Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari hanno messo a segno un bel balzo in avanti in avvio di settimana. Questo movimento prelude ad ulteriori salite nel breve?

La settimana si è aperta decisamente bene per i mercati azionari che, sulla scia del rialzo partito dai mercati asiatici, peraltro ieri orfani della Cina, chiusa per festività, hanno recuperato terreno dopo la pesantezza con cui si era chiusa la scorsa ottava.

Tutti i mercati hanno brindato contemporaneamente ieri per tre diverse motivazioni, tutte riconducibili in primis al raggiungimento di aree resistenziali più consone.

In secondo luogo le Borse hanno reagito dopo che alcuni realtà come l'Asia hanno raggiunto una fase di inizio ripresa controllata nell'ambito dell'emergenza coronavirus.

Altri, come l'Italia e anche l'Europa, con l'eccezione però dell'Inghilterra, hanno invertito il trend o raggiunto il picco.
A sostenere i mercati azionari è infine un grandissimo intervento monetario, che maschera però l'insufficienza della sanità negli Usa.

Le Borse su questi livelli dovrebbero stazionare per un po' e, solo nella fase successiva, quando si dovranno contare i cocci e quel che resta dell'economia e dell'occupazione, si potrà verificare una ulteriore lenta salita o una altrettanta lenta discesa.

A Piazza Affari il Ftse Mib continua a gravitare intorno all’area dei 17.000. Quali le possibili evoluzioni nelle prossime sedute?

Gli arbitraggisti ieri hanno dominato la scena a Piazza Affari, mentre il Ftse Mib superava addirittura la perdita percentuale accusata nella sessione di venerdì scorso.

In realtà nulla è sostanzialmente cambiato, visto che il Ftse Mib è arrivato in chiusura sul crinale solamente psicologico dei 17.000 punti, da cui si era allontanato velocemente prima del week-end.

Da segnalare il superamento dell'indice Ftse Mib da parte del relativo future con scadenza giugno, evento che fa pensare, riflettere e ben sperare.

Da sempre, giunti ad inizio primavera, a più di due mesi da giugno, il differenziale fra l'indice Ftse Mib e il relativo future con scadenza giugno, depurato dalle cedole, era fra i 400 e 500 punti.

Orbene, essendo ormai pochi i titoli del Ftse Mib che staccheranno dividendi fra aprile e giugno, visto la decisione presa dalle società per restare più patrimonializzate, il future con scadenza giugno prima si è avvicinato al valore del sottostante Ftse Mib poi sul finale di seduta ieri lo ha addirittura superato.

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Ci dobbiamo aspettare un riaggiustamento nelle prossime sedute e ciò potrebbe portare a turno il Ftse Mib ed il future prima sui 17.200/17.300 e poi sui 17.500/17.600 punti, con estensioni fino ad area 18.000.

In tal modo si dovrebbe formare un doppio massimo, speriamo crescente e di buon auspicio.
Attenzione a quello che potrà accadere giovedì, in occasione di un ennesimo contatto fra Russia ed Arabia Saudita, sul taglio alla produzione del petrolio.

La nostra idea è che il Ftse Mib per ora rimarrà comunque sempre nel grande range 14.000-18.000 punti, già indicato in precedenti interviste e nelle lettere inviate ai nostri abbonati. 

Come valuta il rally messo a segno lunedì da Intesa Sanpaolo e Unicredit e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

I due big del settore bancario ieri hanno brillato purtroppo solo per voci di protezione su titoli sensibili, come energia, telecomunicazioni ed appunto banche.

Unicredit e Intesa Sanpaolo non distribuiranno in primavera il solito corposo dividendo che in entrambi i casi è stato rinviato come minimo ad ottobre prossimo.

I due titoli si presentano comunque su prezzi da saldo, soprattutto Intesa Sanpaolo che viaggia in area 1,45 euro.
Su questi livelli, se venisse confermata la cedola di 0,192 euro. il rendimento sarebbe nell'ordine di circa il 13%.

Fca e Ferrari sono saliti a braccetto nella prima seduta della nuova settimana. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Difficilmente vedremo Fca e Ferrari sui massimi del 2019 prima di un paio di esercizi.
Entrambi i titoli avranno comunque dei buoni motivi per riprendersi: per FCA questo avverrà post fusione con PSA.

Da ricordare che chi potrà comprare auto di questo gruppo appartiene ad una classe media che ben difficilmente si avvicinerà per molti mesi a un acquisto, rimandandolo a lungo e realizzandolo solo per sostituzione di una autovettura non più utilizzabile.

Non parliamo solo dei giovani e dei neopatentati, ma dei tanti che non potranno per anni permettersi più un'auto e non solo quella.

La ripresa per Fca sarà lunga e avverrà solo dopo il biennio orribile 2020-2021.

Per Ferrari l'inversione è più vicina, ma sempre con un 2020 nettamente sotto  le stime e con un 2021 che vedrà un ritorno graduale alla produzione e alla vendita del 2019.

Cambieranno probabilmente gli stili di vita e quindi sarebbe per noi preferibile un approccio più a lungo termine, ma preferiremo in tal caso quello che sarà il gruppo Fca-Psa.

L’oro sta allungando ulteriormente il passo, mentre il petrolio ha tirato un po’ il fiato dopo il poderoso rally della scorsa ottava. Cosa si aspetta per questi due asset?

Anche per l'oro segnaliamo arbitraggisti frenetici ed all'opera, indicando una prossima tappa al rialzo sui recenti massimi in area 1.700 dollari.

Quanto al petrolio da notare ieri la differenza tra il Wti e il Brent, il primo in flessione dell'8% e il secondo del 3%.
Per il Wti sarà importante ora la tenuta di area 26 dollari, fermo restando che anche il petrolio, come il coronavirus, sta facendo "ammalare" mercato e operatori.