Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Angelo Ciavarella, Head of Global Markets a Infinox Capital e Professore a contratto di Teoria e pratica dei mercati finanziari all'Università di Greenwich, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Le Borse provano a recuperare oggi dopo il forte calo di ieri. Quali i possibili scenari nel breve?

Lo scorso week-end è stato foriero di nuove paure e di nuovi interventi da parte di Governi europei.

A Londra a breve sarà ufficializzato una sorta di coprifuoco, con bar, locali e ristoranti che dovranno chiudere entro le ore 22.

Un'altra marcia indietro del Governo inglese è quello del pressing fatto fino ad ora sulle persone perchè andassero al lavoro.

Ora si limiterà al massimo ciò visto l'elevato numero di contagi, superiore a quello dell'Italia.  
I mercati azionari sono così un po' spaventati per questa impennata dei contagi, ma il ribasso di ieri è stato alimentato anche dalle cattive notizie relative al settore finanziario e bancario.

Un'investigazione giornalistica ha evidenziato che molte banche europee, tra cui Deutsche Bank, Hsbc e Barclays, hanno aiutato il traffico di denaro in maniera illecita.

A ciò si aggiunga che la situazione dell'economia europea dovrebbe teoricamente peggiorare rispetto alle attese e quindi la tempesta quasi perfetta è arrivata ieri sui mercati.

Avevamo già detto che settembre è statisticamente il mese peggiore per l'azionario, basti pensare che l'S&P500 nel giro di due settimane ha perso quanto guadagnato da metà luglio.

Peggio ha performato il Nasdaq Composite che era salito in maniera clamorosa prima, perdendo oltre il 10% dai massimi in area 12.400.

In Europa il Dax ieri è crollato fino a quota 12.500, da area 13.000 di venerdì scorso.

Il Ftse Mib è sceso sotto quota 19.000, riportandosi su livelli che non si vedevano da metà giugno. Il ribasso è destinato a proseguire nel breve?

Per il Ftse Mib aveva già detto che il mancato superamento di quota 20.000 punti avrebbe comportato il rischio di una flessione con primo target in area 19.000/18.800, raggiunti ieri.

L'indice si è appoggiato su questa importantissima area di prezzo, una rottura della quale aprirà le porte ad una flessione verso i 18.400 e i 18.200 punti che sono il prossimo target di questa discesa.

Vedo le Borse europee più deboli rispetto a Wall Street, anche per via della nuova esplosione del coronavirus nei Paesi core come Francia e Spagna per citarne alcuni.

Per il Ftse Mib solo un ritorno delle quotazioni al di sopra dei 19.500/19.600 punti potrà riportare il sereno sul mercato.

Molto importante sarà vedere quello che accadrà proprio sui livelli attuali, visto che area 18.800 è uno spartiacque di rilievo.

Sotto questa soglia il Ftse Mib accuserà ulteriore debolezza verso i target indicati prima, mentre sopra i 19.000/19.200 si potrebbe assistere ad un allungo verso area 20.000.

Sarà difficile assistere ad una rottura rialzista di questa barriera, perchè la situazione per le banche europee è complessa in uno scenario di tassi negativi e di un'economia in declino.

Su alcune banche italiane però punterei alcune fiche perchè c'è un po' di valore.

Partendo dai bancari, come valuta in particolare Unicredit e Intesa Sanpaolo? Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Ho sempre palesato la mia preferenza per Intesa Sanpaolo sia a livello strutturale che di management e core business.

Ritengo che questa sia una delle migliori banche in assoluto in Europa e anche durante i crolli il titolo non è crollato così tanto come altri competitors.

Intesa Sanpaolo è molto solido e penso che area 1,6 euro sia interessante per nuovi long che si potranno aprire anche in caso di discesa tra 1,55 e 1,5 euro.

Diverso il discorso per Unicredit che ieri è sceso tantissimo e continua ad arretrare oggi.
Si può pensare di comprare qualcosa di questo titolo in area 6,5/6,3 euro, ma prima eviterei di toccarlo.

Intesa Sanpaolo è sicuramente meno rischioso e più adatto ad un cassettista, mentre Unicredit si può valutare per qualche operazione più veloce, essendo più adatto agli amanti del rischio.

Su Unicredit entrerei in ogni caso con una esposizione non superiore al 3%-5% del totale del portafoglio azionario, mentre per Intesa Sanpaolo mi spingerei anche fino al 10%-15%.

FinecoBank mostra un andamento più tonico di Azimut. Qual è la sua view su questi due titoli?

Il risparmio gestito ha performato molto bene negli ultimi mesi grazie anche al recupero dell'azionario dopo il crollo targato Covid.

A mio avviso la cosa giusta da fare è comprare questi titoli non appena correggono e di fatto la correzione c'è stata anche per FinecoBank che è il titolo che mi piace di più in assoluto nel settore di riferimento.

Per FinecoBank il livello più importante è a 11,5 euro, ottimo supporto da sfruttare per nuovi ingressi long.

Azimut è molto più debole e ben lontano dai massimi dell'ultimo anno toccati a febbraio scorso in area 24 euro.
Starei attento a comprare e non mi muoverei prima di una discesa di Azimut verso i 15,2/15 euro.

Enel in ottica difensiva si può valutare in questa fase? Consiglierebbe qualche long ora?

Enel è uno dei titoli che ha performato meglio durante la crisi, basti pensare che a sei mesi vanta un rialzo di oltre il 24%, mentre ad un 1 anno dell'11%.

Da inizio settembre il titolo ha perso circa il 5%, si torva in una fase leggermente discendente e per valutare nuovi acquisti lo aspetterei a 6,9/6,8 euro, con target a 7,7/7,8 euro, senza escludere allunghi fin sopra gli 8 euro.