Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Massimiliano De Marco, analista tecnico di Robotrend.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ieri ha provato nuovamente a forzare l'ostacolo dei 17.800/17.900 punti senza riuscire a superarlo. Si aspetta una rottura al rialzo nelle prossime giornate?

La situazione è di fatto molto simile a quella che ci trovavamo di fronte due settimane fa, con l’indice che si è comportato diversamente da quanto mi aspettassi.

La previsione era che fossimo in presenza di una correzione nel bear market partito a febbraio, e che un tentativo di attacco da parte del Ftse Mib sopra i 18.000 punti, con target a 18.500, ed una possibile estensione al 50% di ritracciamento a quota 19.800, avrebbe terminato il movimento.

Il passaggio sotto i 17.300 punti mi aveva fatto pensare che avessimo concluso il movimento, ed invece siamo tornati nell’identica situazione.

Invariate le resistenze e il supporto sotto il quale immaginerei una ripresa del downtrend per il Ftse Mib si trova adesso in area 17.100.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri sono saliti a braccetto, riuscendo a fare meglio del Ftse Mib. Cosa può dirci di questi due titoli?

Unicredit ha rimbalzato diverse volte su quota 6,50 euro, con intensità sempre decrescente.
Nel medio è lecito attendersi che questo livello venga violato, scenario primario finchè 7,70 euro verrà rispettato.
Un superamento al rialzo dei 7,70 euro aprirebbe le porte ad area 8,20 euro prima e al gap sopra 9 euro poi.

La struttura di Intesa Sanpaolo è simile, segnalano come supporto gil 1,31 euro e come resistenza area 1,55 euro.

ENI e Saipem continuano ad essere condizionati e non poco dall'andamento del petrolio. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

ENI ha reagito al ribasso immediatamente dopo aver chiuso il gap daily a 10,20 euro.

Chiaramente l’incertezza del prezzo del petrolio, che sta condizionando anche le scadenze successive all’ormai noto prezzo negativo dell’ultimo giorno di scambi del future di maggio, pesano sull’outlook.

Per ENI l'area dei 10,20 euro potrebbe reggere per una ripresa del trend negativo, il cui target sarebbe un nuovo test del minimo di marzo.

Saipem non ha completamente chiuso il corrispettivo gap a 2,84 euro, e adesso il massimo relativo a 2,58 euro diventa il livello da non superare per aspettare nel breve un nuovo passaggio sotto il minimo a 1,72 euro.                           

Fca sta provando a riagganciare quota 8 euro, mentre Ferrari non è riuscito a riconquistare i 150 euro. Qual è la sua view su questi due titoli?

Sul grafico orario di Fca l’ultima gamba rialzista inizia a mostrare delle divergenze negli oscillatori.
Nel medio, è lecito considerare il rimbalzo da 5,55 euro una correzione per un futuro re-test. Sotto i 7,55 euro per Fca si aprirebbe un test per quota 7 euro.

Il rimbalzo dai minimi di Ferrari ha trovato uno stallo intorno al tipico 61,8% di ritracciamento.
Il titolo si trova ora in fase di consolidamento, ed in caso di un ulteriore tentativo con superamento di 150 euro, la resistenza successiva è in area 156-157,5 euro. 

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato e a quali consiglia di guardare in particolare ora?

Continuo a guardare con scetticismo a questa fase, anche in caso di ulteriori rialzi nel breve.
Guardando ad esempio ai rimbalzi delle borse Usa, è difficile credere ad una ripresa a V come adesso sembrerebbe prezzare il mercato, pur con tutto il supporto delle Banche Centrali.

Credo che dopo il panico iniziale, i mercati azionari si stiano concentrando solo sulle buone notizie di superamento del picco e programmi di riapertura, ma che non prezzino ancora correttamente l’impatto economico della crisi del virus.