Ftse Mib: fine del rimbalzo? I titoli da preferire e da evitare

Il Ftse Mib ha frenato il suo recupero dopo il raggiungimento delle prime resistenze dinamiche: quali scenari ora? Ce lo dice Gerardo Murano.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib si è riportato oggi sotto quota 17.000. Il recupero partito dai minimi è da considerare concluso o si aspetta ancora dei rimbalzi?

Per il Ftse Mib c'è da dire che il supporto statico in area 14.500 ha retto in maniera sufficientemente positiva, anche perchè una discesa al di sotto di questo livello implica un affondo sui minimi storici verso i 12.000 punti.

Sui minimi toccati in questi giorni molti titoli hanno raggiunto livelli di prezzo sicuramente interessanti in termini di fondamentali, quindi valutare acquisti poco sopra i 14.000 punti di Ftse Mib è stata un'opportunità interessante, non in ottica di breve ma di medio termine.

Dal punto di vista tecnico, quello cui abbiamo assistito nelle ultime giornate per il Ftse Mib è un movimento di rimbalzo all'interno di una spinta decrescente.

Questo recupero si è attenuato al raggiungimento delle prime resistenze dinamiche significative e tra queste indico la media mobile a 20 periodi che al momento rappresenta l'ostacolo che ha contribuito a frenare il rimbalzo.

Ora il Ftse Mib è in una fase interlocutoria e affinchè il recupero prosegua sarà necessaria un'ulteriore spinta e che si violi in particolare il pivot high formatosi a 18.000 punti.

Il superamento di questo ostacolo favorirebbe un ulteriore allungo dell'indice verso i 19.000/19.200 punti. Per ora il momentum è positivo se valutato ad un mese di intervallo temporale, mentre allargando l'orizzonte siamo ancora in una fase di momentum decrescente.

Guardando all'ultimo mese possiamo dire che siamo in una fase neutro-positiva e le probabilità che il movimento di rimbalzo del Ftse Mib prosegua sono sicuramente interessanti.

C'è un elemento di condizionalità forte rappresentato dal comparto che in qualche modo contribuisce a frenare la prosecuzione del recupero dell'indice.

La fase interlocutoria è anche legata allo sviluppo di quelle che saranno le forme di interazione con l'Europa in termini di sostegno all'economia.

Il Ftse Mib darà vita a sviluppi rialzisti se dall'UE dovessero arrivare segnare positivi che in termini di trading si concretizzeranno al superamento dei 18.000 punti.

Al momento è difficile prevedere la rottura dei recenti minimi poco sopra i 14.000 punti nel giro delle prossime settimane.

Unicredit e Intesa Sanpaolo continuano a scivolare dopo la sospensione del dividendo. Ritiene i due titoli appetibili anche in assenza della cedola?

L'appeal per gli investitori istituzionali esteri è sicuramente calato, segnalando che per i bancari abbiamo assistito ad un movimento di rimbalzo che, al pari di quanto accaduto per il Ftse Mib, ha raggiunto i primi livelli di resistenza dinamica.

Nelle ultime giornate questo recupero è stato quasi completamente annullato, quindi è probabile che ci sia ora una prosecuzione del movimento di debolezza che speriamo non si riveli particolarmente significativo.

Nel caso di Unicredit sarà importante che sia tenuto il minimo a 6,5 euro, sotto cui avremmo una proiezione ribassista intorno ai 5,5 euro.

Anche se i fondamentali della banca sono solidi, quello che viene pagato in questo momento è la perdita di appeal in termini di dividendi.

Chi era interessato ad un rendimento cedolare, si è allontanato da questi volumi, sebbene i volumi di scambio in questa fase non siano così elevati.

C'è una condizione neutro-negativa da cui è difficile una forte ripresa, ma anche un deciso movimento di storno. Al momento non considero Unicredit tra i più appealing in termini di trading di breve termine.

Simile il discorso per Intesa Sanpaolo, il cui movimento di rimbalzo ha portato al test degli 1,7 euro.Ora stiamo assistendo ad una fase decrescente non caratterizzata da volumi importanti.

Siamo anche nel caso di Intesa Sanpaolo in uno scenario neutro-negativo e operativamente è da monitorare il minimo a 1,3 euro, sotto cui avremmo un target ribassista a 1,15 euro.

Tanto per Unicredit quanto per Intesa Sanpaolo, la rottura dei minimi può essere un'occasione di acquisto, ma non con una logica di ritorno di breve periodo.

Fca oggi torna a scendere, riportandosi sotto i 6,5 euro. Meglio stare alla larga per ora?

Fca al momento non è un titolo particolarmente interessante, anche perchè il movimento di rimbalzo è stato piuttosto blando.Era da attendersi un recupero verso quota 8/8,5 euro, mentre Fca si è fermato intorno ai 7,5 euro.

Il movimento è caratterizzato da volatilità forte e volumi deboli, motivo per cui ritengo il titolo poco interessante, anche in ragione del fatto che gli investitori sono in attesa di vedere se ci saranno modifiche ai parametri del deal con Psa.

Fca potrebbe continuare ad oscillare nell'intervallo raggiunto tra il minimo a 5,54 e i 7,5 euro ed è difficile per ora che ci siano degli allunghi decisi in entrambe le direzioni.

Azimut oggi resta sotto scacco, mentre si sta difendendo decisamente meglio FinecoBank. Cosa può dirci di questi due titoli?

Per questi due titoli del risparmio gestito abbiamo assistito ad un forte movimento di ribasso. Il rimbalzo di FinecoBank è stato più interessante, malgrado tra i due dovrebbe essere Azimut a non patire delle disposizioni della BCE in materia di dividendi.

FinecoBank mostra più forza relativa, ma anche più volatilità rispetto ad Azimut. Nel caso di quest'ultimo conviene attendere il superamento dei 14 euro, evento che potrebbe favorire un ritorno verso i 16,2 euro, portando così alla chiusura del gap

Per FinecoBank sarebbe invece il breakout dei 9 euro a favorire un'accelerazione verso i 10 euro.

Il movimento di Azimut è più lineare e caratterizzato da minore volatilità, ma per entrambi i titoli è difficile attendersi la rottura dei minimi.

In ottica di trading tra i due preferisco FinecoBank rispetto ad Azimut, perchè il recupero del primo è stato più consistente.