Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli.
Pietro Paciello vi aspetta il lunedì e il venerdì alle ore 16 con il Market Talk OPENING BELL - NewTraderLab. Per info clicca qui.

Il Ftse dopo il calo di ieri continua a scivolare verso il basso oggi, scendendo al di sotto di area 17.000. Inevitabili a questo punto nuovi ribassi?

La flessione del Ftse Mib non è a se stante, perchè viene accompagnata se non addirittura anticipata dall'S&P500 che ha iniziato a correggere da diverse ore.

Il nostro indice aveva un baluardo difensivo non tanto in area 17.000, quanto a quota 16.800 e sarà fondamentale vedere la chiusura odierna, per verificare l'interruzione o meno del percorso laterale/moderatamente rialzista che è stato intrapreso da inizio aprile.

Il Ftse Mib perde così un orientamento positivo e va a rompere un'area supportiva evidente e importante.

Mi permetto di far notare che l'apice del recupero del nostro indice è stato molto ben centrato, perchè si è raggiunta con precisione millimetrica area 18.300 che equivaleva al 38,2% di Fibonacci, ossia ad 1/3 del recupero dell'intera discesa precedente.

Segnalo ciò perchè si va a confermare un aspetto: in questa fase davvero problematica per qualsiasi operatore, l'analisi tecnica diventa uno strumento imprescindibile e sta scadendo i tempi con grande precisione tecnica. 

Detto ciò non posso non rilevare che il Ftse Mib ha violato al ribasso area 16.800 e se questa rottura venisse confermata, salvo un recupero last minute in chiusura giornaliera, possiamo già iniziare a tracciare un obiettivo successivo in area 16.100 di Ftse Mib.

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Stante il divieto delle vendite allo scoperto, continuiamo a monitorare aree supportive, visto che siamo costretti a comprare e non possiamo vendere al ribasso.

Essendo costretto a comprare, a questo punto voglio farlo a prezzi di saldo e la speranza è che il ribasso del Ftse Mib sia più profondo di quanto stiamo vedendo adesso, visto che più scende e meglio compreremo.

Nel breve, come detto prima, una chiusura sotto i 16.800 punti proietterà il Ftse Mib verso i 16.100/16.000, dove sarà rivalutata la dinamica di Piazza Affari.

Sui livelli appena indicati potrebbe teoricamente fermarsi la discesa, se ci sarà una fase di stabilizzazione degli altri mercati.

Unicredit oggi è il peggiore tra i bancari, mentre si difende meglio Intesa Sanpaolo. Quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Per Unicredit credo che oggi si sia concretizzato il timore palesato in precedenti interviste: molti avevano puntato sulla tenuta del doppio minimo in area 6,4 euro e molti hanno comprato su questa soglia quando è stata nuovamente toccata il 7 maggio scorso.

Allorquando però questo doppio minimo storico è stato violato, le vendite sono arrivate velocemente e senza compromessi.

Unicredit ha rotto al ribasso un'area molto sensibile e la violazione della stessa comporta il capovolgimento del posizionamento operativo di tante persone.

Sul mercato affluiscono quantitativi di ordini inusuali e questo crea una pressione sui prezzi che si traduce nella profonda discesa che stiamo osservando.

Un ritorno di positività su Unicredit sarà subordinato in primis al recupero dell'area dei 6,4 euro e direi che sarà logico guardare al titolo con interese solo oltre i 6,75/6,8 euro, ossia al di sopra del doppio minimo appena bucato e della prima resistenza dinamica.

Fino ad allora ignorerò Unicredit perchè mi sembra entrato in una dinamica ribassista di difficile interpretazione quanto a target.

Non dimentichiamo che siamo sui minimi storici e andare ad individuare un obiettivo diventa molto difficile, quindi non si può fare altro che muoversi sulle soglie psicologiche e la prossima per Unicredit è in area 6 euro.

Intesa Sanpaolo è stato sempre impostato graficamente e praticamente meglio di Unicredit, quantomeno perchè ha sempre enfatizzato in maniera più blanda le escursioni del Ftse Mib.

Più volte abbiamo ricordato che Unicredit tra i due è il più volatile, non ha caso ha già rotto il supporto dinamico di lungo e il doppio minimo storico.

Intesa Sanpaolo invece è ancora al di sopra della soglia di sostenibilità, perfchè il suo supporto dinamico è a 1,33 euro, mentre il minimo equivalente a quello di Unicredit è a 1,3/1,295 euro.

Fino a quando questo bottom non sarà messo in discussione, Intesa Sanpaolo avrà sicuramente più forza relativa di Unicredit. 

Se nelle prossime ore il rischio dovesse tornare appetibile, Intesa Sanpaolo potrebbe essere una preda e personalmente aspetterò il test di area 1,33 euro, dove si potrà valutare un long con stop stretto.

Chi vorrà aspettare una conferma di forza relativa, dovrà attendere il breakout della prima resistenza dinamica e  quindi valutare long Intesa Sanpaolo solo sopra gli 1,41 euro.

Saipem è tra i pochi a salire oggi dopo la notizia del nuovo contratto in Nigeria. Il titolo potrebbe regalare nuovi spunti rialzisti?

Distinguerei il sentiment da quello che vedo sui grafici e innanzitutto devo dire che Saipem ha moderatamente tenuto nelle ultime giornate perchè il petrolio si sta stabilizzando da diverse giornate in area 26,5/26 euro.

Se guardiamo però a Saipem con lo stesso approccio usato per gli altri titoli, quello che ha fatto oggi il titolo quando la notizia del contratto ha generato un po' di ritorni agli acquisti, è stato un pull-back ribassista.

Salvo vedere un petrolio che torni sopra i 30 dollari al barile e quindi automaticamente una chiusura giornaliera di Saipem sopra 2,34 euro, sono più portato a pensare che quello attuale sia più un livello di vendita che di acquisto.  

Tra i peggiori di oggi si segnalano due industriali. Leonardo e CNH Industrial. Questo affondo è un'occasione d'acquisto?

Leonardo e CNH Industrial hanno un core business che esula dal concetto tecnologia che è l'unica dinamica industriale oggi ben letta durante la crisi del coronavirus.

CNH Industrial trova in area 4,9 euro un supporto dinamico abbastanza interessante, ma quando si parla di supporto bisogna sempre rapportare il tutto alla situazione generale dei mercati.

Una chiamata long su CNH Industrial sembra ormai imminente e in area 4,9 euro si potrà valutare un buy per puntare ad un'accelerazione verso i 5,85/5,9 euro.

Leonardo è graficamente compromesso da diversi giorni e la discesa odierna non fa altro che confermare quanto già visto qualche seduta fa.

Ieri c'è stato un importante breakout al ribasso e dal puno di vista squisitamente dinamico non ci sono supporti.
Non posso segnalare quindi aree di target di questo ribasso nè livelli di potenziale appeal, quindi facciamo riferimento alla soglia psicologica dei 5 euro.

Se Leonardo dovesse bucare anche questa soglia, si tornerà a caldeggiare l'ipotesi di un doppio minimo quasi storico a 4,35/4,36 euro, dove l'appetito al rischio potrebbe tornare.

In caso di un ritorno di forza dei listini e quindi di Leonardo, a chi vuole comprare la forza consiglio di attendere una chiusura sopra area 6 euro.