una view mediamente positiva sul Ftse Mib, per il quale sono possibili allunghi verso i 21.000 punti, senza escludere dopo proiezioni successive fino a 22.200/22.300 punti, dove sarà chiuso un ultimo gap.

Raggiunti quei livelli sarei neutrale-ribassista, ma per ora credo che ci siano ancora margini per salire.
Ulteriori correzioni del Ftse Mib dai livelli attuali potrebbero portare verso i 19.300/19.200, dove sarei compratore.

Nel breve il trend è fortemente rialzista e quindi credo l'indice possa continuare a salire, a parte qualche piccola correzione quasi necessaria, dopo essere salito da 16.500 a 20.500 punti in tre settimane.

Unicredit e Intesa Sanpaolo oggi sono colpiti dalle vendite. Su quali livelli interverrebbe?

Intesa Sanpaolo è una delle banche più solide e meglio posizionate sul mercato italiano, ricordando che di recente il Financial Times ha dedicato un intero articolo al gruppo, sottolineando come il buon management e la strategia dell'AD Messina abbiano fatto molto bene alla banca.

Intesa Sanpaolo, come gli altri titoli finanziari, è stato protagonista dell'ultimo rialzo del Ftse Mib e da 1,3/1,4 euro è salito fino a 1,8/1,9 euro, uno dei primi target della salita.

Oggi il titolo scende e questo permette di scaricare alcuni indicatori e credo che in area 1,6 euro si possa trovare un buon livello di acquisto per andare a rivedere Intesa Sanpaolo in seguito in area 1,9/1,95 euro.

Unicredit è sempre più volatile di Intesa Sanpaolo e dopo essersi appoggiato sui minimi di area 6,5/6,2 euro, in sole tre settimane si è spinto fino a 9,2 euro.

Prima di fare nuovi acquisti su Unicredit aspetterei una discesa verso 8/7,8 euro, dove entrerei al rialzo con target a 9,5/10 euro.

Tra i peggiori di oggi del Ftse Mib troviamo Banca Mediolanum e Azimut? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Il comparto del risparmio gestito ha beneficiato fortemente dei recuperi dei mercati azionari a livello globale.
Banca Mediolanum aveva perso oltre il 50% dai massimi segnati da inizio anno e ora e a metà del recupero.

Oggi il titolo accusa il colpo in linea con l'andamento dell'intero settore finanziario e potrebbe anche continuare a scendere verso i 6/5,8 euro.

Una flessione di questo tipo sarebbe compatibile con una salita successiva, motivo per cui si potrebbe provare a comprare lì Banca Mediolanum.

Azimut è quasi un'opzione per come si muove, visto che è crollato da 23 euro a quasi 10 euro.

Il titolo ha raggiunto il target rialzista dei 17,3/17,4 euro e penso che ora sia possibile un ritorno verso i 15,5/15 euro, dove lo aspetterei per valutare nuovi ingressi long.

Telecom Italia oggi resiste alle vendite e mostra più forza del Ftse Mib come già accaduto nelle ultime sedute. Qual è la sua view su questo titolo?

Come è noto, non ho mai apprezzato particolarmente Telecom Italia, sia per il modello di business sia per l'alto debito che si porta dietro.

Continuo a ritenere il titolo un investimento non molto allettante, fermo restando che nel breve è possibile anche continuare a vedere dei rimbalzi.

Telecom Italia si è aggrappato ai minimi di 0,32 euro e ora sta tenendo con un mercato negativo.
Questo potrebbe essere un buon segno e si può tentare un acquisto con target a 0,44/0,45 euro, dove il titolo troverà un'importantissima resistenza.

Solo oltre 0,45 euro Telecom Italia potrà vedere dei fasti migliori, con target a 0,5 euro e a 0,6 euro dopo.
Si potrebbe tentare un acquisto del titolo anche a mercato e provare a cavalcare l'atteso recupero verso area 0,44/0,45 euro.