Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib ha invertito la rotta dopo il recuperato tentato questa mattina. C'è il rischio di nuovi ribassi?

Il trend rialzista iniziato a marzo per il Ftse Mib è stato compromesso con la seduta di ieri, visto che è stata violata la trendline di supporto.

L'indice non è riuscito a dare vita ad un rimbalzo da quota 19.700/20.000, livelli di transito della suddetta trendline, continuando ad arretrare con decisione.

Il recupero tentato oggi ha avuto vita breve e ha lasciato nuovamente il passo alle vendite, rivelandosi quindi un semplice pull-back.

Come riferimenti per il Ftse Mib assumiamo nel brevissimo i minimi e i massimi di ieri che hanno segnato un supporto a 19.116 e una resistenza a 19.975 punti.

Solo con un ritorno sopra i top di ieri in area 20.000 sarà fattibile a mio avviso un ritorno dell'indice verso i massimi della scorsa settimana in area 21.000/21.100.

Al contrario una rottura al ribasso di area 19.100 favorirà ulteriori ritracciamenti, con il rischio di rivedere il Ftse Mib in area 18.000 prima e poi a 17.400/17.300 punti, senza escludere estensioni fino alla soglia dei 17.000 punti.

Questi sono i livelli da monitorare con attenzione, visto che in corrispondenza degli stessi il Ftse Mib darà vita ad un rimbalzo con buona probabilità.

La mia idea è che al momento i rischi a Piazza Affari siano più al ribasso che al rialzo, motivo per cui consiglio la massima cautela in questa fase, quantomeno fino a quando il Ftse Mib si manterrà sotto quota 20.000 punti.

Unicredit oggi scende meno di Intesa Sanpaolo diversamente da quanto accaduto fino a ieri. Qual è la sua view su questi due titoli?

Unicredit prima del ribasso delle ultime sedute ha messo a segno dei rialzi interessanti, mostrando un bel trend.

Da quota 9,5/9,45 euro si è scatenato il ribasso su Unicredit che può ancora salvarsi, aggrappandosi ai minimi del 15 giugno a 7,54 euro.

Con la tenuta di questa soglia il titolo potrà avviare un rimbalzo e provare a tornare verso i 9/9,5 euro.

In caso di violazione del supporto a 7,54 euro, Unicredit potrebbe arretrare fino ad area 6,5 euro, traguardo raggiungibile ancor più se il Ftse Mib dovesse mostrare ancora negatività.

E' impostato meglio di Intesa Sanpaolo che dopo quelli dell'8 giugno ha segnato nuovi massimi di periodo il 21 luglio, per poi avviare una fase ribassista nell'ultima decade del mese.

Intesa Sanpaolo dovrà difendere ora quota 1,7 euro per puntare ad un ritorno in area 1,8/1,81 euro, rotta la quale potrà riportarsi verso i massimi di luglio a 1,93 euro.

La rottura al ribasso di 1,7 euro andrà a compromettere il quadro grafico del titolo, con flessioni verso 1,55/1,5 euro.

ENI e Saipem anche oggi hanno perso terreno dopo i conti trimestrali. Cosa può dirci di questi due titoli?

ENI e Saipem restano nella morsa dei ribassisti complice la debolezza del mercato, ma ancor più le cattive notizie attivate dai risultati societari.

ENI a mio avviso continuerà a scendere e vedo spazio di downside fino ad area 6,5 euro dai livelli attuali.

Si potrebbe valutare un recupero del titolo con un ritorno sopra gli 8 euro, con target a 8,5 e a 9 euro, senza escludere allunghi fono ad area 9,5 euro.

Alla luce del quadro tecnico e dei fondamentali, secondo me per ENI non è da prendere in considerazione uno scenario rialzista almeno per il momento.

Simile il discorso per Saipem che dopo il crollo Covid-19 non ha recuperato quasi niente, tanto da presentarsi in congestione da marzo.

Il titolo è ritornato oggi sui minimi del 16 marzo che potrebbero essere anche violati, aprendo le porte ad una discesa fino ad area 1,6/1,5 euro che potrebbe frenare la caduta dei corsi.

Nell'ipotesi di un rimbalzo Saipem dovrà riconquistare in primis area 1,85/1,9 euro, per poter provare un recupero verso quota 2,1 euro.

Come nel caso di ENI però la view rialzista ha scarse probabilità di realizzazione per Saipem.

Poste Italiane oggi è salito sulla scia dei risultati trimestrali. Valuterebbe un acquisto del titolo ora?

Poste Italiane ha reagito con decisione dai minimi di ieri, ma per ora si mantiene sotto gli 8 euro, barriera da abbattere ora.

Oltre quota 8 euro Poste Italiane punterà ai massimi del 21 luglio a 8,42 euro, superati i quali punterà verso i 9 euro.

C'è il rischio però che il titolo possa anche violare il minimo di ieri a 7,55 euro, sotto cui si guarderà ai 7,12 euro, con proiezione successiva in area 6,5 euro e anche più in basso.