Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a mostrare nel complesso una buona intonazione, spingendosi ancora in avanti in avvio di settimana. La tendenza in atto proseguirà?

Tutti i mercati azionari hanno anche approfittato del lungo weekend americano legato all'Independence Day, per andare in ordine sparso al rialzo, toccando livelli tecnici importanti.

Con il botto di lunedì dei listini asiatici, indubbiamente molto compressi e mossi dall'annuncio relativo all'immissione di ingenti quantità di liquidità in caso di bisogno, improvvisamente si è mosso qualcosa di importante.

Altrettanto in ordine sparso però già nella notte europea fra lunedì e martedì, le Borse si sono calmate, soprattutto nell'after market e con riferimento ai Futures sugli indici.

Ci aspettiamo ora che gli indici azionari ritornino quantomeno sui supporti appena lasciati fra giovedì e venerdì scorso e cioè sui 25.500/25.600 punti di Dow Jones, sui 3.100 punti di S&P500, mentre dovrebbe mantenersi ancora leggermente sopra area 10.000 il Nasdaq Composite.

A Piazza Affari il Ftse Mib sembra voler tornare a testare i massimi si giugno in area 20.400. Quali le attese per le prossime sedute?

Quello italiano è un mercato più complicato da decifrare, visto che Piazza Affari avanza a piccoli strappi, consolidando i minimi e dando il tempo, anche agli sprovveduti "tonnetti" dell'ultima ora, di entrare nella rete di quello che noi configuriamo come una classica trappola per tori.

Per il Ftse Mib è quindi più verosimile una rottura al ribasso a brevissimo termine dei 19.800 punti, con forti probabilità a questo punto di bucare anche i 19.500/19.600 punti a breve termine.

Meno probabile invece una rottura al rialzo dei 20.400 punti di Ftse Mib, massimi di periodo, ma soprattutto dei 20.500/20.600 punti.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie può suggerirci per entrambi?

Già in precedenti e recenti interviste avevamo indicato ai nostri lettori ed abbonati ai servizi consulenziali e lettere operative, che il target price di Intesa Sanpaolo, indipendentemente dall'OPS su Ubi Banca, a queste o ad altre condizioni, era e rimane a breve-medio termine sempre poco sotto gli 1,95 euro.

Siamo ormai a ridosso degli 1,80 euro, provenendo dagli 1,30 euro e questo la dice lunga sulla sana progressione ed anche sulla nostra preferenza di Intesa Sanpaolo nei confronti di Unicredit, più discontinuo nel suo cammino, ma non solo.

A questi prezzi Intesa Sanpaolo incorpora ancora il dividendo relativo all'esercizio 2019, di ben 0,19 euro, che corrisponde ad un rotondo rendimento del 13% lordo.

A ottobre si deciderà se distribuirlo e quando, fatto salvo quello dell'esercizio 2020, che si prevede solo in lieve decremento.

In sintesi Intesa Sanpaolo è un titolo da gestire e da acquistare nei momenti di storno, con vendita simultanea di opzioni call scadenza dicembre/marzo strike 2,05/2,15.

Visto il recente andamento del petrolio, quali indicazioni operative ci può fornire per due titoli oil come ENI e Saipem?

Stessa musica, già nota a chi ci segue o a chi tutti i giorni riceve le nostre lettere operative, per la preferenza da noi accordata ad ENI rispetto a Saipem.

Per l'approccio, in un certo senso più conservativo, abbiamo sempre preferito
La più liquida e solida ENI, che offre un ottimo dividendo, con acconto di fine anno, rispetto alla più speculativa, volatile e poco decifrabile Saipem.

Per ENI ci aspettiamo a breve un ritorno, come minimo poco sotto i 10 euro, provenendo dal bottom del 2020 a 6,26 euro e dai massimi dell'ultimo anno di 14,96 euro.

Una piccola parte del portafoglio va sicuramente messa su ENI, ora ancora su prezzi interessanti, ricordando che il rendimento del dividendo fra acconto e saldo cedola è di poco inferiore al 9%.

L'acquisto di ENI andrà sempre coperto da opzioni Call in vendita, scadenza dicembre/marzo, strike 10,50/11,50 rispettivamente.

L’euro-dollaro sta tornando indietro dopo aver provato a salire ieri, mentre si muove in direzione opposta il dollaro-yen. Cosa aspettarsi da questi due cross ora?

Il cross euro-dollaro ormai si muove in un più ampio range tra 1,0780 e 1,1420, basi su cui si puo' costruire un affidabile box con opzioni, ma sotto la guida di esperti professionisti, sia del Forex che di detti strumenti.

Per un trading più dinamico di breve termine, i livelli per l'euro-dollaro sono invece 1,1050 e 1,1350, in corrispondenza dei quali acquistare e vendere rispettivamente.

Per il dollaro-yen, apparentemente più semplice, poichè più "calmo" e ben controllato dalla Bank of Japan, i livelli sono sempre gli stessi: 105,50/106 e 110/110,50.