Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib continua a muoversi a non molta distanza da area 17.000. Quali i possibili sviluppi per le prossime sedute?

Dal punto di vista tecnico il Ftse Mib si sta muovendo sostanzialmente in laterale e questo movimento si sta assottigliando sempre più, con una banda di oscillazione che diventa sempre meno ampia.

Il supporto cruciale da monitorare è a quota 16.000, mentre la resistenza statica è 18.165 punti.

All'interno di questa banda di oscillazione si possono realizzare operazioni di breve termine e ogni volta che il Ftse Mib si avvicina ai 16.325 punti prima e ai 16.000 punti in seguito, si potranno tentare degli acquisti con target a 18.000/18.165 punti.

Solo con la violazione di queste due barriere si potrà assistere allo sviluppo di un fronte trend direzionale del Ftse Mib, al rialzo o al ribasso, a seconda di quale sarà il livello rotto.

Tendenzialmente la mia view su Piazza Affari è improntata alla cautela, perchè ipotizzo che il Ftse Mib possa tornare nuovamente sui minimi di marzo in area 14.000, ma non nell'immediato.

Unicredit oggi è il migliore tra i bancari, riuscendo a battere Intesa Sanpaolo. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit tecnicamente rimane inserito in un canale discendente, ma al momento i corsi nell'intraday hanno superato a 6,67 euro la media mobile a 21 giorni.

Con conferme al di sopra di questa resistenza dinamica discendente di breve termine, Unicredit avrebbe spazio per un'ulteriore rialzista verso i 7,4 euro prima e i 7,7 euro in seguito, con proiezioni a ridosso della soglia degli 8 euro.
Un acquisto di Unicredit dovrà essere accompagnato da uno stop loss da piazzare sotto i 6,15 euro.

Il trend attuale di Intesa Sanpaolo somiglia molto a quello del Ftse Mib e al momento i corsi si stanno sostanzialmente muovendo in laterale, con supporto a 1,3 euro e resistenza a 1,55 euro.

All'interno di questa fascia laterale si può comprare sul supporto e vendere a ridosso della resistenza.

In caso di superamento al rialzo degli 1,55 euro si avranno rialzi verso 1,7 euro prima e 1,8 euro in seguito, mentre soto 1,3 euro Intesa Sanpaolo andrà incontro a nuovi minimi.

Telecom Italia resta al palo dopo il crollo accusato martedì e mercoledì. Cosa può dirci di questo titolo?

Fermo restando che è sempre pericoloso cercar di afferrare il coltello che cade, per Telecom Italia aspetterei un eventuale test dei minimi di marzo sotto quota 0,3 euro.

A quel punto lì potremmo anche assistere alla formazione di un doppio minimo e ad un tentativo di recupero con eventuale rimbalzo verso quota 0,35 euro. 

Al di fuori del paniere del Ftse Mib, ci sono dei titoli che a suo avviso offrono spunti interessanti?

Segnalo Fincantieri che sta testando in area 0,6 euro il supporto statico di breve termine e la coincidente media mobile a 50 giorni.

La tenuta del livello appena segnalato potrebbe mettere fine al downtrend partito a inizio maggio e innescare un'inversione al rialzo, facendo così proseguire il canale rialzista iniziato dai minimi di marzo.

Per Fincantieri segnalo quindi come prossimi obiettivi al rialzo area 0,73 euro prima e 0,8 euro in seguito, senza escludere proiezioni fino a 0,9 euro.
A chi volesse acquistare Fincantieri suggerisco di fissare uno stop loss rigido a quota 0,6 euro.

Tra i titoli dello Star sto seguendo Digital Bros che ha annunciato per luglio il lancio di un nuovo importante titolo.

Dal punto di vista tecnico Digital Bros sta segnando nuovi massimi storici, quindi viaggia in territorio inesplorato.
Il titolo sta salendo con volumi doppi rispetto alla media mensile e trimestrale e il prossimo obiettivo è quota 20 euro che potrebbe essere anche superata, con target successivo a 20,5 euro.

La spinta di Digital Bros sembra essere molto potente e un eventuale ingresso long andrà corredato a mio avviso da uno stop loss a 18 euro.