Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib oggi ha cambiato rotta e ha virato al rialzo dopo il test di area 18.500. Correzione finita o avremo ancora dei ribassi?

Mi conforta il rimbalzo del Ftse Mib esattamente sulla media mobile a 21 sedute che al momento transita a 18.455 punti.

Questo sta favorendo un recupero che potrà proseguire, Wall Street permettendo, con la possibilità di ulteriori allunghi e la chiusura del gap ribassista aperto ieri dal Ftse Mib a 19.695 punti.

Oltre questo livello si potrebbe assistere ad un attacco alla soglia dei 20.000 punti, con proiezioni successivo fino a quota 21.140 punti, dove l'indice troverà il vero livello spartiacque.

Se al contrario i corsi dovessero violare la media mobile a 21 sedute a 18.455 punti, allora assisteremo ad una correzione del Ftse Mib prima verso quota 17.700 punti, dove transita la media mobile a 50 sedute e poi verso i 16.715 punti.

Al momento sono positivo su Piazza Affari e credo che la paura sia un po' passata, ma molto dipenderà da Wall Street, ora anche di più.

Unicredit e Intesa Sanpaolo provano a rimbalzare oggi, ma senza grande convinzione. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit ha rimbalzato dalla media mobile a 21 sedute in area 7,6/7,65 euro e potrebbe riprendere il movimento all'interno del canale rialzista iniziato nella seconda metà di maggio.

Un primo obiettivo per Unicredit è a 9,4 euro e poi eventualmente oltre la soglia dei 10 euro, segnalando che l'uptrend sarebbe sostenuto dalla distanza degli indicatori tecnici dalla zona di ipercomprato e dall'incremento dei volumi di scambio.

Intesa Sanpaolo sta realizzando un movimento analogo a quello di Unicredit, con un recupero dalla media mobile a 21 sedute a quota 1,57 euro.

Questo movimento potrebbe favorire uno sviluppo del canale ascendente iniziato la seconda metà di maggio, segnalando la prossima resistenza a 1,8/1,85 euro.

Superato questo ostacolo Intesa Sanpaolo potrebbe ritornare anche oltre la soglia dei 2 euro, avendo cura, per eventuali operazioni long, di fissare uno stop loss molto rigido sotto quota 1,77 euro. 

Come valuta l'attuale impostazione di ENI e Tenaris e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Tenaris sta rimbalzando dopo aver testato in area 6 euro le medie mobili a 21 e a 50 sedute, coincidenti tra loro e con il supporto dinamico ascendente di breve termine.

I prossimi obiettivi al rialzo per il titolo si possono individuare a 7 euro prima e a 7,35 euro in seguito, dove a marzo è stato aperto un gap-down, senza escludere un'estensione al rialzo fino a quota 8 euro.

A chi volesse acquistare Tenaris suggerisco di fissare uno stop loss molto rigido sotto 6 euro.

ENI ieri ha incrociato ieri al ribasso le medie mobili a 21 e a 50 periodi che oggi invece sono state incrociate nuovamente, ma al rialzo, in area 8,7 euro all'incirca.

Mi lascia un po' scettico il movimento fatto ieri perchè ha generato un deciso segnale ribassista.

Bisogna stare molto attenti perchè ENI potrebbe ritornare in area 8 euro anche in tempi rapidi, mentre se dovesse proseguire il tentativo di rimbalzo avremo come obiettivo area 9,75/9,8 euro. 

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Vorrei spendere due parole per Fila che si è impennato nel corso della mattinata, salvo poi ritracciare dai massimi, pur mantenendosi in positivo.

Il titolo sta beneficiando di un rimbalzo tecnico dopo il test della media mobile a 21 sedute a 8,26 euro, livello che coincide anche con il supporto dinamico ascendente di breve termine.

Questo rimbalzo, tenendo conto anche del fatto che gli indicatori tecnici sono ancora distanti dalla zona di ipercomprato e considerando l'incremento degli scambi, potrebbe portare allo sviluppo del canale rialzista iniziato a fine marzo.

Per Fila possiamo indicare un prossimo obiettivo a 9,5 euro e un target successivo a 10,25 euro, con terzo step a 10,8 euro.

Un acquisto del titolo dovrà essere corredato da uno stop molto rigido a quota 8,26 euro.