Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
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Il Ftse Mib oggi prova a risalire un po' la china dopo il forte calo di ieri, mostrando più forza degli altri indici UE. Quali i possibili scenari nel breve?

Soprattutto in questa difficile fase storica in cui l'Italia probabilmente arriva più debole di altre nazioni, credo che quando si parla di Piazza Affari vada doverosamente ricordato che sta palesando una difficoltà impressionante nel replicare l'andamento di altri mercati leader.

Non credo sia sfuggito il fatto che l'S&P500 negli ultimi giorni sia rimbalzato in maniera molto violenta, ricoprendo un terzo di tutta la discesa.

Al contrario Piazza Affari ai prezzi attuali e anche sui massimi del rimbalzo non si è neanche avvicinata a questo terzo, visto ch il Ftse Mib sta recuperando un 20%-25% dell'intera discesa.

Questo dimostra quanto siamo in ritardo e quanto potremmo diventare un mercato potenzialmente overperformer se gli altri listini dovessero riprendere a salire.

Credo che i massimi segnati di recente dall'S&P500 siano destinati a durare e temo quindi che non ci sia all'orizzonte una nuova ondata di acquisti potente.

Andando a vedere Piazza Affari che è rimasta in ritardo, difficilmente potrà colmare il suo gap con gli altri listini se questi ultimi non torneranno a salire.

La situazione del Ftse Mib è quindi particolarmente delicata, peraltro con la proibizione delle vendite allo scoperto siamo quasi costretti a leggere i mercati in logica rialzista.

Anche io che vorrei iniziare ad assaggiare qualcosa al ribasso, purtroppo non posso farlo e sono costretto a stare fermo o a cercare sull'estrema debolezza delle opportunità di acquisto caratterizzate da un buon rapporto rischio-rendimento.

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Se è vero che oggi il Ftse Mib sta sovraperformando leggermente gli altri indici europei, è altresì vero che sta ballando intorno all'area dei 16.500/16.600.

Questo è un piccolo supporto dinamico di breve, violato il quale l'indice potrebbe riprendere a scendere pesantemente.

Graficamente per me diventa fondamentale la tenuta di area 16.500 di Ftse Mib che, compatibilmente con una prosecuzione del rimbalzo da parte degli altri listini mondiali, avrà più spazio al rialzo, con proiezioni in area 18.480 punti.

Temo però che questo treno lo abbiamo perso e che ci sia una potenzialità di rottura di area 16.500, sotto cui il Ftse Mib piomberà sui minimi visti di recente poco sopra i 14.000 punti.

Ho il timore che il ritardo accumulato rispetto agli altri mercati non sarà colmato da Piazza Affari, semplicemente perchè le altre Borse hanno già percorso la strada rialzista che potevano fare e ora stazioneranno in trading range e difficilmente ci faranno vedere a breve nuovi massimi relativi.

In sostanza ci sono più rischi al ribasso che al rialzo a Piazza Affari o sbaglio?

Assolutamente sì, i rischi sono più al ribasso e se il Ftse Mib dovesse rompere area 16.500, soglia peraltro ormai vicina, andrebbe a compromettere del tutto il rimbalzo visto fino ad ora e secondo si tornerà a scendere.

Unicredit e Intesa Sanpaolo oggi seguono strade diverse, con il primo in rialzo e il secondo in calo. Cosa pu dirci di questi due titoli?

La maggiore forza relativa mostrata oggi da Unicredit è riconducibile al fatto che nei giorni precedenti aveva perso di più di Intesa Sanpaolo.

A livello strategico credo che l'unica cosa che un investitore possa fare è osservare i grafici, nel tentativo di trovare qualche opportunità da cogliere.

Intesa Sanpaolo ha segnato nel pieno della crisi un minimo abbastanza significativo in area 1,3 euro ed è questo livello da tenere d'occhio ora.

Guardando il grafico del titolo, la dinamica di stop è in zona 1,31 euro e in rapporto ai prezzi correnti è uno stop che non posso correre.

Ciò significa che per quanto Intesa Sanpaolo sia sacrificato, non vedo logiche per comprarlo in questo momento.

Dal punto di vista di un acquisto sulla forza, unendo gli ultimi due massimi crescenti, si potrà acquistare in chiusura sopra 1,5 euro, perchè in tal caso Intesa Sanpaolo romperà un triangolo di congestione interessante e di spazio a salire ne ha parecchio.

