Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha vissuto una brutta seduta che lo ha riportato a poca distanza da quota 19.000. C'è il rischio di ulteriori ribassi?

I timori crescenti di una seconda ondata di contagi di Covid19 in alcune aree del mondo, lo spauracchio di nuovi "dazi" tra Usa, Europa e Regno Unito, ed infine una revisione al ribasso della crescita economica globale da parte del FMI, hanno indebolito il "sentiment" positivo presente oramai da diverso tempo sui principali mercati azionari.

Le Borse così hanno chiuso la seduta di ieri in territorio decisamente negativo, con il focus che rimane anche rivolto ai dati macro, visto che questi rappresenteranno il vero catalizzatore per capire la velocità della ripresa economica.

In questo contesto è tornato a scendere il Petrolio che dopo aver mancato la conferma oltre i 40 dollari al barile, sembra intenzionato ad andare a rivedere i primi importanti supporti situati in area 34,5/35 dollari.

A pesare sui prezzi dell'ORO NERO sono anche le riserve USA, rimaste su livelli record per la terza settimana consecutiva.

Anche il Ftse Mib nella seduta di ieri è andato incontro a forti vendite, anche se con volumi bassi rispetto alle giornate precedenti.

L'indice, scendendo sotto i 19.300 punti, ha spalancato le porte ad una chiusura del gap up rialzista lasciato aperto la scorsa ottava.

Nel breve importante per il FTSE Mib sarà la tenuta dei 19mila punti, perchè in caso di perdita di questa soglia la correzione potrebbe "incattivirsi", con estensione dei ribassi in direzione dei 18.500 punti e a seguire dei 18.300 punti.

Per avere nuovi segnali di forza il Ftse Mib dovrebbe spingersi oltre la soglia psicologica dei 20mila punti.

Intesa Sanpaolo ieri si è difeso un po' meglio di Unicredit. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Le vendite di ieri riportano INTESA SANPAOLO a contatto con i primi supporti posti in area 1,65-1,66 euro.
Sotto questa soglia potrebbe proseguire la debolezza in direzione dei forti sostegni situati in area 1,55 euro.

Situazione simile per UNICREDIT che in caso di discesa sotto gli 8 euro avrebbe un primo target ribassista nei pressi dei 7,5 euro.

Al contrario segnali di forza arriverebbero solo con il superamento degli 8,55 euro.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Fca e Ferrari e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Per quanto riguarda il titolo FCA, solo con il pronto ritorno dei prezzi oltre la soglia dei 9 euro si eviterebbe una discesa sui forti supporti situati in area 8,30-8,35 euro.

Per quanto riguarda FERRARI, le vendite di ieri hanno riportato le quotazioni a contatto con la trendline rialzista che parte dai minimi di marzo.

Operativamente solo con la tenuta di questi livelli, ossia area 149 euro, si eviterebbe una discesa fin verso i forti supporti posti in area 145 euro.

Tenaris ieri è crollato più di tutti, ma non è andata tanto meglio a Saipem. Qual è la sua view su questi due titoli?

Segnali negativi arrivano da TENARIS che con la perdita dei 6 euro avrebbe un primo target in area 5,45-5,50 euro.

Anche SAIPEM invia segnali di debolezza con i prezzi che in caso di rottura dei 2,25 euro avrebbero spazio di discesa fin verso i 2,10 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti segnalo DIASORIN oltre i 176 euro, con primi target sui 190 euro. Da seguire AMPLIFON  con la tenuta dei 24 euro ed infine BIESSE oltre gli 11,80 euro.

Buon trading

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