Di seguito riportiamo l'intervista a Davide Biocchi, professional trader, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib sta tornando indietro dopo aver fallito l'attacco ad area 20.000. Quali i possibili scenari per le prossime sedute?

La mia sensazione è che l'appuntamento di domani con le scadenze tecniche trimestrali possa essere un po' un punto di svolta a Piazza Affari.

Come già anticipato in altre interviste, mi aspettavo una reazione del Ftse Mib e quesa c'è stata con il superamento di area 19.000.

Ora il prossimo target è dato dai recenti massimi in area 20.400, mentre il supporto è poco sopra i 18.000 punti, ossia in area 18.200/18.300.

Per ora il Ftse Mib resta all'interno di questo range e chissà se i mercati, ormai palesemente guidato dalla liquidità, riusciranno in qualche modo a farsi valere.

Dal punto di vista dei fondamentali a mio avviso la corsa al rialzo è già finita da tempo, ma mi rendo conto che l'arrivo di una grande quantità di liquidità da parte delle Banche Centrali, contribuisca a mantenere una tendenza ancora un po' rialzista nel breve termine.

Per il Ftse Mib non mi stupirei di vedere un nuovo test del recente massimo in area 20.400 e in seguito mi attendo una fase di mercato lateral-ribassista.

Mi sembra di vedere che il mercato stia perdendo verve, con i volumi di scambio in calo questa settimana.
Questi sono segnali che tutti insieme danno l'idea che il mercato stia cercando un po' di equilibrio, quindi non mi stupirei di vedere un Ftse Mib che oscilla tra i 18.000 e i 20.500 in cerca di equilibrio.

La mia idea è che l'appuntamento di domani con le scadenze tecniche trimestrali potrebbe sancire la fine di questo rialzo illimitato e ingiustificato, a vantaggio di un consolidamento.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit ha risalito la china, ma fino a quando non supererà gli 8,6/8,65 euro difficilmente si avranno nuovi spunti rialzisti.

Questo è un livello di resistenza che bisognerà monitorare, visto che una rottura di quota 8,6/8,65 euro porterà le quotazioni verso i recenti top di periodo.

Al ribasso invece per Unicredit bisognerà monitorare con attenzione l'area dei 7,55/7,5 euro, sotto cui si rischierà un ribasso più profondo.

Non diverso il discorso per Intesa Sanpaolo che potrà dare vita a rialzi più decisi solo con il superamento di quota 1,75 euro.

Il supporto chiave invece è in area 1,55 euro e la tenuta di questa, come nel caso dei 7,5 euro di Unicredit, sarà cruciale per evitare ribassi più ampi anche fin verso la soglia degli 1,3 euro.

FinecoBank oggi ha segnato nuovi massimi storici salvo poi invertire la rotta, mentre prosegue in rialzo Banca Generali. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Il trend di crescita di FinecoBank evidentemente non può continuare così e sembra quasi che il titolo sia oggetto di ricoperture.

Da notare che 14 delle ultime 15 candele sono state bianche ed evidenziano quindi un grafico molto bello, fermo restando che a mio avviso è tardi intervenire ora su FinecoBank.

Meglio attendere dei ritracciamenti che riportino le quotazioni su livelli che offrano opportunità per nuovi ingressi.
Ritengo in ogni caso che FinecoBank sia il migliore tra i finanziari e se devo sceglierne un altro punterei proprio su Banca Generali.

Banca Generali ha come prossimo ostacolo i 27 euro e se romperà questo livello continuerà a salire bene, segnalando un supporto che al momento è un po' lontano visto che si colloca sui 24,3 euro.

Telecom Italia oggi storna dopo gli spunti positivi offerti nelle ultime sedute. Qual è la sua view?

Telecom Italia si è reso protagonista di un bel recupero, ma ora deve fare i conti con delle resistenze dure.
Da 0,38 a 0,4 euro il titolo trova un forte ostacolo, ma se dopo romperà al rialzo quota 0,4 euro si aprirà uno scenario molto favorevole.

Per un posizionamento long su Telecom Italia aspetterei almeno la rottura al rialzo di 0,39 euro.

Come valuta l'attuale impostazione di ENI e Saipem?

ENI è alle prese con la soglia dei 9 euro, mediana del trading range in atto ormai da tempo tra 8 e 10 euro.
Il titolo fatica a spingersi in avanti, ma non è detto che non riesca a trovare gli spunti giusti per salire ancora.

Saipem ha un grafico che non chiama in alcun modo un buy, motivo per cui starei alla larga da questo titolo al momento.

Il titolo a mio avviso ha zero appeal in questa fase e di conseguenza guarderei ad altri temi.   

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Trovo interessante Campari che avendo rotto i 7,5 euro al rialzo potrebbe dare vita a nuovi allunghi nel breve.