Sulla debolezza bisognerà aspettare un riavvicinamento del titolo di area 1,31 euro, non so quanto auspicabile perchè se si tornasse su questo livello la situazione generale diventerebbe molto compromessa.

Stavo monitorando già ieri Unicredit che mi piace un po' di più, nel senso che la recente dinamica ribassista ha creato un'area di prezzo interessante.

Vale il ragionamento specchiato appena fatto per Intesa Sanpaolo: le dinamiche di innesco sono due, o si compra la debolezza con stop stretto sul minimo in area 6,4 euro, oppure si acquista la forza con una chiusura sora i 7,5 euro.

Saipem ed ENI oggi fanno il pieno di acquisti sulla scia del rally del petrolio? Si può tornare a scommettere su questi due titoli oil?

Se si guarda il grafico di ENI si nota una bellissima divergenza rialzista formatasi in area 6,5 euro, da cui si è avuto il breakout della prima resistenza dinamica in area 8,5 euro, con successivo pull-back a 7,95 euro e nuova accelerazione al rialzo.

Graficamente il titolo è ben costruito e l'ultima chiamata long è stata offerta dal pull-back appena citato a 7,95/7,9 euro.

Entrare adesso su ENI mi sembra tardivo e rischioso perchè non saprei dove mettere lo stop loss.
Chi ha ancora il titolo in portafoglio può mantenerlo perchè credo che possa allungare verso area 11/11,2 euro, facendo attenzione alla tenuta di area 9/8,9 euro.

Saipem è storicamente più volatile e aggressivo di ENI e segnalo che si sta innescando un movimento tecnico molto pulito, con una divergenza rialzista, un breakout della prima resistenza e conseguente accelerazione.

Credo che il titolo possa spingersi verso i 2,85/2,9 euro dove andrà rivista l'analisi, fermo restando che Saipem forse nelle prossime ore ha più appeal di ENI in quanto ha maggiore spazio di crescita a disposizione.

Qualora si decidesse di entrare sul titolo, malgrado il poderoso rally di oggi, si può ancora comprare piazzando uno stop a 2,16/2,15 euro e rispetto al target indicato prima si nota che c'è ancora molto spazio.

Su Saipem è giusto ricordare una piccola zona statica di resistenza a 2,45 euro, la rottura della quale darà il via libera al raggiungimento dell'obiettivo rialzista a 2,85/2,9 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Devo fare una premessa doverosa: quando l'altro giorno ho visto l'S&P500 segnare quel doppio massimo perfetto sul 38,2% di Fibonacci, avrei venduto tutto e sarei andato short su Piazza Affari, ma questo non si può fare.

Siamo costretti così a cercare delle opportunità rialziste, pur vedendo un mercato in ottica ribassista almeno su certi livelli.

Non sono immune da questo ragionamento che peraltro mi sta portando bene, anche perchè in poche ore si realizzano rendimenti che in altri momenti necessitano di settimane.

Se proprio devo comprare cerco qualcosa di particolarmente conveniente, ossia titoli che offrano stop molto stretti e potenziali target ampi.

In questo senso da ieri ho iniziato a puntare l'attenzione su Fca che è fortemente impattato dalla crisi del coronavirus.
Credo che il titolo abbia scontato un po' tutte le cattive notizie, segnalando che ha creato una zona di stabilizzazione a 5,8/5,75 euro.

Sto provando il long su Fca con stop stretto a 5,95 euro e target in zona 8,5 euro, dove trovo la prima resistenza dinamica. 

Lo stesso ragionamento ho fatto su Pirelli che è stato massacrato dagli operatori a mani basse.
Ieri, quando cercavo qualcosa a buon mercato, ho notato che il titolo con il bottom di ieri ha realizzato un doppio minimo storico a 3,03 euro.

Se questo livello sarà bucato allora Pirelli continuerà a scendere, ma se i 3,03 euro saranno tenuti, allora potremmo avere una figura di inversione anche di medio-lungo termine.

Ho comprato bene Pirelli con stop a 2,95 euro, segnalando una prima resistenza a 3,4/3,5 euro, ma se il titolo dovesse recuperare bene potrà spingersi fino ad area 4/4,2 euro, con un rapporto rischio-rendimento difficile da ritrovare in altre situazioni.