Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Nelle ultime giornate le Borse europee hanno mostrato più forza di quelle americane. Quali le attese nel breve?

Pensiamo che quelli a cui assistiamo in Borsa, come già accaduto durante tutta l'estate, siano dei movimenti tecnici spesso contrari, fra Europa e Stati Uniti.

Ieri per esempio abbiamo visto un tentativo di recupero, con i mercati europei in modesto progresso in apertura, per poi peggiorare nel pomeriggio.

Gli indici azionari Usa invece hanno recuperato bene ieri, dopo aver rimbalzato  dai supporti rappresentati dai minimi di venerdì.

Il Dow Jones ha recuperato infatti dai 27.500/27.600 punti fino a poco oltre area 28.000, mentre l'S&p500 è passato da poco sopra i 3.300 punti a poco sotto area 3.400 e il Nasdaq Composite dai 10.800 agli oltre 11.000 punti.

Più volatile il Ftse Mib che accusa più pesantezza rispetto al Dax ed al Cac40 e l'idea è che questi movimenti improvvisi e senza molte motivazioni, saranno più evidenti sui mercati Usa ed in particolare sul Nasdaq, che sarà il vero driver di tutti i mercati.

A Piazza Affari il Ftse Mib fatica a riportarsi sopra quota 20.000. C’è il rischio di nuovi cali dai valori attuali?

Altro tentativo di superare i 20.000 punti, subito rientrato, con il Ftse Mib anche sotto i 19.800/19.900 punti, in direzione di area 19.600/19.500.

Un copione già visto in questa estate, soprattutto con qualche titolo, che mostra una forza nettamente superiore al mercato, come FCA che anche ieri è andato a superare i 10 euro, con massimi superiori alla precedente seduta.
Questo fa ben sperare, ma non basta.

Oltre ai volumi che non decollano, è il movimento corale che manca!
Vediamo un mercato erratico e senza direzionalità ormai da mesi, e quindi molto pericoloso.

Oltre a Fca che ha appena citato, ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Segnalo buona intonazione e recupero dagli importantissimi supporti di ara 5,40 euro da parte di Leonardo, completamente sottovalutata e troppo sacrificata, con  qualcuno che pare accorgersene.

E' inspiegabilmente venduta Telecom Italia nella versione risparmio, con cedola che a questi prezzi si avvicina ad un rendimento dell'8%.

Come valuta il recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per i due titoli?

Anche i due big del settore bancario paiono rincorrersi, senza mai andare in sintonia, anche settoriale.
Sembra che ieri l'abbia spuntata Unicredit, allungando sopra gli 8 euro, mentre Intesa Sanpaolo ha ripiegato sotto gli 1,80 euro.

Non c'è spazio operativo, neanche per gli arbitraggisti: i prezzi di entrambe le buone azioni delle prime due della classe, si trovano però lontane sia dai massimi che dai minimi di breve medio periodo.

Anche alla luce di ciò invitano ad una ulteriore riflessione per un sano intervento.

Se dovessimo privilegiare delle azioni nel settore bancario, per noi comunque non proprio il massimo ormai da qualche anno, preferiremmo sempre, come scritto anche recentemente ai nostri lettori ed abbonati, ed in qualche intervista, Banco BPM e Creval.

Abbiamo già consigliato questi due titoli, da comprare a mio avviso poco sotto 1,4 euro nel caso di Banco BPM e in area 7 euro per Creval.

STM sta risalendo la china, mentre Telecom Italia ha interrotto gli spunti rialzisti registrati fino a poco fa. Qual è la sua view su questi due titoli?

STM ci sembra un po' tirata, e per i motivi più volte espressi, di dipendenza soprattutto  dai competitors USA e dall'alta volatilità dai mercati americani, ne rimarremo fuori.

Su Telecom Italia, meglio sempre nella versione risparmio, approfitteremmo dell'avvicinamento ad area 0,3650 euro per accumulare e tradare fin verso 0,4050 euro.
Quanto alle opzioni suggeriamo di vendere Call dicembre-marzo 0,44/0,46.

L’euro-dollaro viaggia nuovamente verso area 1,19, mentre il dollaro-yen è sceso sotto quota 106. Quali le previsioni per questi due cross?

Per l'euro-dollaro assistiamo ad un ritorno sull'area di 1,19/1,20, già testata, con possibile superamento a breve termine della stessa.

La rottura potrebbe avvenire probabilmente domani, quando ci sarà il meeting della Fed, con il raggiungimento da parte del cross di area 1,24 a medio termine, ossia entro le elezioni presidenziali USA.

Nella stessa temporalità il cross dollaro-yen si porterà prima in area 105 e poi sul forte supporto di quota 104.