Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati sono reduci da una settimana molto positiva si aspetta ulteriori progressi nel breve? Cosa può dirci in particolare di Piazza Affari?

Tutti i mercati sono in ipercomprato di medio-lungo termine.

Gli USA, che ritoccano i massimi ogni seduta, seppur di poco, hanno passato il testimone al Giappone, che ha superato i massimi toccati 30 anni fa, e poi alla Cina ed alle altre piazze asiatiche.

Europa più cauta a piccoli passi, con sempre il nostro mercato effervescente, condotto, e non poteva essere altrimenti, dai finanziari e soprattutto dalle banche e da qualche ciclico ed energetico.

L'amministrazione Biden ha promesso grandi investimenti, per rimettere in piedi e ribaltare quanto fatto dal suo predecessore, ed ha anche promesso un dollaro forte.

Intanto invece vediamo un dollaro contro euro rimanere da giorni compresso ed in "digestione" fra 1,1950 ed 1,2050, non molto lontano dagli 1,2250 intraday, toccati recentemente.

Presto tutta questa massa di dollari stampati non farà altro che far aumentare il debito pubblico e di conseguenza indebolire ancora il biglietto verde.

L'euro-dollaro per noi potrà tornare anche sopra gli 1,2250 toccati appunto sul finire del 2020, per spingersi poi in area 1,2450/1,25, target price di medio termine.

Vedremo quindi nei prossimi mesi, un riposizionamento dei mercati azionari che nel caso del Dow Jones ad esempio dovrebbe condurre come minimo verso i 28.500/29.000 punti.

Con effetto negativo sui mercati mondiali ed a maggior ragione su quelli che hanno corso di più, come il nostro mercato.

Come detto prima Piazza Affari sale più degli altri ora: merito dell'effetto Draghi, ma la luna di miele non potrà durare molto.

Il tutto finirà quando ci si accorgerà che il sottostante (la mediocre classe politica ) è sempre la stessa.

Ed anzi, quando questa accozzaglia di partiti incomincerà ancora di più di ora a litigare, per non perdere consensi e poltrone.

Il Ftse Mib sta ritornando verso i massimi dello scorso anno, pur in costanza di una profonda crisi sanitaria, economica e politica, confortato solamente da un effetto mediatico anche dovuto appunto all'arrivo di Draghi come futuro premier.

Volendo dare dei numeri, il Ftse Mib non dovrebbe andare molto oltre i 24.000 punti e da quell'area poi è atteso un ritorno dei corsi verso il basso.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci suggerisce per entrambi?

Ulteriore accelerazione dei due big del settore bancario e non solo, anzi soprattutto di quelli coinvolti nel risiko, già da noi più volte segnalati e suggeriti ai nostri abbonati e lettori.

Grande balzo nelle ultime due settimane di Intesa Sanpaolo che dopo essere arrivata "motu proprio" fin poco sotto gli 1,95 euro, aveva scaricato l'iper comprato di breve termine fino ad area 1,80/1,82 euro.

In seguito il titolo è ripartito fino agli odierni 2,10/2,15 euro, target price su cui vendere call 2,20/2,30 giugno-settembre.
Per i più esperti vendere anche put stesse scadenze, rispettivamente a 1,60 e 1,50.

Unicredit invece è un po' zavorrata dalla preda Banca MPS, boccone che, nonostante l'uno due fra venerdì e la seduta di lunedì, con un +30% totale, rimane pur sempre indigesto!

Fra i due big del settore bancario preferire sempre a medio-lungo termine Intesa Sanpaolo.

Piuttosto un cenno sulla bontà del "poker" dei bancari in odore di M&A, come quelli da noi suggeriti da mesi, quali Banco BPM, BPER BANCA, Banca Popolare di Sondrio e Credem.

Azimut e FinecoBank approfittano del buon momento del mercato: qual è la sua view su entrambi?

Ci sembrano due ottimi titoli, ma un po' "arrivati", sia FinecoBank sui 14,50/15 euro che Azimut sui 20/20,50 euro.
Consigliamo di alleggerire fin anche il 50% sui corsi attuali e per il rimanente vendere call at the money sui prezzi del sottostante, scadenza marzo-giugno.

Il petrolio continua a salire e a segnare nuovi top di periodo: vede ancora rialzo nel breve?

Continua risalita del petrolio, confortato dai tagli, dalla diminuzione delle scorte e dai timidi aumenti globali dei consumi guidati dalla Cina soprattutto.

I prezzi molto tirati ed iperspeculativi inviterebbero o a uno short dai 58/60 dollari raggiunti e superati da parte del WTI e Brent rispettivamente, oppure ad un'astensione totale dall'operatività, come abbiamo suggerito ai nostri abbonati.

Il petrolio è spesso un mistero e viaggia anche al di sopra degli stessi stati sovrani e principali estrattori.
Peraltro un motto che va sempre ed ancora bene, per questo asset e lo stesso dollaro è e rimane: "Fai solo quello che conosci", e noi aggiungiamo "bene".