Ftse Mib: fine della corsa? Unicredit, Intesa e Fca buy?

Il Ftse Mib è alle prese con una resistenza importante che per il momento è stata solo sfiorata: cosa aspettarsi ora? La view di Fabrizio Brasili.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Le Borse europee nelle ultime sedute hanno performato meglio di quelle americane. Quali i possibili sviluppi nel breve?

Qui gioca ancora lo scollamento, più evidente che in altre elezioni presidenziali, fra il voto e l'insediamento del nuovo presidente in gennaio.

Biden giocoforza annaspa in un mare di incertezze, dovute alle mancate consegne nei vari settori ministeriali da parte di Trump.

Quest'ultimo addirittura continua imperterrito a fare e disfare, nominando perfino nuovi personaggi per questo spicciolo di "regno" che gli rimane.

Trump crea così confusione e pericolose situazioni, invece di collaborare, come nel contrastare la pandemia, con debito pubblico alle stelle e naturalmente continuando a dichiararsi vincitore.

Vaccino in arrivo a metà dicembre, ma Borsa usa abbandonata a se stessa sui pericolosi massimi.

In Europa ogni lunedì notizie di nuovi e vecchi vaccini non infiammano più le Borse, ma di certo le sostengono.

Anche il risiko bancario fa la sua parte, soprattutto in Spagna, Francia e naturalmente Italia, anche se i livelli tecnici raggiunti stanno procurando qualche "battito in testa" di troppo.

Pare poi che l' Europa abbia capito che non si dovrà commettere l'errore (o gli errori) di questa estate in termini di non contenimento della pandemia, con le prossime festività.

Si spera e si scommette su una diminuzione dei contagi e su un inizio anno all'insegna dei nuovi vaccini.

Difficilmente i mercati USA potranno superare a breve-medio termine i recenti massimi, mentre l' Europa ha appunto buone possibilità, ma con un importante test di fine anno.

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a salire, spingendosi sui massimi di inizio marzo. La tendenza in atto proseguirà nel breve?

Anche ieri ennesimo tentativo di superare di netto la soglia di importante resistenza di 21.800/21.900 di Ftse Mib.

Ieri c'è stato inoltre un primo test della soglia solo psicologica dei 22.000 punti, appena sfiorata nella prima parte della seduta.

Il Ftse Mib è stato supportato anche da alcuni pesi massimi, come FCA ed ENI, oltre che dai troppo euforici bancari, come Intesa Sanpaolo ed Unicredit, ed i "minori" come BPER Banca, Banca Popolare di Sondrio e Creval.

Quest'ultima, dopo l'OPA lanciata prima dell'apertura di ieri da Credit Agricole.

Alla fine però per il Ftse Mib si è spento un po' tutto, con un ritorno laddove era terminato venerdì scorso, in una perfetta parità.

Per l'indice delle blue chip sarà dura superare a breve questa resistenza dei 21.800/22.000 punti.

Unicredit ha brillato in avvio di settimana con nuovo rumor su Banca MPS, mentre è rimasto al palo Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli?

Per Unicredit pare rimanere l'ultima possibilità di diventare il secondo gruppo bancario nazionale e non scivolare al quarto posto, superato anche da Credit Agricole-Creval e oltre che da Banco BPM-BPER Banca.

Quindi si "tifa" e si spinge verso questa ultima spiaggia, ma non sappiamo con quali benefici effettivi per Unicredit accollandosi Banca Monte Paschi.

Forse inferiori a rimanere sola ed inventarsi e ritagliarsi un nuovo tipo di banca. I mercati prima sono irrazionali e poi correggono il tiro, come appunto ieri nel pomeriggio!

Intesa Sanpaolo sta solo rifiatando, dopo aver raggiunto e superato gli 1,90 euro, portandosi a 1,92 euro, in prossimità delle prime importanti resistenze, vecchi supporti. Nulla di più.

Il cammino da 1,30/1,35 euro è stato molto importante, ma il titolo dopo una sana "digestione", scaricando l'ipercomprato di medio termine a 1,82/1,85 euro, potrebbe riportarsi anche sopra i 2 euro, ed esattamente sui 2,05/2,10.

Doppia cedola annuale pagata in una o due volte? Per Intesa Sanpaolo Si scommette anche su questo!

Fca per ora è stato respinto da quota 13 euro, mentre Leonardo punta all’attacco di quota 6 euro. Qual è la sua view su questi due industriali?

Certo FCA ha già corso molto, forse troppo, considerando la situazione del settore auto negli Usa ed in Europa.Ancora un ultimo salto e si potrebbe arrivare sui massimi dei 14 euro di un anno fa.

Può sembrare strano questo, in un momento come quello attuale: Fca dai minimi a 5,50 euro, ha quasi triplicato, considerando i massimi assoluti dopo lo stacco cedola avvenuto nel 2019.

Noi ci abbiamo creduto ed abbiamo consigliato ai nostri abbonati di vendere a scaletta la gran parte posseduta di Fca, e di mantenere il restante rollandolo e gestendolo con la vendita di opzioni Call scadenza marzo, con strike leggermente  out the Money.

Per Leonardo il discorso è completamente diverso: siamo solo agli inizi del recupero partito da 4 euro.

Nel caso di questo titolo consigliamo di mantenerlo in portafoglio, senza protezione, con vendita opzioni call. Chi non lo possiede a questi pur modesti livelli, può acquistarlo solo con opzioni a breve termine.

L’euro-dollaro si è spinto di nuovo ad un passo da area 1,19 per poi frenare, mentre il dollaro-yen si è riportato sopra i 104. Quali le attese per questi due cross?

Anche il dollaro non ce la fa ad indebolirsi oltre gli 1,19 contro euro, sebbene un tentativo sia stato fatto ieri mattina fino a 1,1907, ma poi si è rafforzato fin poco sotto 1,1850.

In questo range stretto, 1,1780/1,192, l'euro-dollaro dovrebbe fluttuare almeno fino all'insediamento del nuovo presidente USA.

Per un range più ampio, dipendente da variabili imprevedibili e dalla politica monetaria che seguirà nella prima parte del 2021, il cross potrà oscillare fra 1,1650 e 1,2050.

Lo yen sta comunque soffrendo, tendendo nel rapporto con il dollaro a rafforzarsi troppo.

L'attenta vigilanza della Bank of Japan interverrà su questi ulteriori livelli, riportando il dollaro-yen nel classico range 104,50/106,50, con sforamenti appunto verso poco sotto 104 con dollaro debole, e verso i 108 con dollaro forte.