Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
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Il Ftse Mib non è riuscito a superare per ora l'area da lei indicata la scorsa settimana a 17.900/18.000, oltre cui avrebbe rivisto la sua view negativa. Quanto è probabile una rottura e quali i possibili sviluppi nel breve?

In primis possiamo dire che il livello segnalato per il Ftse Mib in area 17.900/18.000 ha funzionato, nel senso che le quotazioni si sono avvicinate alla stessa ma sono state respinte.

Il mercato è entrato in una dinamica molto chiara graficamente parlando: una chiusura sopra i 18.000 punti apre per il Ftse Mib delle possibilità di recupero anche molto interessanti, visto che è rimasto più indietro rispetto agli altri listini internazionali.

Fino a quando però non saranno violati in chiusura giornalieri i 18.000 punti non si potrà cantare vittoria, perchè quindi il Ftse Mib trova un ostacolo abbastanza consistente.

Mi sembra che il grafico parli chiaro: abbia un'area di resistenza a 18.000, oltre cui scatterebbe un nuovo allungo, mentre al ribasso troviamo un supporto ben classificabile più o meno in area 17.000.

Nelle prossime giornate il Ftse Mib si muoverà probabilmente all'interno di questo trading range e nuovi spunti direzionali e quindi anche operativi li subordino alla violazione al rialzo dei 18.000 o al ribasso dei 17.000 punti.

Sopra 18.000 tornerò compratore, mentre sotto i 17.000 rimarrà in osservazione non potendo aprire posizioni al ribasso.

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Evidentemente l'andamento di Piazza Affari sarà da considerare in stretta correlazione con quello che faranno gli indici azionari Usa.

Mi riferisco in particolare all'S&p500 che ieri ha raggiunto il 61,8% di recupero del recente ribasso, un risultato strepitoso se si pensa che il Ftse Mib non ha neanche toccato il 30%.

Se Wall Street dovesse, come temo, iniziare a razionalizzare e a correggere un po', purtroppo la possibilità che il Ftse Mib violi al rialzo la soglia dei 18.000 punti diventerà più remota.

I mercati però sono fatti per stupire, quindi sopra i 18.000 punti di indici si prova a comprare, mentre sotto area 17.000 bisognerà essere pronti a scappare.

Unicredit e Intesa Sanpaolo oggi hanno cambiato rotta dopo essersi spinti in avanti in mattinata. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Su Unicredit il grande supporto in area 6 euro ha funzionato benissimo e ha aperto la strada a delle logiche di accumulazione.

Il grafico mantiene su questo supporto dinamico la zona di pericolo, quindi finchè non si tornerà sotto i 6 euro il titolo andrà considerato long.

Nell'immediato Unicredit mi sembra leggermente in ipercomprato e quindi non vedo particolari opportunità sui livelli attuali.

Su delle fasi di correzione potrebbe essere preso in considerazione e oltre al grande supporto dei 6 euro segnalo un sostegno intermedio in area 6,95 euro.

Vediamo quindi cosa farà Unicredit nel caso in cui dovesse testare quest'ultima soglia dove potrebbe già svilupparsi una buona reazione, compatibilmente con l'andamento degli altri mercati internazionali.

Se questi ultimi dovessero continuare a salire, per Unicredit sarà la rottura dei recenti massimi a spianare la strada per un nuovo allungo e in quel caso direi che sarebbe legittimo ipotizzare un tentativo di chiusura del gap-down a 8,8 euro.

La situazione di Intesa Sanpaolo è molto simile a livello di struttura di lungo periodo.

Il supporto statico importantissimo è in area 1,32 euro che indichiamo come livello di pericolo, segnalando che intanto il titolo recentemente ha rotto al rialzo la prima resistenza dinamica quando ha chiuso sopra gli 1,38 euro, facendo scattare un segnale long.

Anche per Intesa Sanpaolo c'è un po' di ipercomprato nel breve, quindi quella attuale non è una zona su cui mi posizionerei ora.

Dal punto di vista pratico preferire comprare su prezzi più bassi e una correzione in area 1,4 euro potrebbe rappresentare un'opportunità.

Saipem ed ENI si spingono in avanti oggi grazie al rialzo del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

Parlando di petrolio invito a stare molto attenti perchè tra non molto avremo la nuova scadenza future e tutti ricorderanno quanto è accaduto in occasione di quella di maggio, quando si è creata un'anomalia con prezzi negativi.

L'oro nero ora sta rimbalzando e come sempre Saipem rispetto ad ENI ha una predisposizione ad enfatizzare i movimenti del petrolio e quindi  sta recuperando molto bene.

Ho acquistato Saipem qualche giorno fa sul grande supporto dinamico a 2,15 euro, livello da monitorare perchè sotto lo stesso il quadro tornerà molto debole.

Con un recupero ulteriore del petrolio, ENI e Saipem continueranno a salire perchè hanno molto spazio, anche più di quello del settore finanziario.

Per Saipem possiamo indicare come prossimo target quota 2,39/2,395 euro, mentre sotto 2,15 euro diventerà molto pericoloso.

Su ENI il ragionamento è molto simile in termine di logica nel senso che asseconda il petrolio.
Il titolo ha un obiettivo molto più ambizioso, addirittura stimabile in area 9,7 euro e la rottura al rialzo degli 8,7 euro ha visto scattare un nuovo posizionamento long.

Fca sta provando a più riprese a riagganciare la soglia degli 8 euro. C'è ancora margine di upside dai valori attuali?

Per me Fca sta già sovraperformando e per il momento è sicuramente long, dopo essere partito al rialzo quando ha fatto il gap-up in area 6,5 euro.

Il titolo presenta un bel supporto dinamico in area 7,35/7,3 euro che va un po' considerato il livello di salvaguardia di questa dinamica rialzista.

Il supporto di lungo termine per Fca è invece in area 6,5 euro, sotto cui bisognerà mollare la presa sul titolo.

Nel breve Fca, prescindendo da valutazioni legate al ciclo economico attuale, sta sviluppando una bella dinamica rialzista, molto regolare, e chi le ha comprate fa bene a continuare ad assecondarla.