Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari Usa si stanno riprendendo con più vigore di quelli europei. Questa differente performance durerà nel breve?

La differente performance tra le Borse Usa e UE non dovrebbe durare a lungo a mio avviso: ormai la fittizia ed artificiosa ripresa dei mercati Usa, alimentata unicamente dai pur enormi interventi di denaro a pioggia, sta per terminare.

Sono evidenti le stridenti difficoltà dei quasi 30 milioni di disoccupati, sommati alla grande endemica platea dei poveri, che sono ormai scesi in piazza, unitamente o disgiuntamente da coloro che vorrebbero "uscire" e che protestano.

La continua indecisione di Trump, aggiunge in più caos che si trasmette inevitabilmente ai mercati.
Wall Street pare aver raggiunto il picco dei 24.500 punti di Dow Jones.

Abbiamo per ciò consigliato ai nostri abbonati ai servizi di consulenza e alla lettera quotidiana, di vendere totalmente soprattutto le big cap come Apple, Microsoft ed Intel che, come buona parte dei tecnologici, avevano più ed a lungo performato nelle ultime 4/5 settimane.

A Wall Street prevediamo da qui all'autunno, anche un possibile ritorno sui minimi 2020, con una discesa quindi intorno ai 18.000 punti di Dow Jones e le Borse europee non potranno far altro che accodarsi.

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A Piazza Affari il Ftse Mib è stato respinto per ora dai recenti massimi di area 17.800/17.900. Quali le sue previsioni nel breve?

Si rimane a fatica aggrappati ai 17.000 punti di Ftse Mib, con veloci quanto estemporanee "toccate e fuga" verso i massimi recentemente già toccati in area 17.800/17.900, movimenti che denotano debolezza di fondo.

L'area di prezzo appena indicata rimarrà per molto tempo la barriera superiore di quel grande range già evocato fra 16.000/16.200 e 18.000/18.300 punti e sarebbe già molto positivo riuscire a consolidare fra 16.200 e 17.200 punti nel breve-medio termine.

Anche per Piazza Affari abbiamo consigliato ai nostri abbonati, fin dalla metà di marzo, di intervenire su alcune blue chips, esclusivamente con l'ausilio delle opzioni Call in acquisto.

La strategia da seguire è la seguente: al raggiungimento della fascia alta alleggerire/vendere  dette opzioni e, se mai, acquistare a copertura ed in trading, opzioni put sul future, per poi accumulare sulla fascia bassa di detto range.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Normalmente siamo sempre stati negativi sul settore finanziario, con l'unica eccezione dei primi della classe, come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Generali e  UnipolSai.

Nello specifico preferiamo Intesa Sanpaolo, che bene o male a questi prezzi in area 1,35/1,40 euro offre in proiezione di medio-lungo termine un buon approccio per un sano trading anche opzionario, oltre a buoni dividendi, indipendentemente che siano distribuiti subito o rimandati.

Ieri Fca ha mostrato più forza del mercato, mentre ha tirato il fiato Ferrari. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

L'approccio di FCA deve essere basato su una view a medio-lungo termine, vuoi per il deal con Psa, vuoi per gli incentivi che probabilmente ci saranno per il 2020/2021.

L'attesa di questi ultimi peraltro già sta facendo vedere i suoi effetti sul titolo, giunto in area 7,5 euro dai minimi a 5,50 euro, grazie ad evidenti interventi tesi a riequilibrare l'esagerato ipervenduto.

Certo andrà rivisto nei modi e nei tempi e forse anche in quantità, il dividendo ordinario 2020 e soprattutto quello straordinario.

Per Ferrari, ormai assimilato giustamente o ingiustamente al settore Lusso, va tenuto in conto un prudente e importante alleggerimento sugli attuali livelli, magari rimanendo in corsa, con un acquisto di opzioni call.

Oro e petrolio stanno seguendo due sentieri opposti ormai da diverso tempo. Cosa aspettarsi da questi due asset ora?

L'oro ci pare giunto a fine corsa leggermente sopra i 1,700 dollari, sia per la leggera perdita a favore di beni rifugio come lo stesso dollaro, sia per la necessità di fare cassa da parte di molti Stati per difficoltà anche future.

Discorso molto a parte e molto tecnico in questo passaggio fra consegna Maggio e Giugno per il Petrolio, soprattutto il WTI.

Nelle ultime ore, anche per il classico effetto contango, il WTI si è portato addirittura sotto zero, per poi risalire in area 20 dollari con riferimento al contratto con consegna Giugno.

Quest'ultimo stimiamo possa portarsi a breve ed inizialmente verso i 14-15 dollari al barile, mantenendo uno spread anche superiore ai 10/12 dollari nei confronti del Brent, che a fatica resta ora sui 25/26 dollari.
La nostra idea è di stare alla larga da questo asset, come spesso consigliato già in passato su queste pagine.