Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib ha vissuto una settimana in salita per poi frenare venerdì e riportarsi sotto i massimi di fine aprile. Quali le attese per le prossime sedute?

Buona parte della visione dell'analisi della scorsa ottava è stata confermata dai fatti a Piazza Affari, con una salita settimanale dovuta al superamento della prima resistenza settimanale e un approdo alla parte alta del movimento reattivo al crollo pro pandemia, con la tenuta al primo attacco della resistenza statica indicata.

Per le prossime sedute, per il Fste Mib solo sopra il massimo relativo a 18.414 punti potremo assistere ad una ulteriore risalita verso i successivi livelli statici, tra 18.653 e 19.174 punti.

Da non escludere un'eventuale estensione verso la resistenza mensile della media a 100 periodi a 19.630 punti e la analoga giornaliera a 19.720 punti circa.

Viceversa, una correzione del Ftse Mib vedrà un primo supporto statico in area 17.880-17.650 punti, sotto cui spazio per l’incrocio delle medie giornaliere a 12 e 24 periodi a 17.460 e la cugina a 50 periodi a 17.225 punti.

Al di sotto di quest'ultimo livello ci sarà un'accelerazione sulla media a 12 periodi settimanale, che da resistenza fungerà correttamente da supporto a 16.990 punti circa, favorendo una probabile pronta ripresa degli acquisti.

Nelle ultime giornate Unicredit ha mostrato più forza di Intesa Sanpaolo. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario per le note vicende sanitarie oramai globali, con accelerazione su nuovi minimi poco sopra un importante livello di prezzo intero e attuale reazione importante seppur non risolutiva.

Infatti, dopo il doppio top a 14,43-14,44 euro, per Unicredit abbiamo assistito al crollo verticale in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sin sotto i 7 euro, con trend laterale tra i minimi poco sopra 6,40 e 7,70-7,47 euro circa, sino alla ennesima discesa poco sopra quota 6 euro e presente reazione positiva verso zona 7,81-7,66 euro circa.

Per Unicredit solo sopra i 7,82 euro si assisterà ad una prosecuzione rialzista, con supporti a 7,32 e 6,72 euro e resistenze a 8,72 e 9,22 euro.

Intesa Sanpaolo era in caduta libera, in stile quasi noioso e ripetitivo tipico del comparto bancario, dopo un rimbalzo percentualmente interessante, sino alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero, seguita dal recente crollo praticamente verticale prima e dopo da un buon tentativo di rimbalzo.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo a 2,63 euro circa, abbiamo assistito per Intesa Sanpaolo alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro, con recente tentativo di ripresa verso zona 1,70-1,55 euro circa, movimento erratico tra 1,31 e 1,45 euro ed attuale risalita verso 1,58-1,55 euro circa.

Un nuovo scenario rialzista sarà confermato per Intesa Sanpaolo sopra 1,585 euro, con supporti a 1,475-1,405 euro e prossime resistenze a 1,695 e 1,765 euro.

Prima del week-end Enel e Terna sono saliti in controtendenza a Piazza Affari. Qual è la sua view su queste due utility?

Enel aveva intrapreso un chiaro trend rialzista, caratterizzato da massimi e minimi crescenti, sino ad un massimo relativo, con correzione e top decrescente che, assieme alla nota crisi sanitaria mondiale, ha favorito il recente crollo verticale, con presente rimbalzo, respinto da una importante resistenza giornaliera.

Infatti, al superamento convinto di 5-5,30 euro di inizio anno, per Enel abbiamo assistito ad un rally che, come spesso capita, nella parte finale ha corso quasi in verticale verso 8,60 euro, per poi ricevere l’attenzione dei venditori, con discesa anche sotto la media giornaliera a 50 periodi intorno ai 7,38 euro circa, nuovo massimo discendente a 8,276 euro e inizio di una discesa profonda sino a 5,15 euro, con attuale ripresa ostacolata dalla media giornaliera a 100 periodi a 6,91 euro circa.

Un nuovo tentativo rialzista di Enel si avrà solo sopra 6,98 euro, con supporti a 6,63-6,48 euro e resistenze a 7,45-7,88 euro.

Terna, che pareva essere un titolo difensivo, facendo parte di un settore strategico e sulla carta anticiclico, negli ultimi tempi ha seguito un andamento da ottovolante degno di un collega tecnologico o bancario.

Il titolo ha segnato un nuovo massimo storico seguito da un pesante crollo e un altrettanto forte rimbalzo, tuttora in atto.

Infatti, dopo il top dei top di febbraio a 6,808 euro, per Terna abbiamo assistito ad una discesa verticale continua, sino al minimo relativo di 4,528 euro, con presente ottima ripresa verso 6,13-6,07 euro circa.

Una ulteriore spinta positiva per Terna si avrà sopra 6,14 euro, con supporti a 5,85 e 5,71 euro e resistenze a 6,48-6,68 euro.

Fca e CNH Industrial sono stati colpiti da forti vendite nell'ultima seduta. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

FCA, dopo un lungo ed estenuante andamento laterale, aveva rotto al rialzo con due gap up per le note vicende societarie col gruppo PSA, per poi correggere prima correttamente sulla parte alta e recentemente con un ulteriore approfondimento addirittura verso nuovi minimi relativi di periodo.

Da alcuni mesi Fca era sull’ottovolante di un sali e scendi tra 11,60-11 e 13,70 euro circa, col doppio gap up esplosivo prima a 13 e poi a 14 euro, con laterale di breve a 1,78-14,37 euro circa, prima del recente capitombolo verticale verso 5,51 euro e presente ripresa ostacolata dalla doppia toccata e fuga a 8,49-8,41 euro.

Ulteriori scenari positivi per Fca si avranno ovviamente sopra 8,50 euro, con supporti a 8,20 e 7,90 euro e resistenze a 8,88 e 9,30 euro.

CNH Industrial dopo un recente balletto laterale ha imboccato la strada del profondo ribasso, comune a tutti i titoli azionari, andando addirittura a dimezzarne il valore, con presente tentativo di rimbalzo, ancora preda dell’incertezza.

Infatti, dopo una oscillazione tra 10 e 9 euro, sulla perdita di quest’ultimo livello CNH Industrial ha iniziato un capitombolo verticale, con falsa rottura dei 5 euro, rimbalzo con due massimi relativi decrescenti poco sopra i 6 euro, ritorno poco oltre i 5 euro e, sul doppio minimo, attuale ripresina tra 5,83 e 5,45 euro circa.

Un ulteriore rialzo di CNH Industrial si avrà sopra 5,85 euro, con supporti a 5,55 e 5,25 euro e resistenze a 6,65 e 7,25 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Monitoriamo con attenzione al rialzo AZIMUT, GENERALI, LEONARDO, PIRELLI e UNIPOL, mentre al ribasso ATLANTIA, BANCA GENERALI, CAMPARI e FINECOBANK.